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giovedì 18 maggio 2017

The Dressmaker, lo splendore dei vestiti




 E' un film che sembrava una favoletta  e invece diventa un’occasione di riflessione sul potere devastante della calunnia e sul peccato dell'ipocrisia. Una donna dal passato controverso torna nel suo paesino natio, dove la ritengono una strega e un'assassina. Lontano da casa ha lavorato nel campo della moda a Milano, Londra, Parigi e New York. È affascinante e ben vestita e inizia a contagiare le persone con il suo stile al punto tale che tutti vogliono farsi vestire da lei. La sua ventata di novità fa sì che in breve il paesino diventi una sfilata di moda vivente. Ma Tilly Dunnage ha una vendetta da compiere. Il passato è vivo e vegeto e lei torna da vincitrice non solo a rendere palese lo stacco rispetto alla comunità con il suo modo di vestire, ma riuscire con la sua sola forza a riprendersi la sua vita per bene, fino alla fine. La bellezza di questo film è l’azione che dovrà invece obbligare tutti gli altri a fare i conti con quel passato che l'ha danneggiata.  

Ci ha abbagliato con il finto tema dei vestiti, per farci gustare meglio tutto lo splendore dello sviluppo di quello vero, che pure in qualche modo aveva lasciato intuire incuriosendoci.
E assistere al ribaltamento del ruolo da colpevole a vittima.