Pagine

martedì 21 novembre 2017

Un piccolo negozio di fiori a Parigi

 Ultimamente ho un problema con gli autori uomini o solo alcuni forse, ma proprio non siamo in sintonia.
 Poteva essere una bella storia ma è stato strano il modo di scrivere e lo svolgere della trama.
nessun libro è inutile alla lettura e devo dire che ho anche pianto ma non mi è piaciuto per niente. Mi dispiace quando un libro non mi piace perchè ho come la sensazione di aver perso tempo ...
Vabbè... è la vita del lettore.
Questo dimostra però che non tutti possono essere scrittori anche se amano scrivere e leggere.

giovedì 9 novembre 2017

Un posto unico a Roma ...

Il Comune di Roma sfratta la ‘Casa delle donne’: a rischio 30 anni di attività sociale


ROMA – Via la Casa internazionale delle donne. Sfrattata. Il Comune di Roma, infatti, lunedì ha inviato l’avviso alla struttura di via della Lungara. La Capitale rischia quindi di dare l’addio a un’altra realtà sociale molto importante per il territorio e la città, che opera qui da 30 anni.
Nel 1987 il Movimento femminista romano aveva occupato parte del complesso del Buon Pastore (fin dal ‘600 adibito a reclusorio femminile), rivendicando la prevista destinazione dell’edificio per finalità sociali, con particolare riguardo alle donne. E’ iniziata una lunga trattativa con il Comune per il restauro e la consegna dell’edificio all’associazionismo femminile.

Nel 1992 il Progetto Casa internazionale delle donne è stato elencato tra le opere di Roma Capitale e approvato dal Comune. La Casa ha deciso di sobbarcarsi tutte le spese ordinarie e straordinarie, dalla ristrutturazione e messa in sicurezza alle bollette. Pagando poi l’affitto al Comune. C’era comunque un debito pregresso che la Casa si è accollata (si dice intorno ai 150 mila euro), che non è mai riuscita a saldare.
Durante l’amministrazione guidata da Ignazio Marino, con il Comune era stato quasi raggiunto un accordo per la ‘cancellazione’ del debito, in cambio di servizi gratuiti offerti alla comunità, in particolare ovviamente nel sociale. E così la Casa ha fatto, con prestazioni socio-sanitarie, psicologiche, legali, di accoglienza e orientamento al lavoro. Un punto di riferimento passato, presente e futuro per il Municipio I, ma una realtà conosciuta, apprezzata e indicata alle donne (e non solo) in difficoltà in tutta Roma.
Con la vittoria del M5s e l’arrivo in Campidoglio di Virginia Raggi e Laura Baldassarre, assessore alla Persona e alla Comunità solidale, dopo un iniziale dialogo, scambio di documenti e confronto su come portare a termine la vicenda, la parte burocratica si è bloccata di colpo. Niente più formalizzazione degli accordi e lettera di sfratto.
_______________________________________________________________________________

Questo è l'articolo di oggi ed è con dolore che in nome della legalità si uccidono posti che funzionano senza cercare alternative e dialogo. Con la tessera annuale di 10 euro in questo posto puoi fare tante cose gratis. Io per esempio ho la mia ginecologa e ho fatto anche un corso BLSD pediatrico.

Questa città già fa schifo è una cloaca a cielo aperto, le strade e i marciapiedi sono sporchi e di uno squallore unico, traffico e parchi ormai infrequentabili. Chiudere i luoghi di aggregazione e che oltretutto difendono i deboli e fanno informazioni è solo da talebani mentali.

mercoledì 8 novembre 2017

Aperitivo Medievale, con ricette del Medioevo



Visita guidata a San Lorenzo fuori le mura... con menu medievale che allego... la birra è stato uno spettacolo di sapori



CROSETI MEDIEVALI
Ingredienti principali: Orecchiette, strutto, cipolla, alloro, zenzero, zafferano, cannella, pepe nero
Fonti letterarie : Liber de Coquina XIII secolo, 11 e 66.
11. Eodem modo fiunt croseti, et de eadem pasta, nisi quod sint formati rotundi et oblungi ad quantitatem unius pollicis; et cum digito sunt concauati. […]
66. […]suffrige cipolas cum oleo et mite in aqua bullienti, decoque, et super pone species[…]
Cum istis pones ponere caseum grattatum uel incisum.[…]
11. Allo stesso modo si fanno i croseti, e della stessa pasta, se non che questi sono di formato rotondo e oblungo, grandi come un pollice; e vengono incavati con un dito. […]
66. […]soffriggi la cipolla con l’olio e mettili nell’acqua bollente, cuoci e spolveraci sopra le spezie[…] Quando metti queste, aggiungi formaggio grattugiato o a scaglie […]

TORTA D’AGLI
Ingredienti principali: Pasta, aglio, pancetta, pecorino, uova, uva passa, zafferano, chiodi di garofano, noce moscata, cannella, zenzero, pepe nero

