lunedì 26 ottobre 2026
Ultime letture
martedì 1 settembre 2026
Troppo caldo
Cosa è successo all'estate?... Abbiamo passato la settimana di ferragosto chiusi in una casa al mare con l'aria condizionata accesa notte e giorno. Fuori non si respirava, nemmeno la sera e non abbiamo potuto mangiare fuori mai.
Casa con il giardino tra l'altro e con alberi e verde intorno, quindi non parlo di appartamento in paese.
In casa tutto il giorno e uscire solo per andare al mare un'ora al mattino ha messo a dura prova le ore da trascorrere, soprattutto perchè mio figlio e la moglie non hanno voluto mai mettere i cartoni animati al bambino e quindi ci siamo inventati giochi da fare.
Nel mio ruolo di nonna non riesco tanto ad essere d'accordo con questa decisione, ma la devo accettare.
Dicono che i cartoni animati di adesso recano dipendenza e possibilità di attacchi epilettici, per via dei colori molto accesi e flash di colori.
Certo io sono stata mamma 30 anni fa e non c'erano tutti questi problemi.
Mi ricordo che mio figlio mi ha fatto vedere Biancaneve e i sette nani 50 volte... lo adorava, per non parlare dell'albero azzurro.
Candy è stata molto paziente e si è fatta fare tutto, per fortuna. La faranno santa.
Guardo la foto dello scorso anno, purtroppo mio padre è morto il 23 agosto. Ma abbiamo fatto cene e pomeriggi fuori in patio, un caldo tutto sommato sopportabile.
Qualcuno mi ha rubato l'estate e adesso confido in Settembre, per vivere decentemente il mare e stare un po' in spiaggia, non ci sono proprio riuscita quest'anno.
mercoledì 15 luglio 2026
Lago di Bolsena
Ho trovato la mia dimensione tra ombra, alberi e prato inglese... bellissimo
Una scoperta il pesce di lago, luccio buonissimo, corregone un po' meno (sembra carpa).
Ho scoperto una dimensione che mi permette di leggere senza sentirmi in colpa, e soprattutto con tanto silenzio, che al mare te lo sogni.
Inoltre sono riuscita a portare Candy.
Era pieno di cani senza i divieti del mare.
Certo lei ha cercato l'ombra, scavando bellissime buche al fresco, ma ha resistito quasi tutto il giorno.
Mi dispiace averlo scoperto tardi...
Elisa
mercoledì 1 luglio 2026
Vacanze, famiglia
A parte i giardini di Ninfa e Bassiano non siamo riusciti a goderci il mare, a meno che non andare alle 6 di mattina.
Quindi alla fine casa con aria condizionata...
Spero che non peggiori, altrimenti preferisco stare in ufficio, sinceramente
giardini di Ninfa
venerdì 26 giugno 2026
Quello che resta
Però è stato anche il primo libro che ho letto sul dopo, o meglio quello che il popolo tedesco ha dovuto affrontare dopo...
Devo dire che nella vita è una domanda che non mi sono fatta e quindi è stato anche interessante dal punto di vista storico.
trama:
Era la "Fräulein di Ferro", la giovane e affascinante ereditiera delle
fonderie Falkenberg, fiore all’occhiello del Reich nazista. Ora, un anno
dopo la resa della Germania, Clara Falkenberg non è più nessuno. Col
padre in prigione e le proprietà confiscate, è costretta a vivere sotto
falso nome per sfuggire agli occupanti alleati. E, quando un ufficiale
inglese arriva pericolosamente vicino a scoprire la sua vera identità,
Clara decide di nascondersi dalla sua amica Elisa, l'unica persona di
cui possa fidarsi. Ma Essen è una città distrutta ed Elisa è scomparsa.
Vagando tra le macerie, Clara incontra Jakob, un reduce che la guerra ha
privato di tutto e che ora traffica al mercato nero per sfamare le
sorelle. Forse lui potrebbe essere disposto ad aiutarla. Perché forse
non la considera una criminale, bensì una figlia devota che ha fatto
quanto era necessario per sopravvivere, nascondendo il suo disprezzo per
il regime e obbedendo agli ordini per salvare l'impresa di famiglia.
Forse lui la ritiene innocente, eppure è Clara che più si guarda
indietro più si sente colpevole. E capisce che, se vuole davvero
cominciare una nuova vita, deve prima fare i conti con quello che resta
del passato e con le conseguenze delle sue azioni… In guerra, il mondo
si divide in vittime e carnefici, traditori ed eroi. Eppure il confine
non è sempre così netto e, a volte, è possibile tracciarlo solo quando è
troppo tardi. Perché non aver fatto nulla di male non significa aver
agito per il bene, e spesso sono le azioni che non abbiamo il coraggio
di compiere a gravare di più sulla coscienza.
mercoledì 13 maggio 2026
LA LIBERTÀ HA I TUOI OCCHI
Un altro bel libro sulla Shoah, anche se mi ero ripromessa di non leggerne più, visto che su questo argomento ho fatto una vera scorpacciata nella mia vita.
E invece è stata una piacevole scoperta, malgrado il racconto altamente drammatico e doloroso, ma scorrevole.
Questo libro è tratto da una storia vera, in cui si narra la vicenda di Lena Scheinman Woodward, ebrea polacca, figlia di un valoroso militare il quale, durante la prima guerra mondiale aveva combattuto per la Germania, ma che, malgrado ciò, finisce lo stesso nei rastrellamenti dei nazisti... Non faccio ulteriore spoiler ma lo consiglio, soprattutto per la testimonianza degli ebrei polacchi e di quello che subirono.
