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mercoledì 5 maggio 2021

I piatti che fanno casa

 

Sicuramente in tutte le case e in tutte le famiglie ci sono ricette e piatti che fanno casa.

Cioè che tirano fuori la parte infantile che è in noi, dove risiedono i ricordi e gli affetti dell'infanzia.

Fagioli e cotiche è uno dei piatti di casa, come le polpette di cavallo fritte, pollo al forno e patate, fettuccine al sugo, lumache piccanti e il purè vero...(quello fatto con le patate)!!

Anche voi avete dei piatti che fanno casa?

venerdì 30 aprile 2021

Tornare a mangiare al ristorante

 

Diamo sempre tutto per scontato, e invece ogni piccola cosa che abbiamo e che facciamo, è un dono. Solo quando ci viene tolto, capiamo che in fondo era importante e ci faceva stare bene.

Sono  tornata a pranzo (pausa lavoro) in un ristorante di pesce, vicino l'ufficio.

Certo non è possibile spendere 50 euro sempre, diciamo che mi sono fatta un piccolo regalo.

Perchè ogni portata è stata un regalo, un'attesa curiosa  di come sarebbe stato presentato il piatto e il sapore, e insomma una pausa dalla noia, o quantomeno da quello che io cucino.



Sono felice di essere tornata al ristorante, e spero che non chiudano più. Questa categoria è stata massacrata dalla pandemia.


Dolce sorpresa, il brano sulla tovaglietta, di "Oceano Mare".


martedì 27 aprile 2021

Bella ciao delle mondine...

 

Alla mattina appena alzate
O bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao ciao
Alla mattina appena alzate
in risaia ci tocca andar.
E fra gli insetti e le zanzare
O bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao ciao
E fra gli insetti e le zanzare
un dur lavoro ci tocca far.
Il capo in piedi col suo bastone
O bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao ciao
Il capo in piedi col suo bastone
e noi curve a lavorar.
O mamma mia, o che tormento!
O bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao ciao
O mamma mia, o che tormento
io ti invoco ogni doman.
Ma verrà un giorno che tutte quante
O bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao ciao
Ma verrà un giorno che tutte quante
lavoreremo in libertà.
 

Sembra un tempo lontano, vero? E invece è ancora attualissimo.
Pensavo davvero che fosse tutto migliore e invece siamo tornati indietro di anni e anni di lotte e conquiste, e l'unica cosa che ho imparato che niente è per sempre e quello che si conquista bisogna proteggerlo e mantenerlo.
E quindi ci sono commesse che sono costrette ad indossare i pannolini per l'incontinenza, perchè non gli viene permesso di andare in bagno. E anche se hai 30 anni di professionalità, siccome sei donna, devi anche pulire e sistemare, così si risparmia sulle ditte di pulizie.

Il ricatto psicologico è però ancora l'arma che va alla grande. Non hai segni di lotta e non lo puoi dimostrare, a parte tutte le cicatrici che ti porti dentro e che ti fanno sanguinare ogni giorno.

Non voglio più sentire la frase "il lavoro nobilita l'uomo". Un cazzo... il lavoro umilia, soprattutto le donne e soprattutto le mamme. Non abbiamo conquistato niente, abbiamo solo perso il diritto ad avere una famiglia e crescere i figli. Adesso si che siamo uguali agli uomini, solo che loro ci soffrono meno.

martedì 13 aprile 2021

Storie di resistenza

In un angolo di bookcrossing per caso trovo questo libro.

Sono molto incuriosita da questo tipo di libri  e quindi vi entro con piacere. 

Ed è stato davvero una bella scoperta. Ambientato a Roma, tra i miei quartieri, Centocelle, la Casilina, la Tiburtina, prima che arrivasse tutto e c'erano solo campi di papaveri rossi e spighe verdi... Mio ricordo di bambina nel '77, figuriamoci come poteva essere nel '45!!

La strage di Via Rasella, le Fosse Ardeatine, la Liberazione degli Americani... senti un sapore che sa di storia e di qualcosa che ci hanno raccontato, ma scendere dentro questi libri è sempre una grande meraviglia e scoperta, malgrado il dolore che trasudano. 

Io ho un vicino di casa che ha 84 anni e ha vissuto l'occupazione nazista a Roma e la liberazione. Era di trastevere e in questi anni mi ha raccontato tante storie di guerra, che non si leggono nei libri. E' per questo che mi piace anche leggere questo genere di libri.