Fonti letterarie : Anonimo Veneziano XIV secolo, CV
Toy li agli e mondali e lessali; quando sono cocti metili a moglio in aqua freda e poy
pistali e metili zafarano e formazo assay che sia fresco e lardo batuto e specie dolze e
forte [….]
Prendi gli spicchi d’aglio e mondali e lessali; quando sono cotti mettili in ammollo con acqua fredda e poi pistali e aggiungi zafferano e molto formaggio fresco e lardo battuto e spezie dolci e forti […]

BLANC MANGIER
Ingredienti principali: Pollo, farina, latte di mandorla, strutto, zucchero

Fonti letterarie : Liber de Coquina, XIII secolo, 18.
Et uocatur gallice blanc mangier, id est : alba comestia. 18. [….]Et iterum repone eum in olla cum lacte amigdalarum et facias eum bullire competenter. Et dum bullierit, appone ibi pullos truncatos et, superposito lacte recenti frisso, pone in parasidibus. Postea, superpone zucaram uel alias species ad sufficientiam.
Anche chiamato alla maniera dei Galli blanc mangier, vale a dire: bianco mangiare. 18. [….] e di nuovo rimettilo nella pentola con il latte di mandorle e fallo bollire per il tempo giusto. E mentre starà bollendo, aggiungi qui il pollo tagliato e poi, ricoperto del latte poco prima cotto, ponilo nei piatti. Quindi, aggiungi sopra zucchero e altri spezie a sufficienza.

FRITTELLE DE PANE
Ingredienti principali: Pane, latte, uova, strutto

Fonti letterarie : Anonimo Meridionale XIV secolo. Ricetta XXXXI
[…]Stemperali colle ova assay et con uno poco de aqua et falle frigere con uno poco de lardo. Sendò se tennesse bene, micti uno poco de farina.
[…]Stemperali con parecchie uova e con un poco d’acqua e falle friggere con un poco di lardo. Se non tenesse bene, aggiungi un po’ di farina

BUSTRENGO
Ingredienti principali: Uova, latte, farina, pan grattato, mandorle, uvetta, limone, sale

Fonti storiche: torta di tradizione celtica diffusa nel nord Italia

BIRRA AL GRUIT
Ingredienti principali: Birra, miele, cannella, chiodi di garofano

Fonti letterarie: Form of Cury- British Library Harleian MS (manoscritto) 1605 – ricetta 205
“In þe same manere of ale, but take viii galones of god stale ale to on galon of hony ipurede clene, & boyle iii galonus of ale wyt þo hony. Or hit bygyne to boyle, do in þi spicery; set hyt fro þo fyre & styre hit soft & let hit cole […]
Alla stessa maniera della birra, ma metti sette galloni di buona birra invecchiata per un gallone di miele pulito dalle impurità e bolli tre galloni di birra con questo miele. Quando inizierà a bollire, aggiungi le spezie; toglilo dal fuoco, mescola piano e lasciala raffreddare[…]


venerdì 27 ottobre 2017

Il gatto che insegnava a essere felici

Per un gatto come Alfie non esiste niente di meglio che scorrazzare per i giardini di Edgar Road. Solo lì si sente a casa. Gli abitanti del quartiere lo accudiscono come una vera famiglia; hanno imparato ad amarlo e non possono più fare a meno di lui. Ma all'improvviso nella via arrivano dei nuovi vicini i cui movimenti appaiono sospetti: hanno traslocato di notte e non fanno amicizia con nessuno. L'armonia del quartiere è in pericolo e Alfie deve fare qualcosa. È convinto che dietro quelle facce tristi si nasconda un bisogno di aiuto e di conforto. Piano piano, la nuova famiglia si accorgerà di quanto lui sia prezioso per le loro vite: perché Alfie sa che si deve lasciare il cuore aperto a nuovi amici, nuove avventure, nuovi incontri inaspettati. E anche all'amore, che arriva proprio quando si crede di averlo perduto per sempre.
QUESTA E' LA TRAMA... ma io ho da dire molto di più.
 Intanto questo libro è il seguito del primo libro

"Il gatto che aggiustava i cuori" di Rachel Wells

e iniziare a leggere questo secondo libro è come entrare dentro una famiglia che conosci e hai solo fatto una pausa per rientrare dentro quello che sembra un unico libro. Devo dire che è una bella sensazione e c'è una cosa in questo tipo di narrazione che adoro... è il gatto che scrive ed è la prima persona. Fantastico... non vedo l'ora di continuare




giovedì 26 ottobre 2017

Piatto unico

Pausa pranzo.
Nel ristorante di un albergo (vicino l'ufficio) che apre in pausa pranzo ai clienti del bar, mi è stato proposto il piatto unico, 1/2 primo, 1/2 secondo, 1/2 contorno.
Ora dico il menù era praticamete bloccato con un solo primo e due secondi.
Possibile che al cuoco o chi per lui non ha previsto di fare una accoppiata in bianco o al sugo invece di questo piatto inguardabile e che quasi mi ha fatto vomitare quando me lo hanno portato a tavola. Mischiare un primo in bianco e un secondo al sugo nemmeno ai cani credo. Poi con insalata e patate condite in bianco!!!
Vi prego ditemi che non sono matta perchè a me sembra solo poca attenzione e rispetto per il cliente.
E' un voler dire, vuoi risparmiare con il piatto unico?!! Allora mangia questa sbobba.

