Pagine

martedì 3 agosto 2021

La dittatura del gelato

Quando è successo che prendere un gelato è ormai sottostare ad una forma di ricatto!

Quanti gusti, quante palle, minimo 2 euro, piccolo per un bimbo 1,50 o 1,00... forse... ma ma ... no signora non lo facciamo.

Il cambiamento è avvenuto con l'euro, prima il mio problema era solo dire in tempo "panna sotto" grazie o doppia panna. Ormai entrare in una gelateria mi terrorizza, ho l'ansia e comincio a sudare. Devo farmi prima i conti a seconda di quanti gusti voglio ma se la gelateria è nuovo non conosco il sistema e cerco di capire da quanto lo devo prendere per non esagerare ma avere almeno 2 gusti... e se ne volessi solo uno con tanta panna e quando poi mi dicono 2 euro 2 palle, gli salterei alla gola.


Ieri sera gelato con bimba di 6 anni. Un gelato piccolo, no signora, minimo 2 euro!!! Ma perchè ci sono sempre stati i gelati da 1 euro per i bimbi eppoi da quale regolamento è vietato vorrei sapere... Quindi alla fine metà gelato è finito nel cestino perchè era troppo grande e io ho buttato 1 euro

... e che cazzo!!! 

Ma il cliente non aveva sempre ragione!!!

Mo' me sono stufata... devo fare un atto rivoluzionario



venerdì 30 luglio 2021

Come una bambina...

Certe volte mi diverto proprio come una bambina... è quello che ho provato oggi stampando i disegni Disney da colorare per una bambina di 6 anni che conosco. 

Sicuramente è il desiderio nascosto di non aver avuto una bambina e la propensione a tutto ciò che è espressamente femminile. Quasi quasi li coloro anche io... che dite?!! 



mercoledì 28 luglio 2021

Gerundio mio...

 Possibile dimenticare tutto questo anche se lo usiamo nella scrittura e nel linguaggio comune? 

Se qualcuno mi chiedesse il gerundio di un verbo o il congiuntivo credo che entrerei nel panico più assoluto... che asina!!! 



Coniugazione del verbo essere


INDICATIVO


Imperfetto:

  • Io ero
  • Tu eri
  • Egli era
  • Noi eravamo
  • Voi eravate
  • Essi erano

Passato remoto:

  • Io fui
  • Tu fosti
  • Egli fu
  • Noi fummo
  • Voi foste
  • Essi furono

Trapassato remoto:

  • Io fui stato
  • Tu fosti stato
  • Egli fu stato
  • Noi fummo stati
  • Voi foste stati
  • Essi furono stati

Futuro semplice:

  • Io sarò
  • Tu sarai
  • Egli sarà
  • Noi saremo
  • Voi sarete
  • Essi saranno

Futuro anteriore:

  • Io sarò stato
  • Tu sarai stato
  • Egli sarà stato
  • Noi saremo stati
  • Voi sarete stati
  • Essi saranno stati
CONGIUNTIVO:

Presente:

  • Che io sia
  • Che tu sia
  • Che egli sia
  • Che noi siamo
  • Che voi siate
  • Che essi siano

Passato:

  • Che io sia stato
  • Che tu sia stato
  • Che egli sia stato
  • Che noi siamo stati
  • Che voi siate stati
  • Che essi siano stati

Imperfetto:

  • Che io fossi
  • Che tu fossi
  • Che egli fosse
  • Che noi fossimo
  • Che voi foste
  • Che essi fossero
Trapassato:
  • Che io fossi stato
  • Che tu fossi stato
  • Che egli fosse stato
  • Che noi fossimo stati
  • Che voi foste stati
  • Che essi fossero stati
CONDIZIONALE:

Presente:

  • Io sarei
  • Tu saresti
  • Egli sarebbe
  • Noi saremmo
  • Voi sareste
  • Essi sarebbero

Passato:

  • Io sarei stato
  • Tu saresti stato
  • Egli sarebbe stato
  • Noi saremmo stati
  • Voi sareste stati
  • Essi sarebbero stati

 
 
IMPERATIVO:
  • ---
  • Sii
  • Sia
  • Siamo
  • Siate
  • Siano
INFINITO:

Presente:

  • Essere

Passato:

  • Essere stato
PARTICIPIO:

Presente:

  • Ente

Passato:

  • Stato
GERUNDIO:
Presente: essendo     Passato: essendo stato



 




martedì 20 luglio 2021

Il bellissimo giallo dei girasoli


Dietro casa posso guardare questa distesa meravigliosa di giallo. Non è solo buonumore... fa sorridere anche il cuore.  