I bambini hanno usato i fucili, rubato cibo, farina, uova, latte. E la fame e la paura che hanno vissuto non è paragonabile a niente di ciò che viene rubata all'innocenza di un ragazzo.

Gli ho chiesto varie volte se potevo aiutarlo a mettere tutto su carta e stampare un libro.

Non vuole, dice che non interessa a nessuno e che soprattutto i giovani non vogliono sapere della guerra. Forse ha ragione lui, ma c'è ancora qualcuno a cui interessa sapere...

mercoledì 7 aprile 2021

Prime Video

 


Non pensavo di essere così presa da una serie tv, ma mi sono innamorata del personaggio e sogno praticamente ad occhi aperti, i bellissimi vestiti anni '50-'60 di questa serie.
Cpsì femminili, così belli, così eleganti e arriva la nostalgia per qualcosa che non si vede più.
Bellissimi colori che devo dire adesso non si vedono più.
Eppoi i cappellini, i guanti, le borse... ma cavolo, ho sbagliato secolo sicuramente... he he

Serie TV statunitense creata da Amy Sherman Palladinoo per Amazon Studios, La fantastica signora Maisel ha vinto tre Golden Globe e sette Emmys, tra cui il premio come miglior attrice protagonista in una comedy per Rachel Brosnahan.

La fantastica signora Maisel (The Marvelous Mrs. Maisel), è una serie TV ambientata a New York nel 1958, composta da tre stagioni, tutte disponibili sulla piattaforma e racconta le vicende di Miriam “Midge” Maisel (Rachel Brosnahan), una casalinga ebrea intraprendente e solare.

La donna vive come ha sempre desiderato, circondata dalla sua famiglia composta da un marito e due figli, nella loro bella casa nell’Upper West Side. Questo almeno finché suo marito non le confessa di avere una relazione extra coniugale, che la porta a lasciarlo e a dover abbandonare il suo status di casalinga per cimentarsi come attrice di cabaret e poter cominciare la sua nuova vita da separata.

La serie racconta le avventure della donna nella sua trasformazione da perfetta casalinga a performer dell’East Village.


Una comica donna era cosa insolita a quei tempi e quindi all'inizio la curiosità ha il soppravvento su tutto. Ma poi i ritmi sono così veloci, incalzanti da incollarti allo schermo, letteralmente.

Una stanza per guardaroba, e cambi di abiti da far luccicare lo sguardo.

Questi abiti mi ricordano tanto il Burda di mia mamma, e dei modelli che cuciva la notte.

Veramente adoro questa moda, e spero che ritorni in voga, nei cicli del vintage.

Comunque sotto questi vestiti si portava il busto, presto detto della vita da vespa.




venerdì 2 aprile 2021

Ogni giorno...

Circondiamoci di cose belle, di colori, di fiori, di natura e di serenità ... leggere un libro o fare una passeggiata nel verde.
Ogni mattina il mio cane mi aiuta a vedere il ciclo della natura con occhi nuovi, un fiore che si apre, la rugiada sulle foglie, i colori che cambiano a seconda del tempo, la temperatura del giorno.

Anche se ogni giorno ci sono delle difficoltà, delle montagne da superare, bisogna fare piccole cose e piccoli passi per arrivare a vivere bene una giornata senza ansie e senza inutili aspettative.
Io per esempio ho spedito dei libri a Genova ad una signora che non conosco, perchè semplicemente su un gruppo letterario di fb ci siamo scambiate opinioni su una saga che seguiamo da anni. Comunque regalare quei libri (che io comunque regalo ai canili per i mercatini, o in biblioteca), mi ha fatto piacere, per poi scoprire ieri che domani è il suo compleanno, e quindi semplicemente l'ho resa felice di questo dono.
Noi siano energia nell'universo e ogni piccolo gesto che facciamo entra in una energia positiva che comunque spandiamo.
Essere gentili in tempo di pandemia, non è facile. Non si possono offrire caffè, non si può aiutare qualcuno a portare la spesa, figuriamoci dare un passaggio ad un anziano in auto. Quindi per quanto poco, per quanto piccolo, cerco di stare bene e far stare bene. Non lo sò, forse sembro una matta, ma mi fa stare bene con me stessa. Forse è il mio modo di amare il mondo.





lunedì 29 marzo 2021

Un piccolo angolo

Effettivamente non posso dire che Parigi sia passata nella mia vita senza lasciare segno, addirittura un acquisto è stato fatto prima che andassi a Parigi, due anni fa. 