Il gatto venuto dal cielo

E' la storia della gatta Chibi che entra, volente o nolente, nelle abitudini di una coppia troppo abitudinaria e sedentaria. Chibi, adottata da due famiglie, seppure col proprio carattere sempre libertino, stravolge i loro ritmi, le loro consuetudini, il loro modo di pensare e persino di vivere.

Un libro talmente freddo da non coinvolgere. I sentimenti erano così prigionieri da non esserci.
Sembra una bella storia e ieri causa malattia e letto l'ho praticamente divorato. Ma grande è stato il dolore appena l'ho terminato. Un libro bruttissimo e noioso come non mi era mai capitato. Sicuramente una grande delusione e la sensazione di aver letto il niente. Non mi era mai capitato con un libro eppure la storia volendo era carina ma si è persa nei mille dettagli inutili direi che lo scrittore si è dilungato a descrivere. Forse non l'ho compreso io, anche perchè è giapponese sia l'autore che l'ambientazione e quindi forse non ero in sintonia con i loro ritmi.
Peccato. Ho come la sensazione di aver buttato un pomeriggio inutilmente.

lunedì 16 ottobre 2017

9 lune e mezza

Un film assolutamente da non vedere, non lo consiglio per niente.
Pensavo di passare un pomeriggio tranquillo e quello che è stato spacciato per un film comico in verità è l'ennesimo bombardamento di messaggi contro la famiglia tradizionale. Il ginecologo gay con compagno e figli adottati, chiaro messaggio all'accettazione dell'utero in affitto e messaggio finale, le mamme sono quelle che ti crescono, mamme di una canzone, mamme di una torta. In piena libertà non voglio essere costretta a questa violenza mediatica e a questo attacco continuo alla famiglia tradizionale. Sono stanca di vedere gay e lesbiche in tutti i film ultimi che escono e soprattutto voglio essere consapevole di fare una scelta invece di avere messaggi di cui non sono concorde travestiti da altro. Le recensioni dicono solo film carino. Un corno. Per non parlare poi della illegalità dell'atto d'amore in se stesso che è una chiara dichiarazione di futura accettazione... Riso amaro direi.


martedì 26 settembre 2017

Macbeth

Daniele Salvo dirige "Macbeth" al Globe Theatre di Villa Borghese a Roma: ambizione, sete di dominio, fragilità e rimorso attanagliano il protagonista di uno dei capolavori di William Shakespeare... devo dire che non è proprio una passeggiata. Impegnativo da seguire e fortemente emotivo nell'espressione del male e della sua essenza dove il lato oscuro si fa carne in un alter ego formidabile: Lady Macbeth.

 Questo teatro è stupendo se non fosse per le sedie molto scomode che ad un certo punto ti tolgono il piacere di seguire le scene perchè cominci dopo 2 ore ad essere dolorante in tutto il corpo. Almeno a me fa questo effetto. Devo ricordarmi di portare un cuscino.

 Bravissimi gli attori e davvero vale la pena dedicargli una serata.
 Se mai adesso diciamo di vedere tanto male e guerre nel mondo quest'opera ci ricoda che nel passato sicuramente era peggio. La volontà di potere e di predominio che divora tutto, distruggendo i protagonisti nella loro stessa fragilità... ma quanto sangue versato e quanto male fatto!!!

 Alla fine trionfa il bene e la giustizia... e magari fosse sempre vero.


lunedì 25 settembre 2017

Il Veggente

Il libro racconta la storia di Bruno Cornacchiola, un protestante ignorante (di famiglia poverissima, era cresciuto praticamente da barbone) e focoso (durante la guerra civile aveva comprato in Spagna un pugnale e ci aveva fatto incidere a morte il Papa) al quale la Madonna è apparsa per molti anni alle Tre Fontane, nella zona sud est di Roma. Io, lo ammetto, non conoscevo di questa apparizione a Roma e anzi solo adesso sono andata alle Tre Fontane, dove ho trovato una bellissima chiesa costruita sul luogo del martirio di San Paolo, rarissimo esempio di romanico a Roma.
Mentre leggo le profezie che Bruno Cornacchiola constato che sono state confermate dagli avvenimenti passati, e questo mi ha spaventato non poco considerando le profezie che ho letto e che riguardano il futuro. Gli eventi tragici profetati hanno tutti a che fare con la sorte di noi credenti in Occidente, e con la generale apostasia.
Non capisco perché la Chiesa non pubblicizzi questa apparizione visto che è proprio a Roma.
Maria ci chiede fare penitenza, confessarci e pregare. Ci stà avvisando di un grande pericolo e noi tutti dobbiamo essere pronti nella morte per poter essere salvati e pregare per la pace. Invece solo silenzio.
Queste profezie sono state lasciate nell’oscurità di qualche polveroso archivio della Santa Sede – qualunque sarà il pronunciamento definitivo dell’autorità (questa riflessione è estensibile anche a Medjugorje) – la sua parola dovrebbe essere conosciuta e divulgata a tutti i fedeli.
«Vi saranno giorni di dolori e di lutti. Dalla parte d’Oriente un popolo forte, ma lontano da Dio, sferrerà un attacco tremendo, e spezzerà le cose più sante e sacre».
«Ho visto scorrere molto sangue a San Pietro. La chiesa ridotta ad una masso di rovine», negli ultimi messaggi. Siamo dunque alla vigilia dell’Apocalisse? Conoscere i rischi e i pericoli che corrono al Chiesa e il mondo d’oggi «pur nella loro crudezza, non deve indurre ad un’irragionevole paura o a uno sterile fatalismo ma – spiega nella postfazione il cardinale José Saraiva Martins, Prefetto emerito della Congregazione delle Cause dei santi – piuttosto deve ispirare la presa di coscienza e il senso di responsabilità per eliminarne alla radice ogni possibile fattore scatenante».
Per fare buonismo stiamo prendendo sotto gamba un pericolo che incombe su di noi. Come possiamo accettare di far entrare persone che professano a casa loro una religione che perseguita e uccide i cristiani e non accetta l’edificazione di Chiese? Pretendono moschee e luoghi di preghiera che loro non permettono a casa loro. Tutto questo noi lo pagheremo caro. Con attentati e come dice la profezia della Madonna con un attacco terroristico che fara esplodere San Pietro con conseguente attacco alle persone che verranno smembrate dice la Madonna, quindi persone che sono dentro il nostro Paese e che al momento giusto ci massacreranno.
Altro che accoglienza, dobbiamo difenderci e difendere i nostri figli.
Tutto questo dirà Lei sarà anticipato da terribili terremoti causati da uomini senza Dio che distruggeranno la terra con un potente attacco nucleare.

