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mercoledì 20 settembre 2017

Durkink

Ieri sera questo bellissimo film che ci ricorda cosa sia la guerra e il suo messaggio di morte e di destino... Non conoscevo questo fatto storico e quindi sono subito andata a cercare qualcosa.
Effettivamente il programma della seconda guerra mondiale, a scuola, arrivava sempre con gli ultimi giorni  e il programma mai finito. Mi ha fatto rendere conto delle tante lacune che ha lasciato nella mia informazione in tal senso, tanto da farmi scoprire ancora oggi, molto che non so e ignoravo.
Benvenga a questo punto il cinema che ci da occasione di ricordare o di sapere, in questo caso.


L'operazione Dynamo (Operation Dynamo), conosciuta anche come "miracolo di Dunkerque" o "evacuazione di Dunkerque", fu una operazione di evacuazione navale su larga scala delle forze alleate che ebbe luogo dal 27 maggio al 4 giugno 1940, dopo che le truppe inglesi del British Expeditionary Force (BEF) assieme alle forze franco-belghe erano state tagliate fuori e circondate dalle unità corazzate tedesche giunte sulle coste della Manica a seguito del riuscito sfondamento del fronte sulla Mosa. Si trattò del momento culminante e finale della cosiddetta battaglia di Dunkerque, presso il confine tra Francia e Belgio. Dato il completo isolamento via terra di queste truppe (oltre 1 milione di soldati tra inglesi, francesi e belgi), l'unica via di salvezza era la fuga in Inghilterra attraverso il trasporto via mare con unità navali di qualsiasi tipo.

https://it.wikipedia.org/wiki/Operazione_Dynamo
il link se qualcuno è curioso come me.







A disposizione del nemico rimase un bottino di proporzioni incredibili; gli inglesi avevano abbandonato sul suolo francese circa 2000 cannoni, 60.000 automezzi, 76.000 tonnellate di munizioni, 600.000 tonnellate di carburante e di rifornimenti di ogni genere. L'Inghilterra rimase praticamente disarmata sul suolo metropolitano inglese: al termine delle operazioni erano disponibili solamente circa 500 pezzi di artiglieria, compresi quelli prelevati dai musei.
Complessivamente nel disperato tentativo di salvataggio andarono perse circa 200 imbarcazioni di tutte le dimensioni, tra cui sei cacciatorpediniere britannici e tre francesi. La RAF tra il 26 maggio e 4 giugno svolse un totale di oltre 4.822 missioni su Dunkerque perdendo 177 aerei, di cui 100 in combattimento e gli altri per vari motivi, il 40% dei quali bombardieri. La Luftwaffe in compenso perse circa 140 aerei.
Le significative perdite di materiali abbandonati rafforzarono la dipendenza finanziaria del governo inglese nei confronti degli Stati Uniti, che si concretizzerà nella Lend-Lease, la legge sugli affitti e prestiti.

martedì 12 settembre 2017

Tutto da un calendario...

Strappo agosto ... ma sono curiosa. Comincio a leggere il retro...
"l'occupazione di Roma- II parte - il 23 marzo 1944 fu rivolto il  più sanguinoso attentato partigiano contro le truppe tedesche. Durante il transito di una compagnia, composto da 156 reclute altoatesine, a via Rasella, ci furono 33 morti e il ferimento di 110 soldati. Per rappresaglia i tedeschi uccisero 335 uomini. Oltre all'eccidio delle Fosse Ardeatine, 2.091 gli ebrei deportati, 66 partigiani fucilati a Forte Bravetta, dieci fucilati a Pietralata e le dieci donne uccise presso il Ponte dell'Industria per aver assaltato un forno".

Ecco sono esterefatta di non aver mai sentito parlare di questo fatto storico e sono quindi andata prontamente su google per cercarlo.

