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lunedì 21 maggio 2018

Biblioteca Vaccheria Nardi

Sabato mattina vado in biblioteca per il ritiro di un libro che avevo prenotato.
Con mia grande sorpresa e piacere ho visto che per la prima volta hanno attrezzato l'area verde con ombrelloni e sdraio per la lettura e anche una piacevole abbronzatura...
E' un posto così silenzioso e lontano dal caos da darti la sensazione di stare in un'altro mondo. Lavorando tutta la settimana io non ho occasione di stare molto in questo posto, ma mi piace. Mi piace tantissimo quando ci vado e inoltre ha una piacevole area bar sotto mega ombrelloni con tavolini in ferro battuto. Sembra un posto di altri tempi anche per un caffè con un'amica.
E sono grata quando conosco posti così, perchè fanno bene all'anima.

venerdì 11 maggio 2018

Outlander

Leggo questa saga dal primo libro uscito nel lontano 1991 "la straniera". Ancora non era famoso e non ci avevano fatto una serie tv ... Ad oggi sono 15 libri e con gli anni gli ultimi li ho lasciati indietro.
Poi una settimana fa mi è successa una cosa strana.
Sono andata in biblioteca (mancavo da piu' di un anno credo) e sulla fila della Gabaldon c'era questo libro. Cavolo mi sono detta, perchè no. Il fatto è stato che poi quando ho iniziato a leggere mi sono sentita diversa, era come entrare dentro una storia che conoscevo da sempre e ritrovare con affetto vecchi amici.
E' stato veramente bello e malgrado siano tante pagine ho fatto notte per finirlo. Ero presa di nuovo dalla storia di questa famiglia e adesso tramite la biblioteca recupererò tutti i libri che mi mancano perchè è stato come ritrovare vecchi amici e non me ne voglio separare. Nostalgia credo.
Ho sempre adorato i libri con i passaggi temporali passato-presente e su questa linea la gabaldon è stata una delle prime.
Questa storia è così bella che mi ha letteralmente stregato dal primo libro e non sono riuscita a non continuare.
Devo ammettere che la serie è meno bella.... ma si sa che i libri vincono sempre.




mercoledì 2 maggio 2018

The Avenger Infinity War


Il nuovo film Marvel Avengers: Infinity War porta sul grande schermo la più grande e fatale resa dei conti di tutti i tempi. Dopo gli eventi di Captain America: Civil War il gruppo di Vendicatori si divide, con Captain America/Steve Rogers che lascia cadere a terra il suo scudo. Tony Stark/Iron Man rimasto senza plotone alle spalle, impiega tutti i mezzi a disposizione per difendere il pianeta dall'ennesimo attacco alieno, dalle armature high tech di sua invenzione, ai finanziamenti da "miliardario playboy filantropo". Il nuovo nemico, Thanos un potente tiranno intergalattico, è deciso a conquistare l'universo sfruttando il potere delle Gemme dell'Infinito, alcune delle quali finite nelle mani dell'avido Collezionista famoso cacciatore di artefatti spaziali.
La minaccia imminente richiede l'intervento di tutti gli Avengers della formazione originale: Captain America, lo scienziato Bruce Banner e il suo irascibile alter ego Hulk, Il dio del tuono Thor, la spia Vedova Nera, l'infallibile arciere Occhio di Falco; al fianco dell'arrampicamuri Spider-Man, dell'androide Visione e di tutti i loro alleati. Ma le forze dispiegate non saranno ancora sufficienti a neutralizzare l'invincibile alieno. Per fortuna un aiuto arriverà dai confini della Galassia, dove Star Lord e la sua sgangherata banda di Guardiani attendono impazienti.

Sono scioccata per il contenuto di questo ultimo show targato Marvel Cinematic Universe. Tutti i personaggi principali sono impegnati a sconfiggere l'onnipotente Thanos, un malvagio, filosofico e crepuscolare maniaco che lascia tutti con il fiato sospeso fino alla fine, ma vince.
Questa volta i supereroi muoiono e quindi in messaggio che passa è che il male vince sul bene.

Forse stanno cercando di prepararci a qualcosa che ancora non sappiamo?
Moriremo tutti e alla fine vince il male? Apocalisse o terza guerra mondiale?