E mi sembra che ad oggi tutto questo stà accadendo e sarà possibile. Quindi pregare e pulire le nostre anime, che siano pronte ad accogliere nostro padre celeste e soprattutto alla morte che è nel nostro futuro presente.


venerdì 22 settembre 2017

Quando leggerai questa lettera


Quando leggerai questa lettera è un romanzo di un autore spagnolo esordiente,Vincente Gramaje.
Il protagonista del libro è un medico, Victor Monteoscuro che non essendo riuscito a diagnosticare in tempo il cancro al seno della moglie si concede, dopo la morte di lei, un “anno sabbatico” per potersi allontanare da tutti e rimanere solo con se stesso. Si reca in Nord Africa, quando in un cantiere poco distante dal suo albergo, viene rinvenuta una fossa piena di ossa umane. Si tratta dei soldati caduti nella battaglia di Annual nel luglio del 1921, in cui la Spagna, nel tentativo di mantenere l’ultimo protettorato del Marocco, perse una guerra molto cruenta. Fra i resti, Victor trova una bottiglia che contiene una lettera d’amore. Questo episodio cambia la sua vita, poiché il suo scopo diviene presto quello di consegnare, senza mai aprirla, la missiva alla sua destinataria. Un messaggio da consegnare ai posteri, le parole d’addio di un capitano spagnolo alla sua fidanzata.
Inizia così in Quando leggerai questa lettera una ricerca appassionante, in cui Victor coinvolge parenti e amici, servendosi anche dell’aiuto di un investigatore privato. Ma soprattutto un viaggio che il protagonista compie prima di tutto dentro di sé, dove la motivazione di rendersi utile agli altri, in realtà, lo porterà ad aiutare se stesso e a riconquistare la sua voglia di vivere, venuta meno dopo la morte della moglie.
Questo libro ti prende e ti fa entrare dentro la trama perché si articola su due piani paralleli: la vita di Victor e le sue ricerche al fine di ritrovare i familiari della donna cui era indirizzata la lettera, e le avventure dell’esercito spagnolo, nel luglio del 1921, asserragliato all’interno di un forte, senza più acqua, in condizioni igieniche disastrose. Ultimo baluardo della resistenza spagnola in quei territori, con i “mori” che li hanno assediati e senza possibilità alcuna di chiedere aiuto.
La storia di quei giorni drammatici dell’esercito spagnolo è senza dubbio quella più interessante, dove si concepisce la disperazione di giovani vite, che si rendono conto di non avere scampo e, nonostante le avversità, si aggrappano alla vita. Le preoccupazioni del capitano Gimeno, l’autore della lettera, per i suoi “ragazzi” sono le stesse che potrebbe avere un ufficiale capo al giorno d’oggi. Le stesse afflizioni di non riuscire a tornare a casa dall’amata, di non rivederla più. Di non avere preso le giuste decisioni per i suoi soldati.
Questo libro è carne viva. La disperazione di quegli uomini ti entra dentro a fuoco e percepisci nella lettura la crudeltà e la disperazione della guerra che troppo spesso oggi dimentichiamo. Sono grata a questo libro per avermelo ricordato.

mercoledì 20 settembre 2017

Durkink

Ieri sera questo bellissimo film che ci ricorda cosa sia la guerra e il suo messaggio di morte e di destino... Non conoscevo questo fatto storico e quindi sono subito andata a cercare qualcosa.
Effettivamente il programma della seconda guerra mondiale, a scuola, arrivava sempre con gli ultimi giorni  e il programma mai finito. Mi ha fatto rendere conto delle tante lacune che ha lasciato nella mia informazione in tal senso, tanto da farmi scoprire ancora oggi, molto che non so e ignoravo.
Benvenga a questo punto il cinema che ci da occasione di ricordare o di sapere, in questo caso.