 


martedì 6 luglio 2021

Roma non è Parigi...

Prendo spunto da questo articolo che ho copiato perchè in questi ultimi anni me lo sono domandato spesso ... "perchè non ci ribelliamo???"

Non è solo la raccolta. A Roma sono spariti gli spazzini con la differenziata e ormai i marciapiedi e i bordi strada sono una lunghissima coda di mondezza che ti accompagna nel tragitto quotidiano.

E' qualcosa che ti entra sottopelle e ti cambia piano piano, finisci per stare male all'inizio ma poi ti abitui e non sei più in grado di ricordare come era prima, accettando il presente.


I parchi pubblici sono luridi, mondezza ovunque e nei cestini non ne parliamo.

Sembra una città abbandonata a se stessa e imbruttita, o meglio, una città sporca nella più completa indifferenza. Non è questo che voglio lasciare e combatto ogni giorno, nel mio piccolo. Raccolgo o segnalo... ma la situazione è sempre peggio. Vi giuro che è logorante  


fermata bus quartiere San Lorenzo - non ci sono secchi o altro e non passano mai a pulire da mesi


questa è la differenziata a Roma

 _______Sindaco Virginia Raggi, nonostante abbia fatto tanto per la nostra città devo dirle che purtoppo forse la cosa più importante non è stata fatta, dare un decoro ai nostri quartieri. Probabilmente lo sa già, ma provi a fare un giro e vedrà che viviamo in condizioni inaccettabili, le strade sono giungle con erba alta due metri e piante infestanti ovunque, gli aberi non vengono potati, ci sono rifiuti ovunque perché gli spazzini non esistono, la spazzatura non viene raccolta o raccolta male lasciando a terra ciò che non è conferito nei bidoni. Il degrado porta altro degrado e la gente si imbarbarisce sempre più vedendo che non c'è cura per il bene pubblico con il risultato che viviamo in un ambiente paragonabile al terzo mondo. Tutto ciò non è ammissibile, siamo stanchi e sconfortati, la prego di intervenire in qualche modo.

 messaggio fb su profilo sindaco Raggi

 _________________________________________________________

La vostra Sindaca è fortunata, con la città in quelle condizioni a Parigi avremmo ripristinato la ghigliottina.


 

Perché dunque i romani baccagliano e bofonchiano ma, salvo sporadici casi, non reagiscono restando inerti con le mani in mano o, al massimo, su una tastiera? La risposta va cercata nella storia.

Roma è stata flagellata nel corso dei secoli da dozzine di alluvioni catastrofici, incendi, terremoti, pestilenze e, soprattutto, da attacchi di eserciti nemici: galli, visigoti, normanni, mercenari al soldo del Sacro Romano Impero, “liberatori” francesi ed occupanti tedeschi.

Se fosse possibile identificare nel Dna il cromosoma caratteriale che accomuna geneticamente i romani, si scoprirebbe che è il frutto del vivere da millenni in una realtà complessa e piena di avversità. Ormai hanno sviluppato “le spalle grosse”, sono tolleranti e capaci di sopportare le sofferenze. Siano queste imposte da invasori o da chi governa malamente la città.

Inoltre, il romano tipo è notoriamente “comodoso”. Sempre pronto ad imbracciare metaforicamente il fucile per poi mandare gli altri a combattere, perché lui “purtroppo” ha altro da fare. Una caratteristica che, vista con gli occhi degli iper-reattivi stranieri, ci fa apparire come se vivessimo immersi in una comoda bolla.  Così, alla luce della catastrofica situazione in cui versa Roma, i nostri atteggiamenti fin troppo pacati verso chi governa la città gli appaiono rasentare l'omertà o l’ignavia.

