Pagine

mercoledì 28 marzo 2012

Ascoli Piceno

Innamorata di quella famosa piazza da tempo immemore (quella della foto), finalmente ho deciso di visitare Ascoli Piceno, una bellissima citta' sorta in epoca pre-romana, quasi duemilacinquecento anni fa, conquistata da Roma nell'89 a.C., quando Pompeo Strabone, dopo essere stato sconfitto dagli ascolani ed aver riparato nel Castrum di Fermo che lo riarmò, tornò all'attacco e questa volta conquistò la Città. 
La cosa che noti subito di questa città è il bianco accecante, perché praticamente è tutta in marmo di travertino. Splendido esempio di epoca medievale che si vede in tutti i palazzi e l’architettura, e nelle chiese in stile Gotico. Mi dicono che è anche chiamata la “città delle 100 torri”, anche se ora né sono rimaste davvero poche e in verità all’inizio le torri erano 200 ma Federico II (nel 1252) quando conquistò la città, né distrusse quasi 91, forse le più alte e le più imponenti come segno di sottomissione e vittoria della città. In una torre vi hanno fatto l’Ostello della gioventù, l’ho notato quando ho fatto la passeggiata della cinta muraria che si affaccia sulla vallata del greto del fiume, dove c’è ancora un grandioso ponte di epoca romana, di Adriano per l’esattezza. 

Ovviamente uno dei motivi per cui sono venuta ad Ascoli è stato anche il desiderio di assaggiare le vere olive ascolane e non quella roba surgelata che si mangia a Roma e forse in tutta Italia. Devo dire che è la prima cosa che ho assaggiato per cena quando sono arrivata ed è tutto un altro mondo. La panatura e il ripieno sono molto diversi, fatti come prodotto fresco. A dire il vero il fritto di Ascoli è stata una vera sorpresa, anzi dovrei dire, una rivelazione. Mai assaggiato niente di più delicato e buono, una panatura leggerissima e addirittura quasi gonfia come se ci fosse del lievito. Sicuramente c’è il trucco ma ai turisti non lo diranno mai. 
Non mi sono fatta mancare il giorno dopo l’aperitivo seduta al Bar Meletti (bar storico della piazza del famoso liquore) anche se … se pensavo meglio. Forse saranno stati i gazebo che stavano montando per la fiera dell’antiquariato del giorno dopo, forse è stata troppa l’aspettativa di come immaginavo di sentirmi una volta entrata in questa piazza, anche se molto bella, ma alla fin fine mi sono sentita un po’ delusa, come se dal vivo non fosse in realtà così bella. E’ stata una sensazione, non lo so spiegare. Invece ho respirato una positiva aria di vita nelle persone del posto, dai tanti visti passeggiare in bicicletta, ai contadini che sulla piazza esponevano la merce del giorno con le cassette e i cesti di vimini, ai bei negozi e alle persone sorridenti che sembravano tutto sommato abbastanza rilassati malgrado fosse un giorno lavorativo. 
Forse è stata solo apparenza o forse è solo la vita di una città molto piccola e da turista posso solo recepire delle sensazioni e null’altro, ma il posto sembra invitarti davvero ad una vacanza, a parte il parcheggio carissimo intorno alla cinta muraria della città… he he
L’hotel come gli altri pochissimi presenti in città, è in un antico palazzo storico davvero molto suggestivo. Per fortuna mi sono regalata questa parentesi con groupon e abbiamo speso davvero poco. Anche mangiare fuori non è carissimo e si assaggiano piatti di tutto rispetto. Per esempio qui usano farti un fritto misto con crema fritta, cipolle fritte, carciofi fritti e le olive. Un pastellato misto se preso come antipasto, allargato con fettina panata e zucchine e melanzane se preso come secondo. Il fegato ringrazia appena entri in città e sai che ti massacrerai per tutta la durata del soggiorno!!! GLI GNOCCHI!!! Qui gli gnocchi sono ripieni!!! 
Ripieni con ricotta ed erbette o carne macinata, serviti o con pomodoro fresco o con un crema di panna e erbette. Una cosa deliziosa ma pesantissima, giuro. Poi direi che vale la pena assaggiare la loro pasta locale, i maccheroncini di Campofilone (la lavorazione richiede abilità, forza e fatica. La pasta va preparata con ben 10 uova per ogni Kg di farina di grano tenero). Che non sono maccheroncini ma tagliatelle finissime. Di solito le portano con i funghi porcini in bianco ma credo che con il pomodoro fresco siano più buone. Si cuociono in pochi minuti. 
A dire il vero io ho fatto anche una degustazione di formaggi e confetture biologiche in una villa di campagna di fine ‘800 sulla collina, ora agriturismo, fattoria e B&B (Villa Cicchi). Cucina di campagna dove si fanno anche corsi di cucina, piscina e pure una piccola cappelletta di famiglia. Ho coccolato il cane che hanno adottato, senza una zampetta, reduce da un incidente stradale (il veterinario la voleva abbattere) e la gatta della casa. Ho mangiato con loro che facevano avanti e indietro dentro la cucina perché ogni tanto volevano una coccola. Che bello… mi sarei fermata tutto il pomeriggio. C’è anche una Fortezza (Forte Malatesta) che è stato monastero, prigione giudiziaria in tempi recenti e da poco museo, ristrutturato con i soldi del lotto. C'è un piccolo ponte in pietra che da sul fiume sottostante e si collega a questa fortezza, si chiama Ponte Cecco ed è legato ad una leggenda molto singolare. Si dice che il diavolo lo abbia costruito in una notte, riferito a Cecco D'Ascoli, poeta e astrologo. 
Ma la cosa più bella di questo viaggio è senza ombra di dubbio il panorama che ti si presenta quando al ritorno si ammira in tutta la sua magnificenza il picco del Gran Sasso. Stupendo. Poi non parliamo del tunnel... 
Tornando sulla cucina locale, ho dimenticato di dire che addirittura in una insospettabile trattoria ho assaggiato i fagioli con le cotiche e pomodoro da favola!!! Servite per antipasto insieme ad una pizzotta bianca ripiena di bieta e formaggio del luogo. Diciamo che sugli antipasti quì si sbizzarriscono abbastanza, con sorprese non indifferenti. Vale una gita enogastronomica visto che anche il vino è buono, ma purtroppo io non bevendolo non posso darne alcun credito. Ho anche notato che in centro ci sono delle trattorie che vendono i fritti e gli antipasti al cartoccio, come fanno da noi con le castagne. Si passeggia e si mangia...