L'operazione Dynamo (Operation Dynamo), conosciuta anche come "miracolo di Dunkerque" o "evacuazione di Dunkerque", fu una operazione di evacuazione navale su larga scala delle forze alleate che ebbe luogo dal 27 maggio al 4 giugno 1940, dopo che le truppe inglesi del British Expeditionary Force (BEF) assieme alle forze franco-belghe erano state tagliate fuori e circondate dalle unità corazzate tedesche giunte sulle coste della Manica a seguito del riuscito sfondamento del fronte sulla Mosa. Si trattò del momento culminante e finale della cosiddetta battaglia di Dunkerque, presso il confine tra Francia e Belgio. Dato il completo isolamento via terra di queste truppe (oltre 1 milione di soldati tra inglesi, francesi e belgi), l'unica via di salvezza era la fuga in Inghilterra attraverso il trasporto via mare con unità navali di qualsiasi tipo.

https://it.wikipedia.org/wiki/Operazione_Dynamo
il link se qualcuno è curioso come me.







A disposizione del nemico rimase un bottino di proporzioni incredibili; gli inglesi avevano abbandonato sul suolo francese circa 2000 cannoni, 60.000 automezzi, 76.000 tonnellate di munizioni, 600.000 tonnellate di carburante e di rifornimenti di ogni genere. L'Inghilterra rimase praticamente disarmata sul suolo metropolitano inglese: al termine delle operazioni erano disponibili solamente circa 500 pezzi di artiglieria, compresi quelli prelevati dai musei.
Complessivamente nel disperato tentativo di salvataggio andarono perse circa 200 imbarcazioni di tutte le dimensioni, tra cui sei cacciatorpediniere britannici e tre francesi. La RAF tra il 26 maggio e 4 giugno svolse un totale di oltre 4.822 missioni su Dunkerque perdendo 177 aerei, di cui 100 in combattimento e gli altri per vari motivi, il 40% dei quali bombardieri. La Luftwaffe in compenso perse circa 140 aerei.
Le significative perdite di materiali abbandonati rafforzarono la dipendenza finanziaria del governo inglese nei confronti degli Stati Uniti, che si concretizzerà nella Lend-Lease, la legge sugli affitti e prestiti.

martedì 12 settembre 2017

Tutto da un calendario...

Strappo agosto ... ma sono curiosa. Comincio a leggere il retro...
"l'occupazione di Roma- II parte - il 23 marzo 1944 fu rivolto il  più sanguinoso attentato partigiano contro le truppe tedesche. Durante il transito di una compagnia, composto da 156 reclute altoatesine, a via Rasella, ci furono 33 morti e il ferimento di 110 soldati. Per rappresaglia i tedeschi uccisero 335 uomini. Oltre all'eccidio delle Fosse Ardeatine, 2.091 gli ebrei deportati, 66 partigiani fucilati a Forte Bravetta, dieci fucilati a Pietralata e le dieci donne uccise presso il Ponte dell'Industria per aver assaltato un forno".

Ecco sono esterefatta di non aver mai sentito parlare di questo fatto storico e sono quindi andata prontamente su google per cercarlo.

Gli assalti ai forni e l'eccidio


La lapide posta a memoria dell'eccidio
Il tragico episodio va inserito nel contesto creatosi in conseguenza dell'ordinanza emessa il 26 marzo 1944 dal generale Kurt Mälzer, comandante della città di Roma durante l'occupazione, che aveva ridotto a 100 grammi la razione giornaliera di pane destinata quotidianamente ai civili. In molti quartieri di Roma le donne protestarono davanti ai forni, in particolare presso quelli sospettati di panificare il pane bianco destinato alle truppe di occupazione. Il 1º aprile al forno Tosti (quartiere Appio) la lunga attesa per la distribuzione trasformò lo scontento popolare in trambusto. Il 6 aprile, a Borgo Pio, fu bloccato e depredato un camion che ogni giorno ritirava il pane per portarlo alla caserma dei militi della GNR (Guardia Nazionale Repubblicana). L'assalto ai forni, che costrinse i nazionalsocialisti a scortare i convogli e a presidiare depositi e punti di distribuzione, si ripeté in vari quartieri della capitale[4], fino all'evento tragico del Ponte dell'Industria il venerdì di Pasqua. Così rievoca l'episodio Carla Capponi[5]:
« Le donne dei quartieri Ostiense, Portuense e Garbatella avevano scoperto che il forno panificava pane bianco e aveva grossi depositi di farina. Decisero di assaltare il deposito che apparentemente non sembrava presidiato dalle truppe tedesche. Il direttore del forno, forse d'accordo con quelle disperate o per evitare danni ai macchinari, lasciò che entrassero e si impossessassero di piccoli quantitativi di pane e farina. Qualcuno invece chiamò la polizia tedesca, e molti soldati della Wehrmacht giunsero quando le donne erano ancora sul posto con il loro bottino di pane e farina. Alla vista dei soldati nazisti cercarono di fuggire, ma quelli bloccarono il ponte mentre altri si disposero sulla strada: strette tra i due blocchi, le donne si videro senza scampo e qualcuna fuggì lungo il fiume scendendo sull'argine, mentre altre lasciarono cadere a terra il loro bottino e si arresero urlando e implorando. Ne catturarono dieci, le disposero contro la ringhiera del ponte, il viso rivolto al fiume sotto di loro. Si era fatto silenzio, si udivano solo gli ordini secchi del caporale che preparava l'eccidio. Qualcuna pregava, ma non osavano voltarsi a guardare gli aguzzini, che le tennero in attesa fino a quando non riuscirono ad allontanare le altre e a far chiudere le finestre di una casetta costruita al limite del ponte. Alcuni tedeschi si posero dietro le donne, poi le abbatterono con mossa repentina "come si ammazzano le bestie al macello": così mi avrebbe detto una compagna della Garbatella tanti anni dopo, quando volli che una lapide le ricordasse sul luogo del loro martirio. Le dieci donne furono lasciate a terra tra le pagnotte abbandonate e la farina intrisa di sangue. Il ponte fu presidiato per tutto il giorno, impedendo che i cadaveri venissero rimossi; durante la notte furono trasportati all'obitorio dove avvenne la triste cerimonia del riconoscimento da parte dei parenti. »
Ultima vittima della protesta fu, il 3 maggio successivo, una madre di sei figli: Caterina Martinelli, mentre ritornava a casa con la sporta piena di pane dopo l'assalto a un forno nella borgata Tiburtino III, fu falciata da una raffica di mitra di militari della PAI (Polizia dell'Africa italiana - ex corpo di Polizia coloniale). 

