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lunedì 5 maggio 2014

La libreria dei nuovi inizi

Cosa succede quando si entra in un libro che ti rapisce completamente?... E' sempre una piccola magia che si ripete e ogni tanto sono felice di trovare libri così.
C’è una vecchia libreria, a Shelter Island, dove ad aggirarsi in cerca di compagnia e buone letture non sono solo gli affezionati clienti. Qui, tra stanze in penombra, riccioli di polvere e parquet scricchiolanti, i libri hanno davvero un’anima e, quasi godessero di vita propria, sanno farsi scegliere dal lettore giusto al momento giusto. In un buon libro c’è tutto: le emozioni, gli incontri e le risposte che possono anche cambiarci la vita.
Questo l'ho sempre pensato e continuerò a pensarlo. Che i libri abbiano un'anima è molto bello da pensare ma se fosse anche possibile parlare con gli autori ormai defunti, è un sogno.
Questo libro ti rimette in pace con la dimensione personale di ognuno di noi, regalando sorrisi, pensieri, odori e sapori e altro ancora.

 La protagonista di questa storia è una ragazza ferita da un amore finito e tradito. Dietro all’invito di zia Ruma ad occuparsi della libreria in sua assenza, ci sarà ben altro ad attenderla. Strani fenomeni all’interno dei vari settori della libreria, continui mormorii di voci lontane, libri che continuano a cadere, porte e finestre che si chiudono e si aprono a loro piacimento.. Questo e molto di più capiterà a Jasmine durante la sua permanenza in questa strana e “unica” libreria.

Concludo dicendo semplicemente che quando sono arrivata a girare l’ultima pagina di questo libro, mi sono sentita felice.

martedì 29 aprile 2014

Almeno un grazie

Non sono andata a San Pietro ma ho vissuto tramite amici che fanno i volontari nella Protezione Civile tutta la baraonda di gente che si è riversata su Roma nei tre giorni della canonizzazione.
E sinceramente sapendo quanto hanno dato, sotto la pioggia e con turni massacranti di 12 ore, mi dispiace che il giorno dopo a caratteri cubitali sul  Messaggero di Roma ci fosse solo la notizia delle bottigliette d'acqua vendute a 5 euro, invece dei presidi dei 3.000 volontari che hanno distribuito gratuitamente milioni di bottigliette d'acqua. Le notizie sono filtrate e non veritiere. Ormai si tende solo ai titoloni e questo mi ha infastidito non poco. Non è giusto anche per tutte le donne e gli uomini che ormai diamo per scontati  in ogni occasione di emergenza e che invece lavorano a titolo gratuito e almeno un grazie lo meriterebbero.
 

mercoledì 16 aprile 2014

Solo una cosa...

...non ci posso credere che a Roma in piena via Appia una squadra di fascisti ha picchiato selvaggiamente il figlio di una collega che non è morto per puro miracolo. 40 ragazzi si sono accaniti a calci e pugni contro questo ragazzo di 16 anni che era andato ad accompagnare la ragazza a casa. Portava al collo una kefiah e quindi segno distintivo di un ragazzo di sinistra. 
Nessun commento su tv e giornali tanto per non alimentare il fatto che girano squadre di picchiatori.
Tutto bene, basta non sapere

Nessun automobilista si è fermato. Una signora affacciata in finestra ha chiamato la polizia urlando aiuto e ha salvato questo ragazzo. Allucinante...

martedì 15 aprile 2014

Indietro di cinquant'anni

Voi gente per bene che pace cercate
la pace per far quello che voi volete
ma se questo è il prezzo vogliamo la guerra
vogliamo vedervi finir sotto terra
ma se questo è il prezzo l'abbiamo pagato
nessuno più al mondo deve essere sfruttato...