Eppure noi non siamo così, nei secoli abbiamo sempre dimostrato di essere dotati di un feroce coraggio, di brio e vitalità. È vero, alla lotta in mezzo alle strade preferiamo le pasquinate. Siamo maestri con l’arma dell’umorismo un po' cinico. Ricordatevi, ad esempio, quando gli islamisti dell'Isis annunciarono la loro intenzione di invadere l’infedele città del Papa.

I romani risposero postando su Twitter immagini di ingorghi stradali per mettere in guardia i miliziani dal traffico, oppure dicendogli: «Fatece sape’ a che ora arivate e quanti siete, che così buttamo a pasta».

Ora, però, è giunto il momento di reagire in modo diverso e più efficace per uscire dal baratro, utilizzando un’arma formidabile: il voto. Il nemico da stanare e sconfiggere senza pietà è l’astensione, perché come afferma un detto sacrosanto: «Chi non fa politica, la subisce». Ovvero, una volta chiuse le urne chi è rimasto inerte potrà solo abbaiare alla luna ed essere succube delle decisioni altrui.

Impegnarsi in prima persona per cambiare sul serio ed affermare le proprie idee migliorative, qualunque esse siano, è un dovere anche verso i nostri figli che ci hanno dato in prestito la Roma in cui vivranno in futuro.

La storia ci insegna che i romani si sono continuamente scrollati di dosso le catastrofi per ricostruire da zero la città, aggiungendo via via una nuova generazione di opere e monumenti. Facciamo in modo che stavolta, dopo cinque anni sciagurati, nel futuro di Roma non vi siano altre piste ciclabili temporanee, macchinette mangia plastica o fumetti con la Sindaca protagonista, ma nuove infrastrutture e più spazio per arte e cultura. Diversamente sarà meglio richiamare i Visigoti, che faranno di sicuro meno danni.

giovedì 24 giugno 2021

Casa Museo Alberto Sordi

 Finalmente sono riuscita a visitare la sua casa ...


scalinata che sale al secondo piano

 

 

 

 

BARBERIA

A quanto sembra aveva un barbiere personale



Non avrei mai immaginato che la moto fosse arancione... he he















In realtà la chicca che non ho fotografato è il famoso teatro-sala cinema all'entrata della casa, completo di camerini.

lunedì 31 maggio 2021

Parliamo ancora di libri...

 


"TUTTA LA LUCE CHE NON VEDIAMO"

Rieccomi a parlare di libri, sono appena uscita da questo libro e faccio fatica a staccarmene.

2 guerra mondiale. Una bambina cieca che ha un papà speciale, un falegname fabbro che inventa meccanismi per il museo dove lavora e custodisce una pietra magica (un diamante perfetto) che protegge ma elargisce molte sventure per chi lo possiede. Un collegio dove vengono istruiti i giovani hitleriani. La crudeltà e la selezione anche dentro il collegio che causa uno spietato nonnismo con i più deboli. Piano piano senti la storia che avanza nella sua tragedia finale. La Russia, la ritirata, la disperazione dei prigionieri, la fame e la paura. E alla fine Berlino occupata, con le violenze che ne conseguiranno. Le piccole miserie dei soldati, bestie per volontà e per forza, ti segnano ad ogni pagina.

E’ tutto dentro questo libro, argomenti che ho letto in passato su varie trame, ma anche una storia d’amore delicatissima, tra due bambini che sono costretti a crescere malgrado tutto e tutti, è la guerra. Tra le righe, le piccole meschinità di chi denuncia, e il coraggio di chi resiste e lotta.

La storia cominciata in tempo di guerra però termina ai giorni nostri, con un epilogo a sorpresa, diciamo. Ed è proprio alla fine che la protagonista riflette sulle persone anziane che stanno morendo e inevitabilmente non ci sarà più nessuno che ricorderà la guerra.

Io vivo questa cosa sulla mia pelle tutti i giorni. Il mio vicino di casa che ha 85 anni mi racconta della guerra quasi ogni giorno, e poichè non vuole scriverne, se ne dimenticherà il ricordo.