Ora due cose. Mai sentito parlare della PAI e soprattutto un brivido mi percorre la schiena. Sono così confusa. Perchè io ho fatto le medie proprio alla Scuola Caterina Martinelli a Tiburtino III e mai ci hanno spiegato chi era e il fatto storico. Certo quando sono andata a scuola io non c'era internet ma la reputo una grande mancanza da parte della scuola.
Riporto il fatto

Il tre maggio Caterina Martinelli guidava l'assalto di un forno le donne della borgata che la fame e la miseria avevano esasperato dopo un inverno terribile. Mentre ritornavano nelle loro baracche con le sporte piene di pane, le donne furono bloccate da un milite della PAI. Al rifiuto di cedere il pane, quelli spararono con il mitra colpendo Caterina Martinelli, che teneva in braccio la bambina ancora lattante e aveva una grossa pagnotta stretta al petto. La donna stramazzò a terra cadendo sopra la figlia, che sopravvisse ma ebbe la spina dorsale lesionata; altre restarono ferite.
"[...] In questa ondata di assalti ai forni una guardia della PAI ammazza con una fucilata una donna del Tiburtino III, Caterina Martinelli, che aveva sette figli. Il giorno dopo, sul marciapiede dove era stata uccisa la donna, qualcuno depone un cartello con la scritta:
'Qui i fascisti hanno ammazzato / Caterina Martinelli / una madre che non poteva / sentir piangere dalla fame / tutti insieme / i suoi figli'."

martedì 29 agosto 2017

Fronte incendi

Stamattina aprendo la prima pagina di Roma Today ho visto la foto del mio responsabile operativo dell'associazione di volontariato...
Io sono fuori quest'anno dalla campagna aib per motivi di salute ma sono mesi che questi ragazzi e ragazze ogni giorno e notte stanno sugli incendi di Roma e Provincia... un grazie ogni tanto e si va avanti per questa stagione assurda.














Incendio Cassia Bis: salvati animali a Valle di Baccano

Animali intrappolati nel capanno 

Una ennesima giornata di roghi con i vigili del fuoco ed i volontari della protezione civile impegnati in oltre cento interventi, di cui il 50 per cento per incendi di sterpaglie. Fra i fronti più importanti quello appunto di Campagnano di Roma. Qui un volontario Avs Cosmos, impegnato a domare le fiamme, ha udito vicino un capanno i rumori di alcuni animali impauriti.

Salvati animali intrappolati nel capanno 

Aperta la porta della struttura i soccorritori hanno quindi trovato cani, cavalli ed animali da cortile bloccati nel capanno. Poi la storia a lieto fine: "Roghi ovunque, distruzione e cenere a perdita d'occhio, una guerra senza quartiere che dura da ormai troppo tempo, ma il cuore comunque pieno di gioia e soddisfazione per aver sottratto a morte certa tutti quegli animali".


Potrebbe interessarti: http://www.romatoday.it/cronaca/incendio-campagnano-salvataggio-cani-cavalli.html
Seguici su Facebook: http://www.facebook.com/pages/RomaToday/41916963809

martedì 1 agosto 2017

Visite guidate del futuro

Un racconto multimediale, storia e tecnologia in una visita immersiva e multisensoriale dell’Ara Pacis. Personaggi, gesti, divinità e animali si animano in 3d per illustrare, insieme al colore, le origini di Roma e della famiglia di Augusto.