Gli assalti ai forni e l'eccidio


La lapide posta a memoria dell'eccidio
Il tragico episodio va inserito nel contesto creatosi in conseguenza dell'ordinanza emessa il 26 marzo 1944 dal generale Kurt Mälzer, comandante della città di Roma durante l'occupazione, che aveva ridotto a 100 grammi la razione giornaliera di pane destinata quotidianamente ai civili. In molti quartieri di Roma le donne protestarono davanti ai forni, in particolare presso quelli sospettati di panificare il pane bianco destinato alle truppe di occupazione. Il 1º aprile al forno Tosti (quartiere Appio) la lunga attesa per la distribuzione trasformò lo scontento popolare in trambusto. Il 6 aprile, a Borgo Pio, fu bloccato e depredato un camion che ogni giorno ritirava il pane per portarlo alla caserma dei militi della GNR (Guardia Nazionale Repubblicana). L'assalto ai forni, che costrinse i nazionalsocialisti a scortare i convogli e a presidiare depositi e punti di distribuzione, si ripeté in vari quartieri della capitale[4], fino all'evento tragico del Ponte dell'Industria il venerdì di Pasqua. Così rievoca l'episodio Carla Capponi[5]:
« Le donne dei quartieri Ostiense, Portuense e Garbatella avevano scoperto che il forno panificava pane bianco e aveva grossi depositi di farina. Decisero di assaltare il deposito che apparentemente non sembrava presidiato dalle truppe tedesche. Il direttore del forno, forse d'accordo con quelle disperate o per evitare danni ai macchinari, lasciò che entrassero e si impossessassero di piccoli quantitativi di pane e farina. Qualcuno invece chiamò la polizia tedesca, e molti soldati della Wehrmacht giunsero quando le donne erano ancora sul posto con il loro bottino di pane e farina. Alla vista dei soldati nazisti cercarono di fuggire, ma quelli bloccarono il ponte mentre altri si disposero sulla strada: strette tra i due blocchi, le donne si videro senza scampo e qualcuna fuggì lungo il fiume scendendo sull'argine, mentre altre lasciarono cadere a terra il loro bottino e si arresero urlando e implorando. Ne catturarono dieci, le disposero contro la ringhiera del ponte, il viso rivolto al fiume sotto di loro. Si era fatto silenzio, si udivano solo gli ordini secchi del caporale che preparava l'eccidio. Qualcuna pregava, ma non osavano voltarsi a guardare gli aguzzini, che le tennero in attesa fino a quando non riuscirono ad allontanare le altre e a far chiudere le finestre di una casetta costruita al limite del ponte. Alcuni tedeschi si posero dietro le donne, poi le abbatterono con mossa repentina "come si ammazzano le bestie al macello": così mi avrebbe detto una compagna della Garbatella tanti anni dopo, quando volli che una lapide le ricordasse sul luogo del loro martirio. Le dieci donne furono lasciate a terra tra le pagnotte abbandonate e la farina intrisa di sangue. Il ponte fu presidiato per tutto il giorno, impedendo che i cadaveri venissero rimossi; durante la notte furono trasportati all'obitorio dove avvenne la triste cerimonia del riconoscimento da parte dei parenti. »
Ultima vittima della protesta fu, il 3 maggio successivo, una madre di sei figli: Caterina Martinelli, mentre ritornava a casa con la sporta piena di pane dopo l'assalto a un forno nella borgata Tiburtino III, fu falciata da una raffica di mitra di militari della PAI (Polizia dell'Africa italiana - ex corpo di Polizia coloniale). 

Ora due cose. Mai sentito parlare della PAI e soprattutto un brivido mi percorre la schiena. Sono così confusa. Perchè io ho fatto le medie proprio alla Scuola Caterina Martinelli a Tiburtino III e mai ci hanno spiegato chi era e il fatto storico. Certo quando sono andata a scuola io non c'era internet ma la reputo una grande mancanza da parte della scuola.
Riporto il fatto

