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giovedì 4 marzo 2021

"LA RUPE DEGLI SGUARDI LONTANI"


Un libro arrivato per caso per curare il cuore e l’anima

Alla fine mi sono resa conto che è una favola, ma è stato così bello fare questo viaggio, che lo consiglio a tutti coloro che hanno un cane o che lo hanno perduto.

La prefazione del libro parla dell’amore che ci lega ai nostri animali… “Quando un amico a quattro zampe entra nelle nostre case comincia un percorso d'amore straordinario che ci riempie il cuore e ci rende migliori. Il viaggio insieme a loro sembra terminare quando arriva il temuto e doloroso momento in cui il nostro compagno peloso capisce che è tempo di andare.
Emanuele Grandi ci accompagna in questi istanti regalandoci il conforto di saperli felici e la speranza di ritrovarli, un giorno, ad aspettarci”.

 
In realtà la storia è tenerissima. Un bambino che legge questo libro e una mamma che guarisce … ma le storie non sono solo inventate. Per esempio l’autore ha inserito tutte le storie di cronaca degli ultimi anni… e quindi sul ponte arriva Angelo, il cane che è stato impiccato e picchiato in calabria da 4 mostri, o la cagnolina che è stata lanciata dal balcone dal papà del bimbo piccolo. Insomma c’è di tutto, dai randagi ai cani anziani, addirittura c’è anche Argo, il cane di Ulisse, e devo dire che a distanza di un anno, solo ora ho avuto il coraggio di andare su you tube a vedere il video di “Angelo” e di come è stato ucciso e torturato. Ho pianto e la scena mi è stata dentro per 2 giorni. Sono stata male, ma capisco che lo dovevo fare. Anche se il muso di Angelo mi rimarrà nel cuore per sempre, oltretutto assomiglia alla mia Candy.

Posso dire che questo libro può essere letto da adulti e bambini, o meglio da adulti che lo leggono ai loro bambini. Bellissimo
#angelo#mostri#




giovedì 25 febbraio 2021

"LA RICAMATRICE DI WINCHESTER"

 

Mi sono innamorata della Tracy Chevalier quando ho letto “strane creature” e “l’ultima fuggitiva”. Le sue donne sono sempre coraggiose, segnano la storia e il destino e si distinguono nella loro epoca perché lasciano il segno. Combattono per la libertà di loro stesse e cercano di essere vere.

Quindi mi sono approcciata alla ricamatrice di Winchester con molte aspettative, che purtroppo sono state deluse. A parte il fatto storico vero riconducibile a queste donne, per il resto la storia della protagonista non mi ha preso e nel complesso il libro non mi è piaciuto.

Nella trama ci sono le rigide regole sociali e la vita delle donne in quel periodo storico, e forse non era nelle mie corde. Sono un po’ dispiaciuta ma le sensazioni sono personali e questo è per me.

Questo è l'inizio della trama e sembra molto avvincente e bello, ma il ritmo lento e lo svolgere del libro non mi hanno trovata in sintonia con la storia, lasciandomi senza niente...

Winchester, 1932. A trentotto anni Violet Speedwell sembra ormai inesorabilmente destinata a un’esistenza da zitella. La Grande Guerra ha preteso il suo tributo: il suo fidanzato, Laurence, è caduto a Passchendaele insieme a migliaia di altri soldati, e ora le «donne in eccedenza» come lei, donne rimaste nubili e con scarse probabilità di convolare a nozze, sono ritenute una minaccia, se non una vera e propria tragedia per una società basata sul matrimonio. Dopo essersi lasciata alle spalle la casa di famiglia di Southampton, e le lamentele della sua soffocante madre, ferma all’idea che dovere di una figlia non sposata sia quello di servire e riverire i genitori, Violet è più che mai intenzionata a vivere contando sulle proprie forze. A Winchester riesce in breve tempo a trovare lavoro come dattilografa per una compagnia di assicurazione, e ad aver accesso a un’istituzione rinomata in città: l’associazione delle ricamatrici della cattedrale. Fondata dalla signorina Louisa Pesel e diretta con pugno di ferro dall’implacabile signora Biggins, l’associazione, ispirata a una gilda medievale, si richiama a un’antica tradizione: il ricamo di cuscini per i fedeli, vere e proprie opere d’arte destinate a durare nei secoli. Sebbene la Grande Guerra abbia mostrato a Violet come ogni cosa sia effimera, l’idea di creare con le proprie mani qualcosa che sopravviva allo scorrere del tempo rappresenta, per lei, una tentazione irresistibile… 