Recita così la presentazione di questa visita guidata e anche vedendo le foto non ero assolutamente pronta a quello che poi ho vissuto. Questo visore che ti danno in dotazione praticamente ha un puntatore che attiva dei video in cui c'è la ricostruzione storico territoriale del tempo di Augusto con tanto di panoramica dall'alto, tanto che ho avuto la sensazione di cadere dalla sedia per via delle vertigini di cui soffro... incredibile. Sei totalmente isolato perchè non hai visione di chi ti sta vicino e sei dentro il filmato che tu lo voglia o no.
Devo ammettere che è stato molto bello vedere la ricostruzione con i colori del tempo e ancor più la spiegazione. Avevo sempre saputo che era un altare sacrificale, ma vedere un video esplicativo del tempo è tutta un'altra cosa, e a 360 gradi oltretutto. Ti gira un po' la testa a fine visita ma tutto sommato è stato interessante...

Però non so il perchè, un brivido freddo mi ha attraversato la schiena. Se questo è il futuro non lo so mica se mi piace.

lunedì 19 giugno 2017

Pinsa Romana


E chi se lo sarebbe mai immaginato... un impasto leggerissimo con 72 ore di lievitazione, 3 farine e l'80% di acqua... come mangiare nuvole, come mangiare niente. Se ami la pizza ti innamori della pinsa, dico io.
Meravigliosa esperienza.
Da assaggiare se non lo avete ancora fatto!!!


videoricetta

giovedì 15 giugno 2017

Andar per ristoranti...

Non vado spesso a mangiar fuori ma quando succede e scopro anche ricette originali, mi sento doppiamente appagata, soprattutto se è tutto buonissimo. Recentemente in un ristorante di pesce ho assaggiato spaghetti alle vongole al nero di seppia su un letto di purè di finocchi bolliti. Sembra una schifezza ma vi giuro che l'abbinamento è stato sublime e davvero buono.

In una pizzeria invece in cui non ero mai andata vicino casa, con una mia amica, ordiniamo maccheroni pomodoro, basilico e burrata. Quando è arrivato il piatto sono rimasta un po' così perchè in verità era un letto di burrata con sopra i maccheroni.
Certo non credo che a casa si cucini così e questo nuovo modo di fare la pasta mi fa un po' sorridere...


























Comunque il mio piatto preferito rimangono sempre gli spaghetti pomodoro fresco e basilico

mercoledì 31 maggio 2017

Maledetti cellulari

Si lo so è cambiato tutto ma forse prima che arrivassero questi incivili e invadenti apparecchi si stava un attimo in pace... ora è tutto lecito e ci stiamo abituando alla maleducazione, questa è la verità.
E l'ho notato oggi. Forse perchè sono stanca e volevo mangiare in pace 10 minuti... quindi al bar sotto l'ufficio un piatto unico e staccare un attimo con la testa. Da sola tanto da non dover sostenere nessuna conversazione e nemmeno far finta che ho voglia di parlare. La mia vicina di tavolo è stata 15 minuti al telefono, una telefonata di lavoro che mi ha tolto la pace e la serenità della mia pausa pranzo, una violenza che forse non sono più disposta a sopportare. Quindi cosa sono, una stronza o altro ma non mi interessa. Perchè io sono stata 15 minuti dentro quella telefonata di cui non me ne fregava un cazzo e che non volevo ascoltare!!! E invece finita l'indignazione iniziale, tutti a tenere a voce alta telefonate private senza pensare minimamente che invadiamo la privacy di chi ci è intorno ed è costretto ad ascoltare le nostre telefonate. Una grande violenza e anche maleducazione, dico io. E così cambiata la pausa pranzo o il caffè o stare solo al bar 5 minuti ... continuamente attaccati da pezzi di vita privata e non, che non possiamo non accettare a meno che non sembrare pazzi o chissà cosa. Io avrei tanto voluto urlare...O forse alzarmi e strappargli il cellularedalle sue mani per gettarlo in terra e farlo in mille pezzi. Intollerante?!! ... no è che ho tollerato troppo. Adesso sono stanca di subire.

giovedì 18 maggio 2017

The Dressmaker, lo splendore dei vestiti




 E' un film che sembrava una favoletta  e invece diventa un’occasione di riflessione sul potere devastante della calunnia e sul peccato dell'ipocrisia. Una donna dal passato controverso torna nel suo paesino natio, dove la ritengono una strega e un'assassina. Lontano da casa ha lavorato nel campo della moda a Milano, Londra, Parigi e New York. È affascinante e ben vestita e inizia a contagiare le persone con il suo stile al punto tale che tutti vogliono farsi vestire da lei. La sua ventata di novità fa sì che in breve il paesino diventi una sfilata di moda vivente. Ma Tilly Dunnage ha una vendetta da compiere. Il passato è vivo e vegeto e lei torna da vincitrice non solo a rendere palese lo stacco rispetto alla comunità con il suo modo di vestire, ma riuscire con la sua sola forza a riprendersi la sua vita per bene, fino alla fine. La bellezza di questo film è l’azione che dovrà invece obbligare tutti gli altri a fare i conti con quel passato che l'ha danneggiata.  

Ci ha abbagliato con il finto tema dei vestiti, per farci gustare meglio tutto lo splendore dello sviluppo di quello vero, che pure in qualche modo aveva lasciato intuire incuriosendoci.
E assistere al ribaltamento del ruolo da colpevole a vittima. 