Malgrado la forma romanzata, è inevitabile non farsi ragione di quello che subirono e della crudeltà del nemico, contro bambini, donne e anziani.
Ogni libro su questo argomento mi fa acquisire un tassello, un pezzettino che mi mancava, nel quadro di insieme.
Malgrado tutto, sono contenta di averlo letto. Elisa
martedì 5 maggio 2026
Le lettere di Ester
“Le lettere mi mancavano. Ormai non ne scriviamo più, le consideriamo una perdita di tempo che ci priva di immagini e suoni.” È per colmare la nostalgia che Esther, libraia di Lille, decide di organizzare un laboratorio di scrittura epistolare. Per lei, che con il padre ha intrattenuto una corrispondenza durata vent’anni, è come riportare in vita un rituale antico: accantonare per un po’ l’immediatezza delle mail e l’infinita catena di messaggi WhatsApp che ogni giorno ci scambiamo, per sedersi a un tavolo, prendere carta e penna, darsi tempo, nel silenzio di una stanza tutta per noi, e raccontarsi. Trovare le parole giuste per qualcuno che ci leggerà, non ora e nemmeno domani. E riassaporare il gusto perduto di una comunicazione più ricca, più sensata. “Da che cosa ti difendi?” è la prima, spiazzante domanda di Esther per i cinque sconosciuti che, rispondendo al suo annuncio, hanno scelto di mettersi in gioco. Attraverso piccoli quadri della loro vita quotidiana e l’intenso scambio epistolare si delineerà poco per volta il ritratto di una classe eterogenea e sorprendente: Samuel, il più giovane, che non riesce a piangere per la morte del fratello; Jeanne, ex insegnante di pianoforte, vedova, che si difende dalla solitudine accudendo animali maltrattati; Jean, un uomo d’affari disilluso che vive per il lavoro e ha perso contatto con le gioie più autentiche; Nicolas e Juliette, una coppia in crisi sulla quale il passato getta ombre soffocanti. Esponendo dubbi e debolezze all’ascolto e alle domande, la scrittura sarà, per loro, lo strumento per rivelarsi l’uno all’altro con sincerità, alleggerendo il cuore. Intriso di tenerezza e umanità, Le lettere di Esther è un elogio alla lentezza, una celebrazione della forza delle parole, un resoconto travolgente delle fragilità umane.
martedì 31 marzo 2026
Caporetto
Nella prima parte del libro mi è stata confermata la versione scolastica che ricordavo, e cioè che i generali non sono stati in grado di comunicare con gli avanposti e quindi con i reggimenti, causando una tragedia.
Ricordo vagamente che nei libri di storia ci sono per lo più le date delle battaglie e non certo le lettere che i soldati scrivevano a casa e sono rimasti testimoni di quel periodo. Forse per questo la storia nella versione Barbero dovrebbe essere insegnata ed entrare nelle scuole, forse ci sarebbe più curiosità.
Ricordo Cadorna, Badoglio e poco più.
In questo libro si evince senza ombra di dubbio la distanza sociale tra i soldati e gli ufficiali, per lo più nobili che spesso e volentieri disprezzavano i ragazzi arruolati, contadini o operai, creando una spaccatura di comunicazione e rancori che hanno poi prodotto il grande numero di soldati che si sono arresi al nemico senza combattere. Un esercito in cui nessuno voleva prendersi le responsabilità di decisione e si aspettava il comando dall'alto. Punto
Di fronte all'attacco del 24 ottobre 1917 nessuna iniziativa personale ha causato la disfatta. Di fronte ad assenza di ordini per interruzione di comunicazioni, non si apri' il fuoco contro il nemico. Non sapevo che i tedeschi usarono i gas in questa battaglia, causando centinaia di morti.
Una Italia in cui i generali facevano circolari per esortare i soldati a morire, e non venivano filati di pezza, come si dice, perchè alla fine questa guerra i soldati semplice non la volevano più combattere. Decimati dal freddo, dalla fame, dalle malattie, volevano solo tornare a casa. Le lettere pubblicate scritte alle madri sono di una semplicità disarmante e ingenua, ragazzi giovanissimi che volevano solo tornare a casa.
Nei miei libri scolastici non mi ricordo di nessuna ritirata di prigionieri che vagavano per il Friuli e quindi sono letteralmente rimasta traumatizzata dalla lettura del resoconto di Barbero.
Paesi e città saccheggiate per fame, veniva tutto distrutto e bruciato. L'ordine di fare terra bruciata al nemico, ha dato adito ad azioni vergognose, come bruciare intere mandrie vive pur di non lasciarle al nemico. Interi magazzini con divise, intimo, scatolame e cibo distrutti.
Non sto a citare qui quello che è stato fatto alla popolazione, italiani contro italiani.
Forse a 13 o 16 anni certe cose non si possono sapere, ma studiare la storia solo con cifre, date, battaglie e nomi non funziona.
Molti soldati sono stati fucilati dai comandanti per motivi anche futili, come se davvero la vita non avesse nessun valore... la guerra è finita, pensavano in molti. Arrendersi ed essere prigionieri fecero esultare di gioia moltissimi uomini che pensavano di salvarsi da quell'incubo, e che invece li farà morire di fame nei campi di prigionia nemici.
L'abrutimento delle persone allo sbando è stato lo spettacolo più indegno e squallido che si testimonia nei resoconti dei comandanti e delle persone civili.
Digerire questo libro non è stato facile e ha cambiato completamente il mio approccio alle guerre.
Elisa



