Il tre maggio Caterina Martinelli guidava l'assalto di un forno le donne della borgata che la fame e la miseria avevano esasperato dopo un inverno terribile. Mentre ritornavano nelle loro baracche con le sporte piene di pane, le donne furono bloccate da un milite della PAI. Al rifiuto di cedere il pane, quelli spararono con il mitra colpendo Caterina Martinelli, che teneva in braccio la bambina ancora lattante e aveva una grossa pagnotta stretta al petto. La donna stramazzò a terra cadendo sopra la figlia, che sopravvisse ma ebbe la spina dorsale lesionata; altre restarono ferite.
"[...] In questa ondata di assalti ai forni una guardia della PAI ammazza con una fucilata una donna del Tiburtino III, Caterina Martinelli, che aveva sette figli. Il giorno dopo, sul marciapiede dove era stata uccisa la donna, qualcuno depone un cartello con la scritta:
'Qui i fascisti hanno ammazzato / Caterina Martinelli / una madre che non poteva / sentir piangere dalla fame / tutti insieme / i suoi figli'."

martedì 29 agosto 2017

Fronte incendi

Stamattina aprendo la prima pagina di Roma Today ho visto la foto del mio responsabile operativo dell'associazione di volontariato...
Io sono fuori quest'anno dalla campagna aib per motivi di salute ma sono mesi che questi ragazzi e ragazze ogni giorno e notte stanno sugli incendi di Roma e Provincia... un grazie ogni tanto e si va avanti per questa stagione assurda.














Incendio Cassia Bis: salvati animali a Valle di Baccano

Animali intrappolati nel capanno 

Una ennesima giornata di roghi con i vigili del fuoco ed i volontari della protezione civile impegnati in oltre cento interventi, di cui il 50 per cento per incendi di sterpaglie. Fra i fronti più importanti quello appunto di Campagnano di Roma. Qui un volontario Avs Cosmos, impegnato a domare le fiamme, ha udito vicino un capanno i rumori di alcuni animali impauriti.

Salvati animali intrappolati nel capanno 

Aperta la porta della struttura i soccorritori hanno quindi trovato cani, cavalli ed animali da cortile bloccati nel capanno. Poi la storia a lieto fine: "Roghi ovunque, distruzione e cenere a perdita d'occhio, una guerra senza quartiere che dura da ormai troppo tempo, ma il cuore comunque pieno di gioia e soddisfazione per aver sottratto a morte certa tutti quegli animali".


Potrebbe interessarti: http://www.romatoday.it/cronaca/incendio-campagnano-salvataggio-cani-cavalli.html
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martedì 1 agosto 2017

Visite guidate del futuro

Un racconto multimediale, storia e tecnologia in una visita immersiva e multisensoriale dell’Ara Pacis. Personaggi, gesti, divinità e animali si animano in 3d per illustrare, insieme al colore, le origini di Roma e della famiglia di Augusto.




Recita così la presentazione di questa visita guidata e anche vedendo le foto non ero assolutamente pronta a quello che poi ho vissuto. Questo visore che ti danno in dotazione praticamente ha un puntatore che attiva dei video in cui c'è la ricostruzione storico territoriale del tempo di Augusto con tanto di panoramica dall'alto, tanto che ho avuto la sensazione di cadere dalla sedia per via delle vertigini di cui soffro... incredibile. Sei totalmente isolato perchè non hai visione di chi ti sta vicino e sei dentro il filmato che tu lo voglia o no.
Devo ammettere che è stato molto bello vedere la ricostruzione con i colori del tempo e ancor più la spiegazione. Avevo sempre saputo che era un altare sacrificale, ma vedere un video esplicativo del tempo è tutta un'altra cosa, e a 360 gradi oltretutto. Ti gira un po' la testa a fine visita ma tutto sommato è stato interessante...

Però non so il perchè, un brivido freddo mi ha attraversato la schiena. Se questo è il futuro non lo so mica se mi piace.

lunedì 19 giugno 2017

Pinsa Romana


E chi se lo sarebbe mai immaginato... un impasto leggerissimo con 72 ore di lievitazione, 3 farine e l'80% di acqua... come mangiare nuvole, come mangiare niente. Se ami la pizza ti innamori della pinsa, dico io.
Meravigliosa esperienza.
Da assaggiare se non lo avete ancora fatto!!!


videoricetta

giovedì 15 giugno 2017

Andar per ristoranti...