Inevitabile il confronto con l'adolescenza di quei bambini ragazzi con i nostri giorni, e senti la differenza su ogni respiro di quelle pagine che hai appena letto e che ti hanno tirato dentro con tutta l'anima e il cuore.


 

venerdì 14 maggio 2021

Papaveri


Non mi stancherei mai
di fotografare i papaveri
il loro colore è davvero ipnotico



Dietro casa... in fondo si vede il nido comunale





Candy corre felice nei papaveri alti... e ogni tanto mangiucchia l'erba


 

martedì 11 maggio 2021

Colazione in riva al mare

Ci sono cose che per quanto piccole e banali, ti fanno stare bene e in pace per un po'. Un bar in riva al mare, le onde, il blu, il silenzio e i pensieri.

Spesso ci vuole così poco...

La natura ci guarisce con i suoi colori, che sia il blu del mare o il verde della montagna.

Reputo molto fortunate le persone che possono vivere circondate da tutto questo. Credo sia bellissimo.

Ricarica la nostra energia fisica e mentale...






 

mercoledì 5 maggio 2021

I piatti che fanno casa

 

Sicuramente in tutte le case e in tutte le famiglie ci sono ricette e piatti che fanno casa.

Cioè che tirano fuori la parte infantile che è in noi, dove risiedono i ricordi e gli affetti dell'infanzia.

Fagioli e cotiche è uno dei piatti di casa, come le polpette di cavallo fritte, pollo al forno e patate, fettuccine al sugo, lumache piccanti e il purè vero...(quello fatto con le patate)!!

Anche voi avete dei piatti che fanno casa?

venerdì 30 aprile 2021

Tornare a mangiare al ristorante

 

Diamo sempre tutto per scontato, e invece ogni piccola cosa che abbiamo e che facciamo, è un dono. Solo quando ci viene tolto, capiamo che in fondo era importante e ci faceva stare bene.

Sono  tornata a pranzo (pausa lavoro) in un ristorante di pesce, vicino l'ufficio.

Certo non è possibile spendere 50 euro sempre, diciamo che mi sono fatta un piccolo regalo.

Perchè ogni portata è stata un regalo, un'attesa curiosa  di come sarebbe stato presentato il piatto e il sapore, e insomma una pausa dalla noia, o quantomeno da quello che io cucino.



Sono felice di essere tornata al ristorante, e spero che non chiudano più. Questa categoria è stata massacrata dalla pandemia.


Dolce sorpresa, il brano sulla tovaglietta, di "Oceano Mare".


martedì 27 aprile 2021

Bella ciao delle mondine...

 

Alla mattina appena alzate
O bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao ciao
Alla mattina appena alzate
in risaia ci tocca andar.
E fra gli insetti e le zanzare
O bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao ciao
E fra gli insetti e le zanzare
un dur lavoro ci tocca far.
Il capo in piedi col suo bastone
O bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao ciao
Il capo in piedi col suo bastone
e noi curve a lavorar.
O mamma mia, o che tormento!
O bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao ciao
O mamma mia, o che tormento
io ti invoco ogni doman.
Ma verrà un giorno che tutte quante
O bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao ciao
Ma verrà un giorno che tutte quante
lavoreremo in libertà.
 

Sembra un tempo lontano, vero? E invece è ancora attualissimo.
Pensavo davvero che fosse tutto migliore e invece siamo tornati indietro di anni e anni di lotte e conquiste, e l'unica cosa che ho imparato che niente è per sempre e quello che si conquista bisogna proteggerlo e mantenerlo.
E quindi ci sono commesse che sono costrette ad indossare i pannolini per l'incontinenza, perchè non gli viene permesso di andare in bagno. E anche se hai 30 anni di professionalità, siccome sei donna, devi anche pulire e sistemare, così si risparmia sulle ditte di pulizie.

Il ricatto psicologico è però ancora l'arma che va alla grande. Non hai segni di lotta e non lo puoi dimostrare, a parte tutte le cicatrici che ti porti dentro e che ti fanno sanguinare ogni giorno.