lunedì 26 marzo 2012

Incursione libraria...



Sabato sotto un acquazzone torrenziale mi sono goduta un'oretta nella mia libreria preferita. Di solito passeggio tra gli scaffali e leggo le trame dei libri che mi attraggono per qualche motivo. Stanca di leggere le solite storie ho avuto tanta voglia di comprare libri con storie di cani o gatti. Ho cercato questo libro che mi aveva fatto tanto sorridere nell'originalità della foto, ma credo che in Italia non sia ancora uscito.
Quando si dice... il protagonista che promuove il libro. Bellissimo... 
Comunque alla fine ho preso un libro di Zafon che non avevo ancora letto e un libro piccolino con una storia tanto drammatica, poi vi dirò. Ho ancora tantissimi libri da leggere ...e quindi non ho comprato molti libri come faccio di solito. Ultimamente mi diverte anche comprare i libri a 50 cent del sole 24ore. Carini e tascabili soprattutto, per tutte le pause occasionali, quando si benedice di avere un piccolo libro in borsa. 

martedì 20 marzo 2012

Fungaie...

Ho sempre sentito parlare di cave sotterranee per chilometri e chilometri sotto Roma, ma fino a che non le ho viste con i miei occhi non potevo immaginare minimamente la portata di tale cosa. E così domenica pomeriggio ero alla Cava di Tor Fiscale, vicino alla Fonte Egeria all'Appia Antica per capirci. Visita guidata con un responsabile dell'associazione Sotterranei di Roma. 
Con le torce siamo scesi nelle cave per circa 12 metri, dove faceva davvero freschetto, 16 gradi direi. Le cave essendo state utilizzate fino a poco tempo fa come fungaie sono state interamente foderate a calce e quindi la pozzolana e il tufo sono calcificati a muro bianco, rendendo la discesa percorribile. Niente ragni e animali strani, ma in quei canali che si snodano si vedono balle di terra    ormai abbandonate e usate dai fungai... senza avere mai una fine. 
35 chilometri è la stima fino a Porta Maggiore ma in verità si ignora quanto sia l'estensione esatta.