Mi hanno suggerito di vedere i cuscini reali ricamati dalle donne dell'abbazia, cercando su google e devo dire che sono molto belli.

Sempre cercando su internet ho visto che il titolo originale era "un unico filo" e non capisco la scelta poi di cambiare il titolo nella traduzione in italiano. Non è la prima volta che mi capita.









mercoledì 17 febbraio 2021

libri Feltrinelli

Non ho saputo resistere... una bellissima coperta gratis con l'acquisto di 2 libri della collana economica Universale....

Di solito compro nella mia libreria di sempre, ultimamente qualcosa anche su amazon e quindi Feltrinelli la uso poco. 

Ma quando ci sono queste promozioni non resisto...

Credo di essere quasi l'unica che ancora non ha letto 1984... in verità mi mancano tanti classici, come gli autori russi per esempio, ma non credo che mi basterà questa vita per leggere tutto.

#lacopertadellettore#
La promozione scade il 20 febbraio,  appena in tempo

lunedì 15 febbraio 2021

Lasciati trovare

 

Lasciati trovare, il romanzo di Chiara Ceneroni, Edito da Morphena editrice.

Ho letto questo libro innamorata dalle frasi di un tema scolastico che il ragazzo scrive descrivendo il suo cane. Sapevo che era una storia sui cani, come le chiamo io, ma invece è stato entrare in un universo in cui la positività e l’amore sono sempre al centro della scena. E’ stato bellissimo sentire l’amore di questo ragazzo, costretto in carrozzina da una malattia a 15 anni, verso il proprio cane e verso la scoperta di un amore che va al di là di ogni confine e che solo una madre può dare.

Mi sono innamorata di Bruno anche io, e in fondo in lui ho visto tanto della mia Candy.

Alla fine tutti i cani amati e che hanno sofferto tanto sono in grado di ripagarti a mille per ogni secondo che passi con loro.

Bellissima trama.

Emozionante e piena di colpi di scena.

Lo consiglio per trovare un angolo di pace nel proprio cuore.

A volte abbiamo bisogno delle favole, a piccoli dosi, ovviamente 

#lasciatitrovare#

giovedì 4 febbraio 2021

BRIDGERTON

 #bridgerton#recensione





Ha senso immaginare una nobiltà di colore laddove certamente non vi era?

Ero troppo curiosa e così ho iniziato a vedere questa serie su Netflix.

Considerato il periodo storico non riuscivo a capire la scelta degli attori di colore, che sinceramente stonano molto in questo contesto. Non si tratta di essere razzisti, ma di un falso storico. Definendo una linea multirazziale di fatto si sta nella fantascienza e ci si distacca totalmente dal profilo storico.

Nell’Inghilterra di inizio Ottocento non era indifferente avere un colore della pelle o l’altro, anzi considerando in parallelo la storia della schiavitù, non si rende giustizia al percorso storico.

 






I protagonisti di Bridgerton

Ritengo che far finta che non vi siano differenze non annulla le differenze, semmai fa uno sfregio delle lotte di chi quelle diseguaglianze le ha combattute per perseguire obiettivi di parità. Non l’invisibilità dei colori, ma la loro visibilità, accettazione, inclusione, sono la chiave del progresso.

In questo modo si confondono anche gli adolescenti, anche se considerando il sesso esplicito dovrebbe essere vietato ai minorenni.

Una serie per adulti con una mente molto aperta e alla rassegnazione dei nuovi orizzonti.