Non vado spesso a mangiar fuori ma quando succede e scopro anche ricette originali, mi sento doppiamente appagata, soprattutto se è tutto buonissimo. Recentemente in un ristorante di pesce ho assaggiato spaghetti alle vongole al nero di seppia su un letto di purè di finocchi bolliti. Sembra una schifezza ma vi giuro che l'abbinamento è stato sublime e davvero buono.

In una pizzeria invece in cui non ero mai andata vicino casa, con una mia amica, ordiniamo maccheroni pomodoro, basilico e burrata. Quando è arrivato il piatto sono rimasta un po' così perchè in verità era un letto di burrata con sopra i maccheroni.
Certo non credo che a casa si cucini così e questo nuovo modo di fare la pasta mi fa un po' sorridere...


























Comunque il mio piatto preferito rimangono sempre gli spaghetti pomodoro fresco e basilico

mercoledì 31 maggio 2017

Maledetti cellulari

Si lo so è cambiato tutto ma forse prima che arrivassero questi incivili e invadenti apparecchi si stava un attimo in pace... ora è tutto lecito e ci stiamo abituando alla maleducazione, questa è la verità.
E l'ho notato oggi. Forse perchè sono stanca e volevo mangiare in pace 10 minuti... quindi al bar sotto l'ufficio un piatto unico e staccare un attimo con la testa. Da sola tanto da non dover sostenere nessuna conversazione e nemmeno far finta che ho voglia di parlare. La mia vicina di tavolo è stata 15 minuti al telefono, una telefonata di lavoro che mi ha tolto la pace e la serenità della mia pausa pranzo, una violenza che forse non sono più disposta a sopportare. Quindi cosa sono, una stronza o altro ma non mi interessa. Perchè io sono stata 15 minuti dentro quella telefonata di cui non me ne fregava un cazzo e che non volevo ascoltare!!! E invece finita l'indignazione iniziale, tutti a tenere a voce alta telefonate private senza pensare minimamente che invadiamo la privacy di chi ci è intorno ed è costretto ad ascoltare le nostre telefonate. Una grande violenza e anche maleducazione, dico io. E così cambiata la pausa pranzo o il caffè o stare solo al bar 5 minuti ... continuamente attaccati da pezzi di vita privata e non, che non possiamo non accettare a meno che non sembrare pazzi o chissà cosa. Io avrei tanto voluto urlare...O forse alzarmi e strappargli il cellularedalle sue mani per gettarlo in terra e farlo in mille pezzi. Intollerante?!! ... no è che ho tollerato troppo. Adesso sono stanca di subire.

giovedì 18 maggio 2017

The Dressmaker, lo splendore dei vestiti




 E' un film che sembrava una favoletta  e invece diventa un’occasione di riflessione sul potere devastante della calunnia e sul peccato dell'ipocrisia. Una donna dal passato controverso torna nel suo paesino natio, dove la ritengono una strega e un'assassina. Lontano da casa ha lavorato nel campo della moda a Milano, Londra, Parigi e New York. È affascinante e ben vestita e inizia a contagiare le persone con il suo stile al punto tale che tutti vogliono farsi vestire da lei. La sua ventata di novità fa sì che in breve il paesino diventi una sfilata di moda vivente. Ma Tilly Dunnage ha una vendetta da compiere. Il passato è vivo e vegeto e lei torna da vincitrice non solo a rendere palese lo stacco rispetto alla comunità con il suo modo di vestire, ma riuscire con la sua sola forza a riprendersi la sua vita per bene, fino alla fine. La bellezza di questo film è l’azione che dovrà invece obbligare tutti gli altri a fare i conti con quel passato che l'ha danneggiata.  

Ci ha abbagliato con il finto tema dei vestiti, per farci gustare meglio tutto lo splendore dello sviluppo di quello vero, che pure in qualche modo aveva lasciato intuire incuriosendoci.
E assistere al ribaltamento del ruolo da colpevole a vittima. 

