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martedì 20 agosto 2019

Non c'è la posso fare...

Ho comprato questo libro molto combattuta se sarei riuscita a leggere una trama stile Danielle Steel e purtroppo non riesco proprio ad appassionarmi malgrado la bellissima trama.
Sono tornata indietro nel tempo e mi sembra di leggere un Harmony che per carità sono letture di evasione e anche belle storie, ma non mi piace più leggere questa tipologia di libri e anche il tipo di scrittura mi è stonata con le mie corde... Vabbè, ci ho provato.
Colpita e affondata

trama:
Germania, anni Trenta. Da generazioni, le nobili famiglie von Bingen e von Hemmerle vivono nella campagna della Baviera. Grandi amici sin dall'infanzia, Nicolas e Alex, eredi delle due dinastie e padri di famiglia, sono uniti anche dalla tragica perdita delle rispettive consorti. Mentre Nicolas non disdegna la mondanità, Alex preferisce dedicarsi all'allevamento dei suoi meravigliosi cavalli. Per loro, l'ascesa del nazismo è solo un'eco lontana. Finché un giorno le autorità naziste scoprono che nella famiglia von Bingen scorre sangue ebreo. Per Nicolas e i suoi figli, l'unica speranza di salvezza è la fuga negli Stati Uniti. Tutto ciò che possono portare con sé è il regalo d'addio di Alex: otto cavalli purosangue, che diventeranno un prezioso lasciapassare per il futuro. Nel Nuovo Mondo, infatti, i von Bingen si reinventano una vita lavorando in un circo, mentre l'Europa viene inghiottita dalla guerra e i loro amici affrontano il peso di scelte impossibili. Il futuro è imperscrutabile. Ma esistono legami che nemmeno il destino più crudele potrà mai spezzare.
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venerdì 2 agosto 2019

Quando un uomo decide di scrivere il male...

MAURO CORONA NEL MURO
Mai libro è stato così brutto da leggere, a mia memoria. Terribile, veramente.

In questo delirio (concepito in 15 mesi di psicofarmaci ingollati con boccali di vino o di birra, come racconta lo stesso autore) di trama in cui non si capisce dove si deve andare a parare e solo alla fine si svela la allucianante vicenda delle tre mummie torturate, trovate in un’intercapedine del muro, in una baita di famiglia.

Il male o meglio l’odio puro verso le donne e gli animali, mai ho letto di tanta abiezione.
Corona racconta la perversione, la viltà e la disonestà degli uomini che odiano le donne. Ma perché? Che senso ha questo libro?… E’ solo il delirio di un uomo famoso che ha potuto pubblicare?!!

Sono così scioccata che non ho parole.


Da sentirsi male veramente.




Eppure ne ho letti di libri di Corona ma mai avrei pensato.




lunedì 15 luglio 2019

Eppoi è arrivata lei...

 ...e la vita cambia sapore.
Scopri che ci sono delle albe bellissime che ti sei persa da una vita e questo contatto con la natura, ti rigenera fin dentro.
Gli uccelli, i profumi dei campi e camminare, camminare tantissimo. 
L'emozione del primo giorno in spiaggia, e vai lunga perchè all'improvviso in uno scatto di pura felicità la vedi correre e saltare di gioia sentendo per la prima volta la sabbia sotto le zampe. Ogni secondo, ogni minuto con lei è un'emozione.

Si chiama Candy, ma il nome non l'ho deciso io.
E' il suo nome dato in canile, dove ha vissuto per 8 anni senza mai avere una mamma, una casa, una famiglia.

Salvata da un canile lager in Calabria, è arrivata in Toscana in una situazione disastrosa. Il pelo mai pettinato e pieno di sporcizia e nodi, magrissima a triste. Tanto triste...

... eppure questo sorriso mi ripaga di tutte le mie paure.
Quel dentino storto è il segno di quello che ha vissuto, forse ormai dimenticato, la chiamo affettuosamente "la mia vampiretta". E' stata curata da una brutta dermatite. E le volontarie del canile di Montecatini piano piano l'hanno fatta rifiorire. Sono persone stupende e le ringrazio ogni giorno per questo regalo che è  arrivato nella mia vita grazie a loro.
E adesso ci sono tramonti e albe bellissime dove ho scoperto un'altro mondo che non credevo possibile fosse così bello.



Questo viaggio è appena iniziato eppure c'è tanto amore. Le coccole la mattina quando ci alziamo e sentire il suo russare tranquillo quando dorme nella serenità di questa nuova vita.

Io ho una casa piccolissima ma non importa.

