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venerdì 30 ottobre 2026

Poco vino

Una bottiglia di vino da 187 millilitri, poco più di un calice abbondante, venduta a circa 7 dollari australiani. È il formato scelto da Poco Vino, marchio lanciato dal gruppo Australian Vintage per proporre il vino in confezioni più piccole e con una comunicazione meno formale. Secondo i dati riportati dalla stampa di settore, il brand venderebbe circa 12mila bottigliette al giorno e sarebbe già presente in migliaia di punti vendita tra Australia, Regno Unito e altri mercati. La scommessa è intercettare chi vuole bere un solo bicchiere senza aprire una bottiglia da 750 millilitri. Un’esigenza su cui stanno lavorando anche altre aziende, mentre il settore vinicolo cerca nuove occasioni di consumo...

Da single devo dire che l'idea mi piace.

Io per esempio non compro bottiglie perchè poi ci devo cucinare con la rimanenza di un bicchiere, quindi perchè non pensare a bottigliette che hanno un dosaggio di un bicchiere per persone che non bevono molto e gradirebbero questo formato.

Ci sono sicuramente aziende in Italia che potrebbero copiare l'idea e magari svoltare nella fatturazione.

L'articolo è stato pubblicato su gambero rosso e quindi sicuramente si smuoverà qualcosa. 

La gatta ha un cappio al collo di Dolores Hitchens

 

Anche voi abbinate i segnalibri alle copertine del libro?

Quando posso io lo faccio.
 
Una nuova indagine per Miss Rachel e la sua superba gatta Samantha. Tra un uomo freddato davanti casa e una diciottenne vittima di brutti scherzi l’«anziana detective» indaga sotto falsa identità per trovare l’assassino prima di diventare la prossima vittima...
 
Prima volta che leggo questa dolores Hitchens, a quanto sembra è il 5 libro.
 
Un giallo che ho letto tutto d'un fiato in 2 ore.
 
Complice la tv spenta, complice la voglia di scoprire l'assassino.
 
DAVVERO gradevole. Lo consiglio 

lunedì 26 ottobre 2026

Ultime letture

Quattro presunti familiari di  Daniele Mencarelli
La storia è ambientata nella provincia di Latina, nello specifico nei boschi di Norma, dove viene rinvenuto uno scheletro rimasto nascosto per circa vent'anni. Per identificare i resti attraverso il test del DNA, i carabinieri (il maresciallo Damasi e il giovane appuntato Emanuele Circosta) convocano in caserma quattro persone appartenenti a tre famiglie diverse, tutte segnate dal dramma di un congiunto scomparso nel nulla.
Ero così felice di leggere un giallo ambientato a Latina, che frequento ormai da tanti anni. Non è stato propriamente una passeggiata e tutto sommato non mi sento di consigliarlo. 
E' stato pesante e bruttino nella trama. Mio parere ovviamente. Felice di averlo finito... mi ha lasciato l'amaro in bocca.
I gialli per me hanno un'altra evoluzione e questo libro non è rientrato nei miei canoni.


 Che dire invece della Kingsley, comincia a piacermi.
Sono al terzo libro e devo dire che per staccare e pensare ad altro funziona. Abbastanza coinvolgente nella trama e nel romanzo. Ma niente di che ovviamente.
Solita trama americana con sesso e colpi di scena in amore, che mi stanno stancando.
Sempre queste storie di amori universitari che rimangono sospesi nella vita per poi scoprire di essere l'amore unico che si aspetta nella vita.
uffa...
 Forse sono diventata allergica alle storie d'amore scontate.
 

Lo devo dire, mi lascio convincere dalla copertina alcune volte e si rivela una pessima scelta.
Questo libro è stato di una noia e ripetizione mortale.
Due palle allucinanti e non capisco come possa essere così famosa. Leggo che è al 5 libro ambientato sempre nella stessa cittadina americana.
Solita storia di odio-amore che parte dall'università per arrivare ad un presente in cui si scopre essere l'amore che si aspettava da anni.
Comincio a pensare che questi libri siano scritti in serie dall'intelligenza artificiale e non abbiamo nulla di vero dello scrittore citato. 
Sempre le solite storie che mi hanno stancato e quindi non consiglio questa lettura, malgrado sia ambientato nel periodo di Natale.
 

martedì 1 settembre 2026

Troppo caldo

Cosa è successo all'estate?... Abbiamo passato la settimana di ferragosto chiusi in una casa al mare con l'aria condizionata accesa notte e giorno. Fuori non si respirava, nemmeno la sera e non abbiamo potuto mangiare fuori mai. 

Casa con il giardino tra l'altro e con alberi e verde intorno, quindi non parlo di appartamento in paese.

In casa tutto il giorno e uscire solo per andare al mare un'ora al mattino ha messo a dura prova le ore da trascorrere, soprattutto perchè mio figlio e la moglie non hanno voluto mai mettere i cartoni animati al bambino e quindi ci siamo inventati giochi da fare. 
Nel mio ruolo di nonna non riesco tanto ad essere d'accordo con questa decisione, ma la devo accettare.
Dicono che i cartoni animati di adesso recano dipendenza e possibilità di attacchi epilettici, per via dei colori molto accesi e flash di colori.
Certo io sono stata mamma 30 anni fa e non c'erano tutti questi problemi.
Mi ricordo che mio figlio mi ha fatto vedere Biancaneve e i sette nani 50 volte... lo adorava, per non parlare dell'albero azzurro. 
Candy è stata molto paziente e si è fatta fare tutto, per fortuna. La faranno santa.