Mi piace, che dire.

Mi accingo ad iniziare un nuovo libro. Entro con piacere ed aspettative, sperando che mi piccia e che mi regali bei momenti...credo sia la sensazione di ogni lettore.
 

Non volendo sto seguendo il filo del libro precedente, visto che parla di una figlia che legge ad una mamma in coma, sperando che le parole facciano la differenza.

Il silenzio è una buona compagna, ma anche Candy che russa sommessamente, non è da meno... he he

No, scherzo, è una silenziosa compagnia, ma mi piace tanto averla vicina quando leggo.


 

venerdì 26 marzo 2021

Beati libri

 

In questo periodo, per fortuna o per caso, riesco a leggere molto e i libri mi fanno davvero tanta compagnia.

Una mia collega mi ha prepasto un giallo di Carofiglio per farmi conoscere l'autore che non avevo mai letto. Un giallo scorrevole e semplice, ma allo stesso tempo piacevole.

I gialli pensavo che non fossero essere il mio genere, ma poi invece quando mi capitano tra le mani, alla fine mi piacciono.

Io ho solo letto tutta la serie Camilleri - Montalbano e sporadicamente qualche altro autore, ma non credo di essere proprio una appassionata. Solo che mi stanco a leggere solo romanzi e quindi ben vengano parentesi diverse, che poi alla fine si collegano sempre a qualcosa che avevo in sospeso nel tempo.

Invece sempre della serie gialli, ho comprato per puro caso (o forse no) l'ultimo libro della serie Commissario Schiavone - Giallini. Che tra l'altro seguo da anni e non avevo mai pensato di leggere un suo libro.
Essendo l'ultima puntata, ho sperimentato il fatto di aver letto prima la trama e a rigor di logica, sarebbe dovuto essere meglio, invece ero totalmente spiazzata. Questo perchè hanno tralasciato tantissimi particolari e scene sul film che invece erano importanti per capire la situazione, facendo degli inspiegabili tagli al libro, riuscendo miseramente a togliere anima alla puntata tv.

"Le gratitudini" invece è stato un piccolo libro tenerissimo, che mi ha fatto molto riflettere sulla situazione di diventare anziani perdendo l'uso delle parole e della memoria. Malgrado quello che sei stata, dico io. Speriamo tutti di non arrivare a questo, ma non sappiamo quello che il destino ha in serbo per noi.

Questa signora lascia per sempre la sua casa, sapendo che non ne farà più ritorno e questo mi ha fatto inevitabilmente pensare a mio nonno, e a mia mamma, che sono usciti non rientrando più.

Malgrado ciò è un romanzo e ha un lieto fine, quindi diciamo che è una lettura piacevole che scorre veloce in poche ore.

Ringrazio in questo momento i libri brevi, non credo riuscirei a stare su  un tomo di 300 pagine.

venerdì 12 marzo 2021

I libri ci scelgono

 

"LE GRATITUDINI"


 I libri arrivano per caso o per fortuna, dico sempre io. Perchè è da un po’ di tempo che applico tutte le mattine, le gratitudini. Cioè ringrazio per le piccole cose. Un giorno il letto caldo, un giorno il sole, un giorno la serenità, un giorno il bagno in casa, e fare questo mi sta cambiando. Mi accorgo che sono più felice di quello che ho e non sento il desiderio di altro, perché c’è chi non ha proprio niente. E quindi per una questione di empatia sono entrata in questo piccolo libro che davvero si legge in due sere, con una specie di riserbo e timidezza verso le gratitudini di questa donna che sta perdendo lentamente le parole … Lo smarrimento di questa donna ti entra dentro e lo senti in ogni fibra del tuo intimo, perché in fondo è la paura di ogni persona, puo’ succedere, no?

Tenero direi, e in fondo è una lettura scorrevole.

