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martedì 3 febbraio 2026

Ishida Syou

 "La clinica è sempre lì: su per la Fuyachodori, ovest sulla Rokkakudori, giù per la Tomikojidori, est per la Takoyakushidori. Anche il trattamento che offre è lo stesso, unico e speciale: a ciascuno, secondo il caso, si prescrive un gatto. In questo secondo capitolo della trilogia bestseller di Ishida Syou incontriamo Moe, una giovane ragazza che ha paura di lasciare il fidanzato e ritrovarsi da sola; Tatsuya, alle prese con la morte della moglie e la distanza con il nipote Hayato; Reona, che dovrà prendersi cura del fratello tornato a casa dopo tanto tempo. Ad aiutarli nelle loro sfide quotidiane, ci saranno i veri protagonisti del libro: Kotetsu, un bengala di cinque mesi vivace e forse troppo curioso; Noeru, una gattina che ama arrampicarsi sulle tende di casa; e infine Bibi, un maschio di sei anni saggio ed elegante come un vero gentleman. Con la delicatezza e lo humor che hanno conquistato i lettori di tutto il mondo, Ishida racconta un mondo fatto di rapporti tra essere umani e meno umani, ricordandoci ancora una volta il potere salvifico dei nostri piccoli compagni di viaggio."

...Prima volta che leggo questa autrice, che non conoscevo.

Sembra che sia il secondo libro, visto che il primo è già famoso.

Ma credo siano storie che si chiudono e non hanno bisogno di un seguito. 

Lo devo dire con molta umiltà, ho un certo disagio a leggere autori giapponesi, sento le trame strane e lontane da me.

Questo libro non è stato diverso anche se la sua storia molto surreale mi ha aiutato ad evadere completamente per qualche ora dai miei pensieri, che ultimamente mi schiantano dentro.

E' davvero un libro delicatissimo, come se una mano ti accarezzasse lentamente, facendoti entrare dentro altre anime e lasciandoti comunque qualcosa dentro.

 In punta di piedi ve lo consiglio.

6 commenti:

  1. Ciao, è un pò che non passo, non mi ero accorta che avevi aggiornato il blog !!

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    1. Solo recentemente. Ho avuto una lunga pausa da quando è morto mio padre. I libri mi stanno aiutando molto... ciao cara

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  2. Grazie per il consiglio, io un gatto ce l'ho, si chiama Tato ed è un randagio, che ho adottato, è il mio tesoro !! Non ho mai letto un libro di uno scrittore giapponese, non mi attira, però sono d'accordo nel dire che un gatto aiuta molto !! Saluti cari.

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    1. Io ho avuto sempre gatti da quando avevo 16 anni. Solo recentemente ho preso un cane dal canile, già grande. Sono due cose molto diverse.
      Anche io ho una certa difficoltà con gli autori giapponesi

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  3. Per me la letteratura giapponese è un universo tutto da scoprire. Una lacuna la mia che devo colmare. Buon giorno a te.

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    1. Ma sai anche io sento questa problematica e ogni ci provo... però rimango sempre molto perplessa.

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