Non voglio scomodare psicologi o intellettuali ma qui la situazione è grave. I bambini da che mondo è mondo sono stati cresciuti con l’idea e l’immagine che almeno il supereroe alla fine c’è la fa e vince sul male. Ma se adesso gli diciamo il contrario, cosa succederà a questi poveri bambini innocenti. Che sia una botta di realismo e nemmeno tanto alla Montessori direi. Mah…

Le madri salvate

Ho appena terminato questo libro che da madre non poteva non toccarmi dentro.
Scritto veramente male devo dire, ripetitivo e a tratti noioso ma purtroppo la storia è una di quelle dolorose e a sangue vivo che ti fanno pensare e riflettere.
L’autrice scopre e racconta la storia della sua famiglia di origine ebraica-lituana. La nonna era scampata al ghetto perché emigrata in tempo in Francia, mentre il resto della famiglia vennero deportati nel ghetto di Kaunas.
Sua madre, come molti sopravvissuti alla Shoah, non amano parlare della guerra, troppo doloroso.
Quindi dovrà viaggiare e interrogare i parenti e amici sopravvissuti per sapere anche la storia della sua famiglia e scoprire che i bambini piccoli venivano uccisi con le madri e spesso accadeva, durante le selezioni, che venissero presi da chi sapeva che sarebbe andato nella fila dei ritenuti da eliminare. Per salvare le giovani madri.

“A Kaunas ci sono state molte selezioni fino alla liquidazione definitiva del ghetto, nel 1944, Aktionen specifiche per i bambini, gli anziani, gli ammalati. La più importante è stata quella del 28 ottobre 1941. Durante le Aktionen i nazisti sceglievano nel ghetto chi veniva deportato nei campi di lavoro, nel Lager. Chi non era ritenuto idoneo al lavoro veniva ucciso. Gli ebrei lo sapevano, per avere una possibilità di sopravvivere bisognava a ogni costo essere giudicati idonei al lavoro. I nazisti non separavo le madri dai figli, li uccidevano contemporaneamente. […] Sarebbero morti tutti insieme, Raya e Maša, la loro madre Mary, la tua bisnonna, Raya e Max, la loro figlia Salomè, Maša, con il bimbo in braccio, suo marito Ulli.
Quando sono arrivati di fronte all’ufficiale nazista incaricato di scegliere chi fosse idoneo al lavoro e chi andasse alla morte, e che indicava a sinistra i vivi, a destra i morti, Mary ha tolto il bimbo dalle braccia di sua figlia Maša, ha preso per mano la piccola Salomé, che Raya ha lasciato, e si è avviataaela morte così, con i due nipotini. Le sue due figlie Maša e Raya hanno accettato di vivere senza i loro bambini, si sono ritrovate nella fila di chi andava al Lager. Così tua nonna ha salvato le sue due figlie, e Raya e Maša hanno accettato di essere salvate.”

Due sono le cose da dire. Impossibile giudicare. Nessuno di noi veramente e in coscienza non è in grado di dire, ma io al posto loro, come madre cosa avrei fatto?!!! SArei andata a morte certa con i figli in braccio o avrei scelto di salvarmi. Chi può dirlo. La guerra è atroce soprattutto per questo, anche se vedere un soldato che ti spara al cuore sapendo che dopo toccherà a tuo figlio non credo sia meglio. Impossibile non interrogarsi. Continuo a leggere questi libri perchè ogni racconto è diverso e le atrocità sembrano senza fine come l'odio che si legge tra le righe e nei ricordi. Terribile.

mercoledì 18 aprile 2018

QUANDO NASCONO I DESIDERI

E’ uno degli ultimi libri che ho letto e il senso di colpa che ha causato questo libro credo che me lo porterò dentro per molto tempo. E’ da tempo che stavo pensando se fosse stato possibile per me adottare un cane, certo con una gatta già anziana era un problema e poi con i miei orari non era proprio il caso. Un desiderio, uno di quelli che ti tieni dentro il cuore e non sai mai se un giorno diventeranno realtà. Piano piano che le pagine scorrevano e la storia si spiegava ai miei occhi, ho sentito quasi vera la presenza di questo cane e forse proprio come la protagonista ho accarezzato l’idea che avrebbe cambiato anche la mia vita, forse. Ho sospirato si, e se penso a quello che ho pensato, mi sento un verme. Poi micia è morta, così all’improvviso ed è stato terribile, come se il mio desiderio abbia chiuso un cerchio. Perché non pensare che l’ho causato io con i miei pensieri, in fondo lei non stava male ed è successo tutto in poche ore.

Seduta nella sua nuova casa, Gina sente un timido sorriso affiorarle alle labbra. E il primo giorno della sua nuova vita. Dopo il fallimento del matrimonio con Stuart, Gina ha deciso di non voltarsi indietro e di guardare al futuro. Ha lasciato il marito, cambiato casa e deciso di mettere in vendita o devolvere in beneficenza tutti gli oggetti della sua vita precedente, salvandone solo alcuni, cui è particolarmente legata. Così, un po' per fortuna un po' per caso, ha trovato Buzz. E Buzz ha trovato lei. Un nuovo amico che, giorno dopo giorno, riesce a riempire il vuoto che si era creato nella sua vita. Che riesce a farle capire quanto siano preziose le piccole cose che la circondano. E quando il suo lavoro di restauratrice le offre l'occasione che da sempre aspettava, Gina trova finalmente il coraggio di aprire il suo cuore ma se è vero che i desideri si esprimono solo a occhi chiusi, le servirà tutto il fiuto di Buzz.”