La protagonista si chiama Michka e sta perdendo le parole. Ora che le lettere e i suoni si agitano nella sua testa in un turbinio incontrollabile, l'anziana signora deve arrendersi all'evidenza: ha bisogno di un nuovo inizio. Anche se questo significa scendere a patti con un'esistenza a metà. Nella casa di riposo in cui si trasferisce, a Michka rimangono le visite di Marie, un'ex vicina che da bambina passava molto tempo con lei, e le sedute settimanali con Jérôme, un giovane ortofonista che la aiuta a ritrovare le parole.
Michka per tutta la vita è stata correttrice di bozze in una grande rivista, ma ora non riesce piú a orientarsi nella nebbia di lettere e suoni che si addensa nella sua testa. Quando lascia il suo accogliente appartamento parigino, e fa l’elenco di tutto ciò che ha regalato e che ha lasciato sapendo che non tornerà mai più. Doloroso direi. E allora Michka si piega, con una certa riluttanza, al ritmo fiacco delle giornate «da vecchia», alle stravaganze degli altri «resistenti», ai sogni infestati dalla temibile direttrice, perché solo nei sogni lei trova le parole.

Confinata nella sua stanzetta asettica, sempre piú fragile e indifesa, a Michka non resta che consolarsi con le visite di Marie e le chiacchierate con Jérôme, il giovane ortofonista che lavora nella casa di riposo. Il ragazzo, infatti, ha ceduto presto alla tenera civetteria della sua paziente discola – gli esercizi per il linguaggio «la sfioriscono» –, che vuole solo raccontare e farsi raccontare. A poco a poco, però, le parole si fanno piú rare, barcollanti, e, anche se non ha perso il senso dell'umorismo, Michka è consapevole di non poter deviare l'inesorabile corso degli eventi. Ed è proprio per questo che vorrebbe realizzare un ultimo, importante desiderio: ringraziare la famiglia che l'accolse durante la guerra e che di fatto le salvò la vita. Saranno Marie e Jérôme ad aiutarla, perché anche loro conoscono il valore inestimabile di un semplice «gratis», come direbbe Michka.

GRAZIE

lunedì 8 marzo 2021

8 marzo

Non posto la mimosa, non mi rappresenta.

Le rose invece indicano tutta la bellezza di essere femmina e le spine della vita.

Perchè di questo si tratta.

Io ho sempre lavorato, da quando ho finito il triennale magistrale Montessori, avevo 17 anni.

Adesso ne ho 54 e sono stanca.

Sono stanca di alzarmi presto la mattina e fare un'ora di traffico, di lavorare fuori casa per 8 ore e rientrare sempre con il traffico. Cinque su 7 e sono anche fortunata, visto che tanti lavorano sei su 7. Sono sempre stata pendolare. Quando mio figlio era piccolo, uscivo alle 6.30 per non trovare la Tiburtina bloccata e arrivare a scuola alle 8.00 e io in ufficio alle  9.00. Queste cose che si fanno quando si devono fare, le paghi dopo, paghi tutto dopo. Abitare fuori Roma è stata allora una scelta, ma la bella casa con il giardino ha preteso un prezzo troppo alto.

Eppure se questo virus mi ha insegnato qualcosa, è il diritto a stare a casa. 35 anni di lavoro sono tanti e si dovrebbe avere libero accesso alla pensione.

Invece in questa dittatura mascherata da democrazia, ci dicono quando dobbiamo andare in pensione, senza considerare il nostro vissuto, che non è uguale per tutti.

Io ho preso psicofarmaci per 20 anni, per alzarmi dal letto e vivere, semplicemente. Al lavoro mi sono fatta massacrare dai miei capi che mi hanno umiliata, usata e mobbizzata da sempre. Violenze psicologiche che si infilano dentro la pelle con cicatrici e ferite che non si rimarginano. Professionalità mai riconosciute e promesse mai mantenute, mentre ti passano tutte davanti. Prima perchè devi acquisire la professionalità eppoi una volta che dovresti avere il giusto riconoscimento, arrivano le 20enni che sono tanto fiche je je... e tu ormai se giurassica. Ma poi sono le parole, quelle che fanno più male. Quando ti urlano contro, quando non ti rispettano anche nelle piccole cose, e tu non hai nessuno che ti difende e soprattutto devi dire sempre si, per paura e per ingenuità. Quando ho abortito del secondo figlio e avevo mio figlio di 6 anni (una scelta dolorosissima ma necessaria) sono stata malissimo e rientrata in ufficio, sono stata processata davanti a tutte le mie colleghe e i capi. Il capo del personale mi ha detto che una mucca ci metteva meno a sgravare. Ho fatto la segretaria e insieme anche il sito. L'ho scritto dall'inizio, pagina per pagina, prima dell'html, prima di front page, prima che arrivassero le piattaforme più facili. 20 anni ... Che stupida! E comunque non devi parlare, non devi denunciare, perchè te la fanno pagare, eccome se le la fanno pagare. Devi stare zitta e amen.
E in questo hai un matrimonio da mandare avanti che poi diventa una separazione, con tutto quello che ne consegue. La fatica, la fatica di stare sempre su due fronti non è mai stata riconosciuta, e quindi che cavolo abbiamo ottenuto? Niente. E si continua a festeggiare cosa? Tutto quello che abbiamo perso per strada e che non vediamo veramente. Paghiamo caro tutto e niente sconti. Si, sono amareggiata.