Ormai nei film o telefilm americani sono tutti gay, lesbiche e adesso arriviamo a cambiare la storia con i vestiti dei canoni attuali, accettando in pieno ‘800 una coppia multirazziale. Credo sia sbagliato e fuorviante. Al massimo si chiude la cosa con un sorriso. Odio i talebani di qualsiasi genere, e quindi non mi ergo a giudice. Personalmente la cosa mi è parsa molto paradossale e fantascientifica.

Poi bei costumi e belle scenografie e piacevole da seguire. Ma… ma… è da vedere. Per tutto quello che ti smuove dentro. 




La regina nera, la ragazza più corteggiata a corte, una mulatta, tutto stona e tutto torna. 

Sicuramente da adito a tante sensazioni e pensieri, ma la trama è veramente bella.



martedì 2 febbraio 2021

Storia del cane che non voleva più amare

Eppoi arrivano i libri così... mai per caso,direi.


Una storia vera. Bella come una favola.

Mano” è un randagio, un maremmano scontroso e taciturno, regale e bellissimo come i maremmani sanno essere. Ma quando arriva nella clinica di Monica non è più niente di tutto questo. È stato ripescato da un canale, incaprettato e con la museruola. Un pescatore di carpe lo ha notato dibattersi nell’acqua torbida e ha chiamato i soccorsi. Ora, sul tavolo da visita, quello scheletro di cane stremato e semi annegato sembra solo uno straccio intriso d’acqua e fango. Sta rivolto con il muso verso il muro, perfettamente immobile, e non risponde a nessuno stimolo. Ma se una mano entra nel suo campo visivo lui si difende con ferocia disperata: morde a vuoto l’aria, perché nessuno deve toccarlo. Morde per istinto, per scelta, per disperazione. Morde per paura…



Ho scelto questo libro per caso, senza sapere che fosse una storia vera e soprattutto che fosse collegato al famoso cane palla, o meglio, collegato alla sua veterinaria che lo ha salvato e adottato e che è l’autrice di questo libricino. Si legge davvero in 10 minuti, ma è di una tenerezza infinita e per chi ama i cani e soprattutto le storie di queste povere anime violentate e ferite, è davvero una piacevole parentesi , solo per il lieto fine.

La lacrimuccia è dietro l’angolo, ma solo per la felicità.

 


Monica Pais, chirurgo veterinario, nel 2003 ha fondato con il marito Paolo la Clinica Duemari di Oristano, dove esercita la sua professione di pasionaria prendendosi cura degli animali di famiglia e dei «rottami»: selvatici e randagi, gli «ultimi» del mondo animale. Nel 2016, dopo aver incontrato e salvato la vita del suo cane Palla, Monica ha creato la onlus Effetto Palla. Oggi l’organizzazione è diventata una fitta rete di volontari che opera in Italia e all’estero occupandosi di animali in difficoltà, cercando adozioni, affidi e organizzando staffette.

Clinica veterinaria Duemari
segreteriaclinicaduemari@gmail.com


Effetto Palla Onlus
effettopallaonlus@gmail.com





 


mercoledì 13 gennaio 2021

LA MADRE SBAGLIATA

 

“La madre sbagliata”, di Sally Hepworth, racconta la storia di tre donne e dei loro segreti, tre ostetriche: nonna, madre e figlia. Il titolo originale, “The Secrets of Midwives”, è sicuramente più adatto alla trama, poiché le vicende delle protagoniste s’intrecciano al racconto particolareggiato e coinvolgente del lavoro dell’ostetrica e alla progressiva rivelazione di eventi nascosti del passato. Avvincente credo che si dica e malgrado l’argomento mi è piaciuto.