 

venerdì 31 marzo 2017

Campo Sommati

Sono rientrata dopo una settimana dal Campo di Sommati con la Protezione Civile, è tra Saletta e Amatrice, dove ho visto con i miei occhi la più totale devastazione. Non è rimasto in piedi niente e quello che è rimasto in piedi è da abbattere per i gravi danni strutturali. Sembra un territorio bombardato e si pensa più facilmente ad una guerra che al terremoto. Noi stiamo dando ancora sostegno alla popolazione cucinando i pasti caldi di chi è ancora in tenda o roulotte, oltre all'esercito che sta predisponendo le piattaforme dove verranno posti i prefabbricati. Sapevo che non sarebbe stata una passeggiata, per diversi motivi. 250 pasti a pranzo e 190 a cena... Fisicamente devi superare i primi 3 giorni, dall'alba alle 5 e 30 fino a mezzanotte... colazione, preparazione pranzo e sistemazione mensa per ricominciare per la sera e poi pulire tutto come il pomeriggio; non ti reggi in piedi, davvero, ma lo fai perchè sai che sei importante in questo momento. Praticamente non hanno più niente e sarà ancor peggio quando tutti i campi saranno chiusi e rimarranno da soli. Perchè i prefabbricati lasceranno il posto ad uno spopolamento anche se momentaneo di forze di polizia, esercito, volontari, dove ci sarà solo la solitudine dei pochi superstiti che tenteranno faticosamente di far rivivere posti completamente distrutti. Anche far  ripartire il turismo non sarà una passeggiata. Non ci sono più alberghi o agriturismi o ristoranti e il paesaggio che è di una bellezza unica sarà l'unica cosa rimasta su tutto il territorio. La conca amatriciana non esiste più. Le persone rimaste sono la ricchezza più grande di questo territorio. Hanno e trasmettono una forza incredibile, non si arrendono e malgrado tutto vogliono disperatamente farcela. Io ho conosciuto un'insegnante che dopo il crollo dell'alberghiero di Amatrice è stata riassegnata a Rieti e ogni giorno a 64 anni si fa 120 chilometri per andare a lavorare, rientrare e correggere i compiti. Dentro ad una tenda ancora, con tutti i disagi del caso, bagno compreso. Eppure ho sentito uscire dalle sue labbra parole di conforto e di ringraziamento che non dimenticherò mai. Una persona bellissima, una sopravvisuta alla morte. Con tante cicatrici sul corpo e nell'animo che invece ti insegnano veramente cosa è importante nella vita.



giovedì 30 marzo 2017

Pasta Muddica

...e quando a casa non hai niente... du spaghetti con la mollica di pane e panegrattuggiato e alici... un po' di prezzemolo e vai col tango

prossima variante con le arance... slurpp

lunedì 13 marzo 2017

Pelle d'oca...

Questo video non è visibile nel tuo paese...
 l'ennesimo trailer o video che non posso vedere perchè vivo in Italia!!!! ... no dico, in Italia


Mi viene la pelle d'oca. Tutti a parlare del niente e del fatto che stiamo sotto una dittatura mascherata da democrazia da anni... niente?!!!!   Altro che pecore... abbiamo il Governo che ci meritiamo. Sempre addormentati nel bosco e quando ci sveglieremo ...sarà troppo tardi!!

giovedì 9 marzo 2017

martedì 28 febbraio 2017

Il Sapore del successo



Una commedia sulla passione per la cucina pensavo, e invece racconta la storia dell’arrogante, ribelle e folle chef Adam Jones. Un vero rockstar dei fornelli da 2 stelle Michelin che nel giro di poco tempo perde tutto; ex enfant terrible della ristorazione parigina, famoso per l'improvvisazione e la sua continua ricerca, distrugge la sua carriera per uso di droghe. Dopo un lungo periodo di disintossicazione (!!!ma chissenefrega....)  fa ritorno a Londra, determinato a redimersi. (mah!!!) Con l’apertura di un ristorante di lusso lo chef punta ad ottenere la terza stella Michelin, e per farlo praticamente tratta male tutti e diventa stronzo doc. Imitiamo pure Gordon Ramsay ma forse  nel mondo ne basta uno così.
Davvero un bruttissimo film, per niente divertente e l'amore per il cibo che dovrebbe farla da padrona è relegato agli ultimi 10 minuti del film. Una angoscia senza fine e davvero un inutile modo di rappresentare la categoria come è stato qualche anno fa con le ballerine nel “Cigno nero” tanto che Carla Fracci uscì dal cinema sconvolta dicendo per l’appunto che il mondo della danza non era questo. Quando si esagera e si trasmette altro, dico io, forse non è proprio da vedere anche se la presenza del sexy Bradley Cooper ha permesso di non pronunciare un vaffanculo a fine film.

La passione che i cuochi mettono nel loro lavoro, con orari massacranti e ritmi ferratissimi, sotto pressione e dentro il caldo di una cucina che talvolta sembra troppo piccola per ospitare tutti non giustifica il modello dello chef stronzo a tutti i costi. Certo c’è il lieto fine… ma che fatica!!!