Dovevo pagare un mutuo, ma visto che non sempre il lavoro nobilita, anzi umilia, forse era il caso che non continuassi, in fondo volevo fare la mamma e la moglie. Avere il diritto di scegliere di stare a casa, che non ho potuto scegliere invece.

Adesso quando sento parlare solo di lavoro alle donne, penso che non abbiamo capito niente.

La dignità di una donna che lavora da sempre è anche poter fare la nonna e non ha senso che tutte dobbiamo lavorare fino a 67 anni. Perchè?

I ruoli sono quelli che si è liberi di scegliere, senza obblighi. Io dico che ci sono tante donne oggi che vorrebbero stare a casa a crescere i figli, cucinare e pulire, andare in palestra, uscire con le amiche, leggere e fare tante cose... Ma con uno stipendio italiano non si può. In Francia c'è il minimo retributivo, 2000 euro, se si potesse farlo anche da noi, la società sarebbe diversa.

#8 marzo# basta con le solite parole da anni... è tempo di reagire.

giovedì 4 marzo 2021

"LA RUPE DEGLI SGUARDI LONTANI"


Un libro arrivato per caso per curare il cuore e l’anima

Alla fine mi sono resa conto che è una favola, ma è stato così bello fare questo viaggio, che lo consiglio a tutti coloro che hanno un cane o che lo hanno perduto.

La prefazione del libro parla dell’amore che ci lega ai nostri animali… “Quando un amico a quattro zampe entra nelle nostre case comincia un percorso d'amore straordinario che ci riempie il cuore e ci rende migliori. Il viaggio insieme a loro sembra terminare quando arriva il temuto e doloroso momento in cui il nostro compagno peloso capisce che è tempo di andare.
Emanuele Grandi ci accompagna in questi istanti regalandoci il conforto di saperli felici e la speranza di ritrovarli, un giorno, ad aspettarci”.

 
In realtà la storia è tenerissima. Un bambino che legge questo libro e una mamma che guarisce … ma le storie non sono solo inventate. Per esempio l’autore ha inserito tutte le storie di cronaca degli ultimi anni… e quindi sul ponte arriva Angelo, il cane che è stato impiccato e picchiato in calabria da 4 mostri, o la cagnolina che è stata lanciata dal balcone dal papà del bimbo piccolo. Insomma c’è di tutto, dai randagi ai cani anziani, addirittura c’è anche Argo, il cane di Ulisse, e devo dire che a distanza di un anno, solo ora ho avuto il coraggio di andare su you tube a vedere il video di “Angelo” e di come è stato ucciso e torturato. Ho pianto e la scena mi è stata dentro per 2 giorni. Sono stata male, ma capisco che lo dovevo fare. Anche se il muso di Angelo mi rimarrà nel cuore per sempre, oltretutto assomiglia alla mia Candy.

Posso dire che questo libro può essere letto da adulti e bambini, o meglio da adulti che lo leggono ai loro bambini. Bellissimo
#angelo#mostri#




giovedì 25 febbraio 2021

"LA RICAMATRICE DI WINCHESTER"

 

Mi sono innamorata della Tracy Chevalier quando ho letto “strane creature” e “l’ultima fuggitiva”. Le sue donne sono sempre coraggiose, segnano la storia e il destino e si distinguono nella loro epoca perché lasciano il segno. Combattono per la libertà di loro stesse e cercano di essere vere.

Quindi mi sono approcciata alla ricamatrice di Winchester con molte aspettative, che purtroppo sono state deluse. A parte il fatto storico vero riconducibile a queste donne, per il resto la storia della protagonista non mi ha preso e nel complesso il libro non mi è piaciuto.

Nella trama ci sono le rigide regole sociali e la vita delle donne in quel periodo storico, e forse non era nelle mie corde. Sono un po’ dispiaciuta ma le sensazioni sono personali e questo è per me.