possiamo cantarla davanti Montecitorio
visto che emigrare è l'unica alternativa per un futuro
 

lunedì 7 aprile 2014

In odor di cioccolato

Rimanendo in argomento cioccolato e visto il mio amore a perenne vita per la NUTELLA non posso esimermi dallo spendere due parole sul suo antenato ancora molto attuale, il Gianduiotto.
La “pasta Gianduia” nasce nel 1852 dal genio di Michele Prochet che, per far fronte alle difficoltà di rifornimento di cacao, divenuto un prodotto proibitivo e eccessivamente caro a causa del Blocco Continentale indetto da Napoleone, decide di unire all’impasto un prodotto locale, più facilmente reperibile e sicuramente più economico: la nocciola delle Langhe, la cosiddetta “Tonda gentile” dal gusto deciso e delicato. Prochet arriva ben presto a comprendere che, fatta tostare e aggiunta alla pasta di cacao finemente triturata, la nocciola può fare la differenza donando al prodotto finito un gusto nuovo, unico e delizioso.
Solo nel 1865 la Caffarel lo lanciò sul mercato incartato in un foglio d'oro... forse l'unico cioccolatino incartato nella storia.

Quindi possiamo dire che senza un assedio o un imbargo noi oggi non avremmo molti prodotti buonissimi creati e inventati per necessità, come se solo nelle difficoltà possa nascere qualcosa di unico e bello.

venerdì 4 aprile 2014

Ma perchè lo hanno fatto?!!...

Ci sono così poche certezze nella vita!!
Perchè cambiare i bigliettini dei baci perugina... che tra l'altro sono orribili.
I nuovi non sono per niente romantici e anzi ... 
sigh!!!


rivoglio i bigliettini di una volta!!!  Uffa



venerdì 28 marzo 2014

Il bio-cemento dei romani

Udite, udite... finalmente qualcuno ha pensato di analizzare il calcestruzzo usato dai romani, visto che le loro opere sono ancora in piedi. Sai com'è, hanno resistito millenni alle intemperie, sole, acqua, terremoti... sia mai che siano stati fatti come cristo comanda?!!!
E infatti il solito laboratorio americano (California) ha scoperto che il calcestruzzo fatto con calcare e cenere vulcanica non solo era più resistente di quello attuale, ma di impatto ecologico maggiore, visto che cuoceva a temperature più basse di quello attuale (circa mille gradi in meno).
Lo commento alla romana:  "... e mè cojoni"
e dico... vista questa intelligente scoperta perchè non pensare di riconvertire la produzione su questa antica ricetta degli antichi romani?
Visto che tra l'altro le alte temperature che usiamo oggi sono responsabili del 7% delle emissioni di biossido di carbonio ...
eppoi dico stì poracci di Americani stanno sempre a fa tutte ste analisi e ricerche di laboratorio eppoi non se li incula nessuno... scusate Oxford.

lunedì 24 marzo 2014

Museo D'Orsay al Vittoriano

Capolavori dal Museo d'Orsay di Parigi al Complesso del Vittoriano, Roma: Gauguin, Monet, Degas, Sisley, Pissarro, Van Gogh, Manet, Corot, Seurat... dice la presentazione.
Una cacata di mostra dico io, che quasi mi dispiace scriverne.
Il solito specchietto per creduloni. Come se davvero i francesi ci dessero in prestito i loro capovalori. Si e no c'erano 5-6 quadri che si salvavano e il resto tutte croste ... una noia mortale. 
Noi abbiamo Musei meravigliosi come la GNAM dove ci sono quadri dell'impressionismo a iosa e bellissimi e la gente fa la fila per vedere due micragnosi quadri dei francesi.
Io ho visto mostre molto più belle a Roma, tipo De Nittis  e insomma veramente per 3 sale di quadri 9 euro mi sembra solo un furto. Ho visto di meglio senza ombra di dubbio.
 







C'erano due o tre Monet che non avevo mai visto, e uno che conoscevo.

E un quadro che invece mi ha incantato. "La lezione di catechismo" di Meunier.
In viso di quel prete. Sembrava una foto, non un quadro.

In compenso ho visitato il Museo in completa solitudine. Eravamo solo in due, io e la figlia di una mia collega. Bellissimo. Abbiamo goduto dell'assoluto silenzio e la libertà di poter stare davanti ad un quadro quanto volevamo senza ansia alcuna.
Ecco questo invece non ha prezzo.
 Ovviamente ho comprato i segnalibri.

In ricordo di ogni mostra che vado a vedere. Ormai il cassetto trasborda ma è una cara abitudine che non lascio e  negli anni ho accumulato un numero davvero impressionante di segnalibri.

Spesso li abbino con l'argomento del libro che stò leggendo.



Questo vista la varietà e quantità me lo posso permettere.