 

venerdì 31 marzo 2017

Campo Sommati

Sono rientrata dopo una settimana dal Campo di Sommati con la Protezione Civile, è tra Saletta e Amatrice, dove ho visto con i miei occhi la più totale devastazione. Non è rimasto in piedi niente e quello che è rimasto in piedi è da abbattere per i gravi danni strutturali. Sembra un territorio bombardato e si pensa più facilmente ad una guerra che al terremoto. Noi stiamo dando ancora sostegno alla popolazione cucinando i pasti caldi di chi è ancora in tenda o roulotte, oltre all'esercito che sta predisponendo le piattaforme dove verranno posti i prefabbricati. Sapevo che non sarebbe stata una passeggiata, per diversi motivi. 250 pasti a pranzo e 190 a cena... Fisicamente devi superare i primi 3 giorni, dall'alba alle 5 e 30 fino a mezzanotte... colazione, preparazione pranzo e sistemazione mensa per ricominciare per la sera e poi pulire tutto come il pomeriggio; non ti reggi in piedi, davvero, ma lo fai perchè sai che sei importante in questo momento. Praticamente non hanno più niente e sarà ancor peggio quando tutti i campi saranno chiusi e rimarranno da soli. Perchè i prefabbricati lasceranno il posto ad uno spopolamento anche se momentaneo di forze di polizia, esercito, volontari, dove ci sarà solo la solitudine dei pochi superstiti che tenteranno faticosamente di far rivivere posti completamente distrutti. Anche far  ripartire il turismo non sarà una passeggiata. Non ci sono più alberghi o agriturismi o ristoranti e il paesaggio che è di una bellezza unica sarà l'unica cosa rimasta su tutto il territorio. La conca amatriciana non esiste più. Le persone rimaste sono la ricchezza più grande di questo territorio. Hanno e trasmettono una forza incredibile, non si arrendono e malgrado tutto vogliono disperatamente farcela. Io ho conosciuto un'insegnante che dopo il crollo dell'alberghiero di Amatrice è stata riassegnata a Rieti e ogni giorno a 64 anni si fa 120 chilometri per andare a lavorare, rientrare e correggere i compiti. Dentro ad una tenda ancora, con tutti i disagi del caso, bagno compreso. Eppure ho sentito uscire dalle sue labbra parole di conforto e di ringraziamento che non dimenticherò mai. Una persona bellissima, una sopravvisuta alla morte. Con tante cicatrici sul corpo e nell'animo che invece ti insegnano veramente cosa è importante nella vita.



giovedì 30 marzo 2017

Pasta Muddica

...e quando a casa non hai niente... du spaghetti con la mollica di pane e panegrattuggiato e alici... un po' di prezzemolo e vai col tango

prossima variante con le arance... slurpp

lunedì 13 marzo 2017

Pelle d'oca...

Questo video non è visibile nel tuo paese...
 l'ennesimo trailer o video che non posso vedere perchè vivo in Italia!!!! ... no dico, in Italia


Mi viene la pelle d'oca. Tutti a parlare del niente e del fatto che stiamo sotto una dittatura mascherata da democrazia da anni... niente?!!!!   Altro che pecore... abbiamo il Governo che ci meritiamo. Sempre addormentati nel bosco e quando ci sveglieremo ...sarà troppo tardi!!

giovedì 9 marzo 2017

martedì 28 febbraio 2017

Il Sapore del successo



Una commedia sulla passione per la cucina pensavo, e invece racconta la storia dell’arrogante, ribelle e folle chef Adam Jones. Un vero rockstar dei fornelli da 2 stelle Michelin che nel giro di poco tempo perde tutto; ex enfant terrible della ristorazione parigina, famoso per l'improvvisazione e la sua continua ricerca, distrugge la sua carriera per uso di droghe. Dopo un lungo periodo di disintossicazione (!!!ma chissenefrega....)  fa ritorno a Londra, determinato a redimersi. (mah!!!) Con l’apertura di un ristorante di lusso lo chef punta ad ottenere la terza stella Michelin, e per farlo praticamente tratta male tutti e diventa stronzo doc. Imitiamo pure Gordon Ramsay ma forse  nel mondo ne basta uno così.
Davvero un bruttissimo film, per niente divertente e l'amore per il cibo che dovrebbe farla da padrona è relegato agli ultimi 10 minuti del film. Una angoscia senza fine e davvero un inutile modo di rappresentare la categoria come è stato qualche anno fa con le ballerine nel “Cigno nero” tanto che Carla Fracci uscì dal cinema sconvolta dicendo per l’appunto che il mondo della danza non era questo. Quando si esagera e si trasmette altro, dico io, forse non è proprio da vedere anche se la presenza del sexy Bradley Cooper ha permesso di non pronunciare un vaffanculo a fine film.