Questo è l'inizio della trama e sembra molto avvincente e bello, ma il ritmo lento e lo svolgere del libro non mi hanno trovata in sintonia con la storia, lasciandomi senza niente...

Winchester, 1932. A trentotto anni Violet Speedwell sembra ormai inesorabilmente destinata a un’esistenza da zitella. La Grande Guerra ha preteso il suo tributo: il suo fidanzato, Laurence, è caduto a Passchendaele insieme a migliaia di altri soldati, e ora le «donne in eccedenza» come lei, donne rimaste nubili e con scarse probabilità di convolare a nozze, sono ritenute una minaccia, se non una vera e propria tragedia per una società basata sul matrimonio. Dopo essersi lasciata alle spalle la casa di famiglia di Southampton, e le lamentele della sua soffocante madre, ferma all’idea che dovere di una figlia non sposata sia quello di servire e riverire i genitori, Violet è più che mai intenzionata a vivere contando sulle proprie forze. A Winchester riesce in breve tempo a trovare lavoro come dattilografa per una compagnia di assicurazione, e ad aver accesso a un’istituzione rinomata in città: l’associazione delle ricamatrici della cattedrale. Fondata dalla signorina Louisa Pesel e diretta con pugno di ferro dall’implacabile signora Biggins, l’associazione, ispirata a una gilda medievale, si richiama a un’antica tradizione: il ricamo di cuscini per i fedeli, vere e proprie opere d’arte destinate a durare nei secoli. Sebbene la Grande Guerra abbia mostrato a Violet come ogni cosa sia effimera, l’idea di creare con le proprie mani qualcosa che sopravviva allo scorrere del tempo rappresenta, per lei, una tentazione irresistibile… 

Mi hanno suggerito di vedere i cuscini reali ricamati dalle donne dell'abbazia, cercando su google e devo dire che sono molto belli.

Sempre cercando su internet ho visto che il titolo originale era "un unico filo" e non capisco la scelta poi di cambiare il titolo nella traduzione in italiano. Non è la prima volta che mi capita.









mercoledì 17 febbraio 2021

libri Feltrinelli

Non ho saputo resistere... una bellissima coperta gratis con l'acquisto di 2 libri della collana economica Universale....

Di solito compro nella mia libreria di sempre, ultimamente qualcosa anche su amazon e quindi Feltrinelli la uso poco. 

Ma quando ci sono queste promozioni non resisto...

Credo di essere quasi l'unica che ancora non ha letto 1984... in verità mi mancano tanti classici, come gli autori russi per esempio, ma non credo che mi basterà questa vita per leggere tutto.

#lacopertadellettore#
La promozione scade il 20 febbraio,  appena in tempo

lunedì 15 febbraio 2021

Lasciati trovare

 

Lasciati trovare, il romanzo di Chiara Ceneroni, Edito da Morphena editrice.

Ho letto questo libro innamorata dalle frasi di un tema scolastico che il ragazzo scrive descrivendo il suo cane. Sapevo che era una storia sui cani, come le chiamo io, ma invece è stato entrare in un universo in cui la positività e l’amore sono sempre al centro della scena. E’ stato bellissimo sentire l’amore di questo ragazzo, costretto in carrozzina da una malattia a 15 anni, verso il proprio cane e verso la scoperta di un amore che va al di là di ogni confine e che solo una madre può dare.

Mi sono innamorata di Bruno anche io, e in fondo in lui ho visto tanto della mia Candy.

Alla fine tutti i cani amati e che hanno sofferto tanto sono in grado di ripagarti a mille per ogni secondo che passi con loro.

Bellissima trama.

Emozionante e piena di colpi di scena.

Lo consiglio per trovare un angolo di pace nel proprio cuore.

A volte abbiamo bisogno delle favole, a piccoli dosi, ovviamente 

#lasciatitrovare#

giovedì 4 febbraio 2021

BRIDGERTON

 #bridgerton#recensione





Ha senso immaginare una nobiltà di colore laddove certamente non vi era?

Ero troppo curiosa e così ho iniziato a vedere questa serie su Netflix.

Considerato il periodo storico non riuscivo a capire la scelta degli attori di colore, che sinceramente stonano molto in questo contesto. Non si tratta di essere razzisti, ma di un falso storico. Definendo una linea multirazziale di fatto si sta nella fantascienza e ci si distacca totalmente dal profilo storico.