Non voglio più sentire la frase "il lavoro nobilita l'uomo". Un cazzo... il lavoro umilia, soprattutto le donne e soprattutto le mamme. Non abbiamo conquistato niente, abbiamo solo perso il diritto ad avere una famiglia e crescere i figli. Adesso si che siamo uguali agli uomini, solo che loro ci soffrono meno.

martedì 13 aprile 2021

Storie di resistenza

In un angolo di bookcrossing per caso trovo questo libro.

Sono molto incuriosita da questo tipo di libri  e quindi vi entro con piacere. 

Ed è stato davvero una bella scoperta. Ambientato a Roma, tra i miei quartieri, Centocelle, la Casilina, la Tiburtina, prima che arrivasse tutto e c'erano solo campi di papaveri rossi e spighe verdi... Mio ricordo di bambina nel '77, figuriamoci come poteva essere nel '45!!

La strage di Via Rasella, le Fosse Ardeatine, la Liberazione degli Americani... senti un sapore che sa di storia e di qualcosa che ci hanno raccontato, ma scendere dentro questi libri è sempre una grande meraviglia e scoperta, malgrado il dolore che trasudano. 

Io ho un vicino di casa che ha 84 anni e ha vissuto l'occupazione nazista a Roma e la liberazione. Era di trastevere e in questi anni mi ha raccontato tante storie di guerra, che non si leggono nei libri. E' per questo che mi piace anche leggere questo genere di libri.

I bambini hanno usato i fucili, rubato cibo, farina, uova, latte. E la fame e la paura che hanno vissuto non è paragonabile a niente di ciò che viene rubata all'innocenza di un ragazzo.

Gli ho chiesto varie volte se potevo aiutarlo a mettere tutto su carta e stampare un libro.

Non vuole, dice che non interessa a nessuno e che soprattutto i giovani non vogliono sapere della guerra. Forse ha ragione lui, ma c'è ancora qualcuno a cui interessa sapere...

mercoledì 7 aprile 2021

Prime Video

 


Non pensavo di essere così presa da una serie tv, ma mi sono innamorata del personaggio e sogno praticamente ad occhi aperti, i bellissimi vestiti anni '50-'60 di questa serie.
Cpsì femminili, così belli, così eleganti e arriva la nostalgia per qualcosa che non si vede più.
Bellissimi colori che devo dire adesso non si vedono più.
Eppoi i cappellini, i guanti, le borse... ma cavolo, ho sbagliato secolo sicuramente... he he

Serie TV statunitense creata da Amy Sherman Palladinoo per Amazon Studios, La fantastica signora Maisel ha vinto tre Golden Globe e sette Emmys, tra cui il premio come miglior attrice protagonista in una comedy per Rachel Brosnahan.

La fantastica signora Maisel (The Marvelous Mrs. Maisel), è una serie TV ambientata a New York nel 1958, composta da tre stagioni, tutte disponibili sulla piattaforma e racconta le vicende di Miriam “Midge” Maisel (Rachel Brosnahan), una casalinga ebrea intraprendente e solare.

La donna vive come ha sempre desiderato, circondata dalla sua famiglia composta da un marito e due figli, nella loro bella casa nell’Upper West Side. Questo almeno finché suo marito non le confessa di avere una relazione extra coniugale, che la porta a lasciarlo e a dover abbandonare il suo status di casalinga per cimentarsi come attrice di cabaret e poter cominciare la sua nuova vita da separata.

La serie racconta le avventure della donna nella sua trasformazione da perfetta casalinga a performer dell’East Village.


Una comica donna era cosa insolita a quei tempi e quindi all'inizio la curiosità ha il soppravvento su tutto. Ma poi i ritmi sono così veloci, incalzanti da incollarti allo schermo, letteralmente.

Una stanza per guardaroba, e cambi di abiti da far luccicare lo sguardo.

Questi abiti mi ricordano tanto il Burda di mia mamma, e dei modelli che cuciva la notte.

Veramente adoro questa moda, e spero che ritorni in voga, nei cicli del vintage.

Comunque sotto questi vestiti si portava il busto, presto detto della vita da vespa.