È evidente il grande lavoro di Sally Hepworth nella ricerca e nell’approfondimento degli aspetti medici, dei ritmi della gravidanza, delle varie fasi e pericoli del partorire a casa. Ormai si va in ospedale e quindi mi è piaciuto leggere di queste esperienze che ovviamente emotivamente sono molto differenti dal partorire in ospedale. La trama è capace di tenere desta l’attenzione del lettore e per la maggior parte e di fondo, c’è il recupero del rapporto tra madre e figlia. E’ un romanzo e quindi l’amore è la base delle storie che si intrecciano. Devo dire che la trama contiene diversi risvolti inaspettati e quindi mi sento di consigliare questo romanzo, gradevole, interessante e bello da leggere.


martedì 5 gennaio 2021

"FIORE DI ROCCIA"


 




Sul confine della Carnia, nel mezzo dei combattimenti della Grande Guerra, sono rimaste solo le donne, a prendersi cura dei vecchi e dei bambini. Gli uomini sono tutti sui monti, nelle prime linee, battaglioni degli alpini allo stremo.

Abituate a essere definite attraverso il bisogno di qualcun altro, le mani ruvide e callose per la fatica, le gambe irrobustite dai lavori pesanti, nei campi e nelle case, le donne di Timau vengono chiamate dal Comando in difficoltà: necessitano viveri e munizioni nelle trincee.

Agata e trenta compagne escono dall’ombra delle loro giornate stanche, e indossano le gerle: alcune sono poco più che bambine, rese adulte dalla terra aspra, dalla paura e dalla fame. Nessuna si tira indietro, si carica di quello che serve, le cinghie che segano le spalle; curve si incamminano, diventano muli, in fila sui sentieri, milleduecento metri di salita nervosa, uno sfinimento per raggiungere i soldati e poi ridiscendere a valle. Anin. Andiamo.

Fiore di roccia di Ilaria Tuti (Longanesi), racconta un pezzo di storia troppo a lungo dimenticata: quella delle Portatrici carniche, che sono diventate anche loro soldati, a fianco degli alpini, fonte della loro resistenza.

In cima, sul Pal Piccolo, gli occhi di Agata si immergono nella foschia purulenta delle trincee, torrenti di corpi a brandelli, sangue e feci, da cui si elevano lamenti di ragazzi che chiamano la mamma. È una cloaca di poveri dannati, la prima linea, e nel buio di quegli antri di morte Agata tira fuori una fierezza primordiale, tutto il coraggio che è sempre stato concime della sua terra, e che le porta il rispetto dei soldati.

Le Portatrici sono un vero reparto, sempre più numeroso a ogni salita, e a ogni devastante discesa, con le gerle leggere sulle schiene, ma il dolore spostato alle braccia, che portano le barelle dei cadaveri per poi scavarne il cimitero.

Quella di Agata è una tenacia delicata come una stella alpina, aggrappata alla montagna: sono fiori di roccia, le donne carniche, piegate sotto il peso di una guerra che sono state capaci di combattere con eroismo. A loro la Croce di Cavaliere, consegnata alle reduci novantenni da Oscar Luigi Scalfaro nel 1997.

....


Questa è l’introduzione alla trama di questo libro che volevo leggere da tanto e mi è stato regalato.

Chissà perché i libri di storia non riportano di questo e ci sono così tante cose che ignoriamo, storicamente parlando. Comunque si entra in guerra. 

Entrare in questo libro è come entrare in trincea, ti entra nella carne e vivi le atmosfere e i momenti e visualizzi persone e situazioni. Il cinema ci ha fatto tutti registi nella testa e ci mettiamo poco a sviluppare mentalmente un film, ma poi le sensazioni che ti lascia dentro quando hai finito di leggere, sono strettamente personali. Ho dovuto fare della pause, lo ammetto. E’ faticoso andare in guerra, soprattutto con la differenza della nostra realtà. Mi ha colpito molto e mi è piaciuto.

Inoltre leggendo questo libro ho saputo l’origine della parola cecchino, che ignoravo.

[Durante il primo conflitto mondiale, nella lingua italiana si diffuse l'uso del termine "cecchino", nato per indicare i tiratori scelti austro-ungarici. Il termine "cecchino" deriva da "Cecco Beppe", soprannome con cui era noto, fin dal periodo del Regno Lombardo-Veneto, l'imperatore Francesco Giuseppe I d'Austria. ]