Nell’Inghilterra di inizio Ottocento non era indifferente avere un colore della pelle o l’altro, anzi considerando in parallelo la storia della schiavitù, non si rende giustizia al percorso storico.

 






I protagonisti di Bridgerton

Ritengo che far finta che non vi siano differenze non annulla le differenze, semmai fa uno sfregio delle lotte di chi quelle diseguaglianze le ha combattute per perseguire obiettivi di parità. Non l’invisibilità dei colori, ma la loro visibilità, accettazione, inclusione, sono la chiave del progresso.

In questo modo si confondono anche gli adolescenti, anche se considerando il sesso esplicito dovrebbe essere vietato ai minorenni.

Una serie per adulti con una mente molto aperta e alla rassegnazione dei nuovi orizzonti.

Ormai nei film o telefilm americani sono tutti gay, lesbiche e adesso arriviamo a cambiare la storia con i vestiti dei canoni attuali, accettando in pieno ‘800 una coppia multirazziale. Credo sia sbagliato e fuorviante. Al massimo si chiude la cosa con un sorriso. Odio i talebani di qualsiasi genere, e quindi non mi ergo a giudice. Personalmente la cosa mi è parsa molto paradossale e fantascientifica.

Poi bei costumi e belle scenografie e piacevole da seguire. Ma… ma… è da vedere. Per tutto quello che ti smuove dentro. 




La regina nera, la ragazza più corteggiata a corte, una mulatta, tutto stona e tutto torna. 

Sicuramente da adito a tante sensazioni e pensieri, ma la trama è veramente bella.



martedì 2 febbraio 2021

Storia del cane che non voleva più amare

Eppoi arrivano i libri così... mai per caso,direi.


Una storia vera. Bella come una favola.

Mano” è un randagio, un maremmano scontroso e taciturno, regale e bellissimo come i maremmani sanno essere. Ma quando arriva nella clinica di Monica non è più niente di tutto questo. È stato ripescato da un canale, incaprettato e con la museruola. Un pescatore di carpe lo ha notato dibattersi nell’acqua torbida e ha chiamato i soccorsi. Ora, sul tavolo da visita, quello scheletro di cane stremato e semi annegato sembra solo uno straccio intriso d’acqua e fango. Sta rivolto con il muso verso il muro, perfettamente immobile, e non risponde a nessuno stimolo. Ma se una mano entra nel suo campo visivo lui si difende con ferocia disperata: morde a vuoto l’aria, perché nessuno deve toccarlo. Morde per istinto, per scelta, per disperazione. Morde per paura…



Ho scelto questo libro per caso, senza sapere che fosse una storia vera e soprattutto che fosse collegato al famoso cane palla, o meglio, collegato alla sua veterinaria che lo ha salvato e adottato e che è l’autrice di questo libricino. Si legge davvero in 10 minuti, ma è di una tenerezza infinita e per chi ama i cani e soprattutto le storie di queste povere anime violentate e ferite, è davvero una piacevole parentesi , solo per il lieto fine.

La lacrimuccia è dietro l’angolo, ma solo per la felicità.

 


Monica Pais, chirurgo veterinario, nel 2003 ha fondato con il marito Paolo la Clinica Duemari di Oristano, dove esercita la sua professione di pasionaria prendendosi cura degli animali di famiglia e dei «rottami»: selvatici e randagi, gli «ultimi» del mondo animale. Nel 2016, dopo aver incontrato e salvato la vita del suo cane Palla, Monica ha creato la onlus Effetto Palla. Oggi l’organizzazione è diventata una fitta rete di volontari che opera in Italia e all’estero occupandosi di animali in difficoltà, cercando adozioni, affidi e organizzando staffette.

Clinica veterinaria Duemari
segreteriaclinicaduemari@gmail.com


Effetto Palla Onlus
effettopallaonlus@gmail.com





 


mercoledì 13 gennaio 2021

LA MADRE SBAGLIATA

 

“La madre sbagliata”, di Sally Hepworth, racconta la storia di tre donne e dei loro segreti, tre ostetriche: nonna, madre e figlia. Il titolo originale, “The Secrets of Midwives”, è sicuramente più adatto alla trama, poiché le vicende delle protagoniste s’intrecciano al racconto particolareggiato e coinvolgente del lavoro dell’ostetrica e alla progressiva rivelazione di eventi nascosti del passato. Avvincente credo che si dica e malgrado l’argomento mi è piaciuto.