Questo libro ha una curiosità.
La copertina del libro non rispecchia assolutamente la razza del cane descritto nella storia, tanto che per curiosità ho trovato la copertina originale dove invece c’è. Quindi mi domando cosa abbia spinto gli editori a fare questa scelta, assolutamente discutibile e non comprensibile. Mah...mistero.

Comunque non me la sento di consigliarne la lettura.
Troppo americano, anche con il lieto fine, sembra quasi la sceneggiatura di un telefilm stile Pilker... Niente di che, devo dire.
A parte quello che ha rappresentato per me in questo momento, si può leggere di meglio.

martedì 17 aprile 2018

La lettera

Eppoi fai le 2 di notte per leggere questo libro... all'inizio ammetto che ho faticato un po' ma poi la storia mi ha preso e spero di finirlo stasera.
Sono proprio curiosa... eppoi stò tifando  per la protagonista ovviamente...

Sinceramente non so' dire se sia un caso oppure un nuovo filone letterario, anche questo libro è raccontato nel presente con la doppia storia nel passato ...che alla fine ricollega tutto.
Su di me questo tipo di trame esercita evidentemente un fascino particolare.
Credo che il mondo non sia per gli indifferenti, per i tiepidi, per quelli che non si appassionano e che non colgono le piccole cose... perchè altrimenti storie così sarebbero impossibili da raccontare... eppure eppure siamo circondati e spesso ti chiedi se la filosofia "sti cazzi" non sia ormai una mantra a cui aderire. Io non ci riesco...

Trama

"Quanto può durare un ricordo? Tina se lo chiede ogni sabato, davanti ai vestiti usati che vende per beneficienza. E se lo chiede quando, in una vecchia giacca, trova una lettera che risale al settembre 1939 e che non è mai stata spedita.
Chi saranno mai Chrissie, la destinataria, e Billy, l’uomo che nella lettera implora il suo perdono? Qual è la storia che li unisce? E che ne è stato di loro? Inseguire quel ricordo ingiallito diventa ben presto per Tina una ragione di vita. Con una passione e un coraggio che non sapeva neppure di avere, Tina inizia quindi a scavare nel passato, intrecciando ricordi arrossati dal sangue della guerra e confusi dalle nebbie del tempo..."


lunedì 16 aprile 2018

La rilegatrice di storie perdute

Per fortuna che in questo triste momento avevo questo libro che mi ha permesso di immergermi nelle sue pagine che come un balsamo mi hanno portato via, lontano, dentro la storia del passato e del presente. E' la prima volta che leggo questa autrice ma il libro è veramente bello.
Adoro i libri che parlano di libri e librerie o biblioteche ma questo libro è diverso... ti prende dentro perchè c'è un mistero del passato che bisogna capire nel presente, legato ad una grande scrittore dell'800 e anche è la storia delle donne nella storia, della loro emancipazione, della loro libertà e quindi ci sono tantissime cose che si intrecciano e ti prendono piano piano.
Io adoro il libri che si collegano a storie del passato e questo fino all'ultimo mi ha fatto stare con il fiato sospeso. Bellissimo.

"Io li interrogo ed essi mi rispondono, e per me parlano e cantano... Alcuni allontanano le preoccupazioni e riportano il sorriso... altri mi insegnano a conoscere me stesso"... "I libri possiedono un grande potere. Accendono ciò che hai dentro, sono come scintille. Agiscono su quello che già esiste, permettendogli di crescere e svilupparsi."

Sarebbe stato amore a prime pagine... ma non potevo davvero non innamorarmi di un libro in cui c'è scritto questo.

venerdì 13 aprile 2018

A micia

Ti ho visto dormire mille volte micia, ma la morte è stata un'altra cosa. Non pensavo sarebbe stato così. Tutto quel dolore che non ho potuto alleviarti subito e vederti soffire è stato sanguinare insieme a te. 16 anni sono tanti, quasi una convivenza, quasi una vita fatta di tante cose e una casa che ormai era studiata più per te che per me...
Sò che devo essere forte perchè nei prossimi mesi ti vedrò in ogni angolo della casa e ti cercherò con il pensiero ogni volta che mi sentirò sola... Buon viaggio cara Micia, che la terra ti sia lieve. Con amore
Tua mamma....
Ti penserò ogni volta che aprirò un quaderno o un libro visto che tu amavi sdaiartici sopra e non c'era verso di farti spostare. Mi mancherà tutto questo e so che ti visualizzerò ogni volta che entrerò in casa...visto che eri lì ad aspettarmi nemmeno fossi stata un cane.