Non voglio crederci, ma ogni volta è sempre peggio, un pezzetto di cuore che va via...
Appassionante,
avvincente, insomma da leggere. Questo libro ti prende dalle prime
pagine per non lasciarti mai più, fino alla fine con il fiato
sospeso, bellissimo. Nell’insieme anche se sai di leggere un
romanzo storico, comunque sai bene leggendo che ci sono dei fatti
storici e collegamenti che sono su base reale, anche se poi la storia
è inventata o forse no… chissà.
Per esempio tutto quello che avviene nella scuola ariana per sole
ragazze, è testimonianza di quello che accadeva veramente in questi
luoghi, dove gli insegnanti parlavano di storia solo concentrandosi
sul dominio militare tedesco e le lezioni di sociologia erano
focalizzate sulla richiesta agli studenti di come riconoscere un
ebreo, basandosi sul suo modo di camminare, sui gesti delle mani,
così come sui movimenti fatti mentre parlava. Al fine di infondere
ulteriormente il razzismo nei bambini, la matematica era utilizzata
per giustificare l’omicidio di massa, in quanto si calcolavano i
costi aggiuntivi per la spesa pubblica derivanti dall’assistenza
sociale per disabili e “inutili parassiti”.
Ad
esempio, un tipico problema di matematica da risolvere era:
“Ogni giorno, lo Stato spende 6 RM per uno storpio; 41 RM per una
persona malata di mente; 51 RM per una persona sorda; 53 RM per una
persona debole di mente; 31 RM per un alcolista; 44 RM per un alunno
in cura; 20/21 RM per un alunno in una scuola speciale; 9/20 RM per
un alunno in una scuola normale… Che costo totale creano uno
storpio e una persona debole di mente, se si considera una durata di
quarantacinque anni (…) calcolare la spesa dello Stato per un
alunno in una scuola speciale e per un alunno in una scuola normale
nell’arco di otto anni, indicare l’importo del maggior costo
generato dall’alunno nella scuola speciale”. I problemi di
matematica come questi erano ideati per dimostrare ai bambini la
quantità di denaro speso per le persone indesiderabili. Quindi non
solo ariani ma anche i tedeschi.
Nel libro si sottolinea la linea educativa con cui i bambini erano
addestrati a non provare simpatia per quei coetanei “razzialmente
inferiori”, e quindi, per i bambini non “conformi”, le percosse
erano le punizioni più comuni e consigliate. Le violenze fisiche e
psicologiche erano all’ordine del giorno, per selezionare
all’interno le più forti, le più toste, le più degne di
procreare la razza ariana.
Comunque l’idea di una bambina ebrea che riesce a farsi passare per pura razza ariana, è geniale.
Questo
libro ti prende nella crudezza della realtà storica, lasciandoti
spiazzata nel coinvolgimento emotivo che avviene, facendoti sentire
dentro la carne la sofferenza di essere ebreo. Ti schieri , non c’è
niente da fare e ti immedesimi dentro la sofferenza giornaliera di poter
sopravvivere.
E’
solo alla fine che in realtà mi sono resa conto di leggere un
romanzo scritto da un uomo, e questo credo abbia fatto la
differenza. Scorrevole la scrittura, ma sobria e niente di melenso o
stonato con il contesto. Resto basita a leggere che è il suo primo
romanzo… mah, troppo bravo.
Si
lo so, un’altro romanzo nazista… troppi forse, ma in verità non
mi stanco mai di leggere di cosa è capace l’uomo in tempo di
guerra.