È evidente il grande lavoro di Sally Hepworth nella ricerca e nell’approfondimento degli aspetti medici, dei ritmi della gravidanza, delle varie fasi e pericoli del partorire a casa. Ormai si va in ospedale e quindi mi è piaciuto leggere di queste esperienze che ovviamente emotivamente sono molto differenti dal partorire in ospedale. La trama è capace di tenere desta l’attenzione del lettore e per la maggior parte e di fondo, c’è il recupero del rapporto tra madre e figlia. E’ un romanzo e quindi l’amore è la base delle storie che si intrecciano. Devo dire che la trama contiene diversi risvolti inaspettati e quindi mi sento di consigliare questo romanzo, gradevole, interessante e bello da leggere.


martedì 5 gennaio 2021

"FIORE DI ROCCIA"


 




Sul confine della Carnia, nel mezzo dei combattimenti della Grande Guerra, sono rimaste solo le donne, a prendersi cura dei vecchi e dei bambini. Gli uomini sono tutti sui monti, nelle prime linee, battaglioni degli alpini allo stremo.

Abituate a essere definite attraverso il bisogno di qualcun altro, le mani ruvide e callose per la fatica, le gambe irrobustite dai lavori pesanti, nei campi e nelle case, le donne di Timau vengono chiamate dal Comando in difficoltà: necessitano viveri e munizioni nelle trincee.

Agata e trenta compagne escono dall’ombra delle loro giornate stanche, e indossano le gerle: alcune sono poco più che bambine, rese adulte dalla terra aspra, dalla paura e dalla fame. Nessuna si tira indietro, si carica di quello che serve, le cinghie che segano le spalle; curve si incamminano, diventano muli, in fila sui sentieri, milleduecento metri di salita nervosa, uno sfinimento per raggiungere i soldati e poi ridiscendere a valle. Anin. Andiamo.

Fiore di roccia di Ilaria Tuti (Longanesi), racconta un pezzo di storia troppo a lungo dimenticata: quella delle Portatrici carniche, che sono diventate anche loro soldati, a fianco degli alpini, fonte della loro resistenza.

In cima, sul Pal Piccolo, gli occhi di Agata si immergono nella foschia purulenta delle trincee, torrenti di corpi a brandelli, sangue e feci, da cui si elevano lamenti di ragazzi che chiamano la mamma. È una cloaca di poveri dannati, la prima linea, e nel buio di quegli antri di morte Agata tira fuori una fierezza primordiale, tutto il coraggio che è sempre stato concime della sua terra, e che le porta il rispetto dei soldati.

Le Portatrici sono un vero reparto, sempre più numeroso a ogni salita, e a ogni devastante discesa, con le gerle leggere sulle schiene, ma il dolore spostato alle braccia, che portano le barelle dei cadaveri per poi scavarne il cimitero.

Quella di Agata è una tenacia delicata come una stella alpina, aggrappata alla montagna: sono fiori di roccia, le donne carniche, piegate sotto il peso di una guerra che sono state capaci di combattere con eroismo. A loro la Croce di Cavaliere, consegnata alle reduci novantenni da Oscar Luigi Scalfaro nel 1997.

....


Questa è l’introduzione alla trama di questo libro che volevo leggere da tanto e mi è stato regalato.

Chissà perché i libri di storia non riportano di questo e ci sono così tante cose che ignoriamo, storicamente parlando. Comunque si entra in guerra. 

Entrare in questo libro è come entrare in trincea, ti entra nella carne e vivi le atmosfere e i momenti e visualizzi persone e situazioni. Il cinema ci ha fatto tutti registi nella testa e ci mettiamo poco a sviluppare mentalmente un film, ma poi le sensazioni che ti lascia dentro quando hai finito di leggere, sono strettamente personali. Ho dovuto fare della pause, lo ammetto. E’ faticoso andare in guerra, soprattutto con la differenza della nostra realtà. Mi ha colpito molto e mi è piaciuto.

Inoltre leggendo questo libro ho saputo l’origine della parola cecchino, che ignoravo.

[Durante il primo conflitto mondiale, nella lingua italiana si diffuse l'uso del termine "cecchino", nato per indicare i tiratori scelti austro-ungarici. Il termine "cecchino" deriva da "Cecco Beppe", soprannome con cui era noto, fin dal periodo del Regno Lombardo-Veneto, l'imperatore Francesco Giuseppe I d'Austria. ]