Non sono i giardini o le case grandi che fanno felice un cane che ha vissuto tutta la sua vita in canile. E' solo l'amore e l'affetto che sente.
Curerà piano piano tutte le sue ferite e lei curerà le mie. Ci siamo semplicemente trovate e adesso sento che ho una nuova vita da vivere. Diversa e bellissima.

Stamattina camminavo sotto la pioggia e sorridevo.

Non credo che si possa raccontare ma solo provare.



venerdì 28 giugno 2019

Una visita a Parigi



















Affittare un  appartamento per il soggiorno, è stata una bella pensata. Prima di tutto perchè era bellissimo e con un giardino stupendo, con la comodità di poter cucinare e mangiare in cucina.
Ci è sembrato di entrare dentro una rivista di Vogue casa e devo dire che l'arredamento è stato davvero una piacevole esperienza.
La signora è stata un po' invadente perchè non ci aveva specificato che l'uso giardino era per tutti, ma tutto sommato è stato bello.
La sera un bel piatto di pasta al dente, mi sono portata la Rummo da casa, ovviamente.
D'altronde con il figlio cuoco non poteva essere altrimenti... diciamo che ho approfittato di lui.
 Vedere le vie sempre pulitissime e la differenziata fatta come si deve, mi ha fatto ricredere.
Roma è una cloaca a cielo aperto e se è possibile a Parigi, perchè non sperare che un giorno anche Roma potrà avere strade pulite.

Sicuramente questa Dirigenza non ha fatto come i dirigenti Ama che hanno avuto il colpo di genio di togliere gli spazzini su strada con il risultato che tutti vediamo da due anni.
Quando ho visto che a Parigi gli operatori addirittura hanno delle lunghe pinze per raccogliere la mondezza da terra, mi veniva da piangere.

 

 Girando per Parigi ci sono le bici elettriche e degli skate che si accendono e si parte.



 Impossibile non parlare dei MACARONS a tutti i gusti e i sexy shop nel quartiere a luci rosse, dove c'è il Moulin Rouge e il mio caffè preferito, che ho cercato tanto...il gatto nero.
 Il famoso "Le chat Noir"...

Non ci siamo fatti mancare anche il cimitero monumentale, molto celtico devo dire e con delle statue bellissime. Siamo riusciti ad arrivare solo alla tomba di Oscar Wilde... per le altre amen.


martedì 25 giugno 2019

segue...Parigi - Louvre


Impossibile non parlare del Louvre, una esperienza che va oltre ad ogni immaginabile confine.
Fisicamente, perchè ti uccide; dopo 4 ore che cammini non ti senti più un pezzettino di ossa del tuo corpo. Sei un ammasso dolorante e sfinito, con l'unico desiderio di uscire e andarti a mettere a letto.

Invece mentalmente è un'altro viaggio.

Intanto non è l'entrata di un Museo come siamo abituati in Italia. Sembra un grande centro commerciale, e invece è l'entrata del Museo.

Superata la iniziale meraviglia, arrivi all'entrata e la prima cosa che noti è che non ci sono guide in italiano. Smadonni (scusate l'oxford che è in me...) e dopo le prime foto sotto la piramide di vetro, entri al pass. I ragazzi sotto i 26 anni non pagano e io ho saltato tutta la fila, perchè ho usato il sistema biglietto comprato fuori a 5 euro in più, chiamato anche saltafila. Certo considerando quanto abbiamo camminato, meno male, altrimenti non avrei potuto, davvero. Dopo che giri un po' e cominci a perderti e a non capirci un cazzo, cerchi la Gioconda. E che cavolo, almeno quella con la freccia ci dovresti arrivare in questo mega posto. E' tutto grande, gigante e enorme. E finalmente dopo una modesta fila arrivi in una sala bruttissima, di uno squallore senza eguali, in cui c'è il nulla e questo quadro con davanti decine e decine di telefonini, mani e telefonini, e non vedi niente. Vabbè io non ci sono entrata in quella baraonda, ma mio figlio mi ha detto che quando è arrivato sotto il quadro aveva la sensazione che il suo sguardo ti perforasse. Altro che Jeeg robot d'acciaio e i suoi componenti.
Bellissimo è stato arrivare a Nike e comunque schivare lo sciame di giapponesi che corrono come automi e ti investono se non ti scansi. Diciamo che qualche vaffanculo se lo sono beccato, anche perchè ti spingono e nemmeno ti chiedono scusa.
Comunque questa Reggia è davvero molto bella e le stanze di Napoleone valgono davvero la visita.
Certo, hanno rubato mezza Italia, ma facciamo finta di niente.
La sensazione che si ha è indubbiamente di ubriacatura.
E' come essere brilli e sobri nello stesso tempo e sperare che questa agonia e il dolore fisico prima o poi passino.