La passione che i cuochi mettono nel loro lavoro, con orari massacranti e ritmi ferratissimi, sotto pressione e dentro il caldo di una cucina che talvolta sembra troppo piccola per ospitare tutti non giustifica il modello dello chef stronzo a tutti i costi. Certo c’è il lieto fine… ma che fatica!!!


mercoledì 1 febbraio 2017

CUCINOTERAPIA - Curare, accudire, amare se stessi e gli altri con il cibo

SPAGHETTI DEL CARCERATO


Regalo di Natale da poco finito di leggere. Un bel libro, in un bel formato piccolo, che si legge e si sfoglia con vero piacere, oltre alle ricette che non guastano.

Cucinare fa bene al corpo e all’anima. E fino a qui non ci sono santi.
Ma cosa dire dell’idea che non mi è mai balenata di usarla come cura? Forse se avessi cucinato di più e impastato, manipolando gli ingredienti e ripetendo un atto antico di tutte le donne che cucinano e hanno cucinato, mi sarei evitata gli psicofarmaci, chissà. Vero è che cucinare è un atto d’amore verso gli altri ma anche verso se stessi. In tavola non si porta solo il cibo… In cucina mettiamo in gioco noi stessi, i nostri gusti e il nostro estro oltre al piacere di poter poi condividere. E tramite la cucina proviamo anche sapori e piatti di altre culture, curiosando qua e la. Diciamo un atto di pace che abbatte tutte le barriere culturali.

Recentemente, ancor prima di leggere questo libro in cui c’è un intero capitolo sul cucinare in carcere, mi capitò di assaggiare dei prodotti di forno venduti al mercato dell’altra economia. Tutto buonissimo. Fino ai pacchi di Natale del mio ufficio ordinati direttamente al carcere di Rebibbia. Giuro mai assaggiato un panettone così buono. Su questo libro leggo infatti che la cucina è usata in carcere non solo per insegnare un mestiere ed applicare la formula dell’insegnamento professionale che riqualifica e crea opportunità lavorative nel reinserimento fuori dal carcere, ma crea nicchie di eccellenza e opportunità. Nei stessi giorni mi capita un articolo sul giornale in cui pubblicizzavano l’apertura a Torino del primo negozio fino ad ora on line  (http://www.myfreedhome.it/) dei prodotti venduti nelle carceri da piccoli laboratori e gruppi di detenuti. Dal carcere femminile di Venezia dove vengono preparati con erbe coltivate nell’orto biologico della Giudecca i cosmetici “RioTerà dei Pensieri”, al carcere Lorusso e Cotugno dove si stampano artigianalmente le t-shirt e merchandising. Dal penitenziario di Verbania dove “la Banda Biscotti” produce dolci artigianali e con materie prime scelte, senza coloranti e additivi, alle delizie biologiche della Sicilia prodotte dal carcere di Siracusa…

Che dire, una piacevole lettura. Riflessioni e anche ricette da provare. Consigliato…

mercoledì 4 gennaio 2017

Un grande amore per il suo gatto

L’omaggio che l’artista surrealista britannico Richard Saunders ha voluto tributare al suo felino è davvero commovente: ha riprodotto il suo Tolly, un gatto blu di Russia finito nel paradiso dei mici, riproducendolo in perfette elaborazioni grafiche dove il felino diventa un gigantesco e verdissimo gattone-siepe... 
Ho trovato questa informazione per caso quando ero ingenuamente straconvinta che qualcuno avesse davvero realizzato un gatto siepe... o forse l'idea era semplicemente fantastica. E invece è il frutto di un grande amore...
Vi consiglio di cercare le sue foto perchè sono davvero tutte molto belle.