Guardo la foto dello scorso anno, purtroppo mio padre è morto il 23 agosto. Ma abbiamo fatto cene e pomeriggi fuori in patio, un caldo tutto sommato sopportabile.

Qualcuno mi ha rubato l'estate e adesso confido in Settembre, per vivere decentemente il mare e stare un po' in spiaggia, non ci sono proprio riuscita quest'anno. 

 


mercoledì 15 luglio 2026

Lago di Bolsena



Le vacanze al lago sono mille volte meglio del mare...

Ho trovato la mia dimensione tra ombra, alberi e prato inglese... bellissimo

Una scoperta il pesce di lago, luccio buonissimo, corregone un po' meno (sembra carpa).

Ho scoperto una dimensione che mi permette di leggere senza sentirmi in colpa, e soprattutto con tanto silenzio, che al mare te lo sogni.

Inoltre sono riuscita a portare Candy.

Era pieno di cani senza i divieti del mare.

Certo lei ha cercato l'ombra, scavando bellissime buche al fresco, ma ha resistito quasi tutto il giorno. 

Mi dispiace averlo scoperto tardi... 

Elisa











 

mercoledì 1 luglio 2026

Vacanze, famiglia

Malgrado il grande caldo siamo riusciti a mangiare fuori e fare anche barbeque serali.

A parte i giardini di Ninfa e Bassiano non siamo riusciti a goderci il mare, a meno che non andare alle 6 di mattina.

Quindi alla fine casa con aria condizionata... 

Spero che non peggiori, altrimenti preferisco stare in ufficio, sinceramente





ristorante a Bassiano




 giardini di Ninfa

venerdì 26 giugno 2026

Quello che resta

Questo è il secondo libro che ho finito sul nazismo, poi cambio genere giuro.

Però è stato anche il primo libro che ho letto sul dopo, o meglio quello che il popolo tedesco ha dovuto affrontare dopo...

 Devo dire che nella vita è una domanda che non mi sono fatta e quindi è stato anche interessante dal punto di vista storico.

trama:
 Era la "Fräulein di Ferro", la giovane e affascinante ereditiera delle fonderie Falkenberg, fiore all’occhiello del Reich nazista. Ora, un anno dopo la resa della Germania, Clara Falkenberg non è più nessuno. Col padre in prigione e le proprietà confiscate, è costretta a vivere sotto falso nome per sfuggire agli occupanti alleati. E, quando un ufficiale inglese arriva pericolosamente vicino a scoprire la sua vera identità, Clara decide di nascondersi dalla sua amica Elisa, l'unica persona di cui possa fidarsi. Ma Essen è una città distrutta ed Elisa è scomparsa. Vagando tra le macerie, Clara incontra Jakob, un reduce che la guerra ha privato di tutto e che ora traffica al mercato nero per sfamare le sorelle. Forse lui potrebbe essere disposto ad aiutarla. Perché forse non la considera una criminale, bensì una figlia devota che ha fatto quanto era necessario per sopravvivere, nascondendo il suo disprezzo per il regime e obbedendo agli ordini per salvare l'impresa di famiglia. Forse lui la ritiene innocente, eppure è Clara che più si guarda indietro più si sente colpevole. E capisce che, se vuole davvero cominciare una nuova vita, deve prima fare i conti con quello che resta del passato e con le conseguenze delle sue azioni… In guerra, il mondo si divide in vittime e carnefici, traditori ed eroi. Eppure il confine non è sempre così netto e, a volte, è possibile tracciarlo solo quando è troppo tardi. Perché non aver fatto nulla di male non significa aver agito per il bene, e spesso sono le azioni che non abbiamo il coraggio di compiere a gravare di più sulla coscienza. 

mercoledì 13 maggio 2026

LA LIBERTÀ HA I TUOI OCCHI

 

Un altro bel libro sulla Shoah, anche se mi ero ripromessa di non leggerne più, visto che su questo argomento ho fatto una vera scorpacciata nella mia vita.

 E invece è stata una piacevole scoperta, malgrado il racconto altamente drammatico e doloroso, ma scorrevole.

Questo libro è tratto da una storia vera, in cui si narra la vicenda di Lena Scheinman Woodward, ebrea polacca, figlia di un valoroso militare il quale, durante la prima guerra mondiale aveva combattuto per la Germania, ma che, malgrado ciò, finisce lo stesso nei rastrellamenti dei nazisti... Non faccio ulteriore spoiler ma lo consiglio, soprattutto per la testimonianza degli ebrei polacchi e di quello che subirono.

Malgrado la forma romanzata, è inevitabile non farsi ragione di quello che subirono e della crudeltà del nemico, contro bambini, donne e anziani.

Ogni libro su questo argomento mi fa acquisire un tassello, un pezzettino che mi mancava, nel quadro di insieme.

Malgrado tutto, sono contenta di averlo letto. Elisa