Ogni tanto ti siedi e guardi la cartina sperando di capirci qualcosa.
Quanto manca?
Abbiamo visto tutto?
A che piano stiamo?
Che ci manca?

... troppo
ho la nausea.

Troppi quadri
troppe statue
troppe scale
troppe sale

pietà

Sogno una macedonia di frutta mentre mi attacco alla mia bottiglietta d'acqua quasi finita...

e sogno un piatto di pasta in bianco con il burro e il parmigiano. Si perchè lo voglio assaggiare questo famoso burro francese, sarà sicuramente buonissimo.
Eppoi un piatto di pasta al dente, fatta da noi, mi sono portata la Rummo da Roma, cavoli.

Uscendo ci fermiamo al bookshop che è come entrare da Bulgari. Credo di aver comprato solo un segnalibro.

Fuori una buonissima creepe con fragole e composta di marmellata ci attende, increduli di essere ancora in piedi, sani e salvi, e vivi.

I giardini meritano comunque una passeggiata, perchè sono curatissimi e pieni di fiori stupendi.

Prova superata... alè.






lunedì 24 giugno 2019

Primo libro dell'estate


La prima guerra mondiale vissuta in un piccolo ospedale del Carso attraverso l’esperienza di una giovane infermiera volontaria. 
Come scrive l’autrice, la storia è stata ispirata da antichi ricordi ma anche dalla lettura dei molti diari delle infermiere volontarie, le loro voci hanno offerto materiale per una narrazione attraverso la prospettiva misconosciuta delle donne al fronte. 

L’ esplorazione dell'universo femminile da parte della scrittrice e saggista, si compie attraverso il realismo narrativo della guerra tra devastazione e morte. L'attività di assistenza infermieristica al fronte era affidata quasi esclusivamente alle donne volontarie poiché gli uomini erano destinati all'arruolamento militare. 

Questo libro è per alcuni versi terribile nella descrizione della sofferenza e della guerra e nel ricordarci che cosa significa stare a contatto con il dolore in ogni secondo della giornata, ma è delicatissimo per quelle che sono le vicende umane.

Sicuramente un libro che si legge in un pomeriggio.

PARIGI 3

La zona di Notre Dame è off limit.
E' tutto recintato e c'è la polizia e l'esercito a presiedere. Sembra così stonato in una città così piena di luce, come se un angolo di guerra si fosse impossessato di questo spazio.
Le vetrate nere ricordano l'incendio che è stato e le impalcature solerti sono il segno di una ricostruzione dopo una distruzione.

Notre Dame è ferita si, ma devo dire che si erge fiera malgrado tutto e tutto sommato comunque si fa ammirare. Certo se penso che un mese fa avrei potuto ammirarla dentro, mi dispiace un bel po'.





Passiamo adesso ad un argomento decisamente più frigolo e meno malinconico.

I dolci a Parigi. Come sono?  Buoni ma mi dispiace niente a che vedere con le nostre paste ... in fondo la loro panna è burrosa e quindi finta anche se la crema la fanno da Dio.


Ma senza ombra di dubbio sono le macedonie di frutta ad ogni angolo a prendere il mio cuore e la mia gola ...e anche la sete. Perchè con questo caldo mangiare in comodi bicchieri macedonie gelate di frutta mista, non ha prezzo. Oltre a costare nemmeno tanto.

PARIGI 2

 Passeggiando ho scoperto che esistono anche i papaveri bianchi e rosa, sembra siano oppiacei o roba simile.
Io che ingenuamente conoscevo solo quello rosso sono rimasta un po' imbambolata da tanta bellezza, anche perchè sono enormi anche se dalla foto non sembra.


 I Parchi pubblici di Parigi sono stati una vera rivelazione, così diversi dall'approccio a cui sono abituata io a Roma.
Prima di tutto è vietato entrare con i cani.
Ecco perchè sono tutti sdraiati sui prati a mangiare o chiaccherare o dormire.
Inoltre all'entrata e uscita ci sono questi enormi contenitori per gettare la mondezza malgrado all'interno di siano i secchioni comunque neri della differenziata.
Solerti operatori con una specie di gangio prendono e puliscono ogni pezzettino di carta o altro che è in terra.
Il risultato è che c'è tanta pulizia e senso di benessere.

Non come i nostri parchi che sono lasciati e abbandonati a se stessi. Nemmeno i bambini ci giocano.

Invece ho visto in un Parco un'area gioco fatta con la sabbia del mare, che sarebbe per noi impensabile.

E io che cercavo i nasoni di Roma mi sono imbattuta invece in queste fontane che danno acqua, così diverse dalle nostre.