Alcune di queste cave scavate dai romani per costruire Roma sono state usate come catacombe (termine che deriva dal latino ‘Ad Catacumbas’ -  letteralmente “presso le grotte” –  “presso la cavità”). In tempi più recenti vennero riutilizzate come rifugio anti bombardamento o per le brigate partigiane che avevano una importante colonna al "Quadraro". 
Mio padre mi ha raccontato che ci giocavano quando erano piccoli e infatti lui è cresciuto in questo quartiere. Adesso l'entrata è chiusa da un cancello, non è sicuro per i bambini o ragazzi avventurarsi. Se penso che prima non erano così protettivi e non è mai successo niente... mah!! Forse erano ragazzi diversi loro e adesso sarebbe improponibile lasciare quelle gallerie aperte. Comunque attualmente ci sono ancora fungaie attive ma in altri punti di Roma, perchè le coltivazioni si stanno spostando in serra.


Questo parco (che comunica con San Policarpo) è stato riaperto al pubblico da poco. C'è anche un museo e un casale-ristorante dove sono stati ritrovate antiche terme romane che sono state coperte con un pavimento in vetro. Davvero un posto carino per passeggiare. Questo parco contiene ben due acquedotti in superficie, tra cui l'acquedotto Felice di più recente costruzione di quelle romane. Fu infatti voluto da Papa Sisto V (1585) dopo il periodo buio del medioevo. Questo acquedotto fu un'opera rivoluzionaria considerando che era in funzione fino a pochi anni fa. Tutti gli acquedotti si raccordavano a Porta Maggiore, centro di smistamento dei condotti. Non finisco  mai di ammirare queste opere che hanno sfruttato solo la forza della pendenza dell'acqua. Nei sotteranei ci hanno fatto vedere un raccordo che si collegava alla casa colonica dove c'era un allaccio abusivo per le loro terme. La guida ci dice che questi allacci erano davvero numerosi a quei tempi e venivano fatti in opera di costruzione con la collaborazione di operai specializzati che poi venivano ripagati in favori vari, tra cui la libertà (liberti). Ovviamente tutti gli acquedotti che arrivavano a Roma si fermavano sulla sponda sinistra del Tevere e quindi è risaputo che dall'altra parte non vi erano acquedotti (zona trastevere per intenderci, dove attualmente c'è lo scavo visitabile di una caserma dei pompieri dell'epoca romana perfettamente conservata, con il relativo pozzo). Stò divagando scusate, ma l'argomento mi prende tantissimo. 
Quindi la corruzione è sempre esistita dai tempi in cui si è potuto creare il corruttore e il corruttibile. A parte questo piccolo anedoto sugli allacci abusivi che tra l'altro facevano perdere forza e potenza all'acqua, tanto che ad un certo punto fu necessario fare un controllo e mettere fine alla cosa. 
La guida ci ha anche spiegato che le campagne elettorali nell'antica Roma venivano fatte con la costruzione di Acquedotti, per questo ogni imperatore ne ha costruiti sempre di più grandi e più alti. Quindi non per necessità ma solo per il motivo di ingraziarsi il popolo, dal 312 a.C., affluì a Roma una quantità enorme di acqua potabile, come nessun'altra città del mondo antico, ma forse di ogni epoca, ebbe mai tanto che le valse il titolo di regina aquarum, ossia "regina delle acque". 
 Così scrisse Plinio il Vecchio: "Chi vorrà considerare con attenzione la quantità delle acque di uso pubblico per le terme, le piscine, le fontane, le case, i giardini suburbani, le ville; la distanza da cui l'acqua viene, i condotti che sono stati costruiti, i monti che sono stati perforati, le valli che sono state superate, dovrà riconoscere che nulla in tutto il mondo è mai esistito di più meraviglioso". 

lunedì 19 marzo 2012

Festa del papà

Non mi ricordo quello che scrivo ogni anno ma quest'anno è diverso, perché da quando mia madre è morta mio padre è cambiato e non è più il papà che conoscevo. Questo estraneo è lontano da me e mia sorella e preso da sue cose. Così ricordo il papà che mi ha insegnato ad andare in bicicletta, quando togliendo le rotelline ci reggeva il sellino per non farci cadere. Ricordo il papà che costruiva aquiloni con la carta da giornale e le canne e faceva la coda lunga con le strisce di giornale e lo faceva alzare nel cielo con lo spago. Ricordo il papà che ci faceva trovare lo zabaione sbattuto al mattino quando c'erano le uova fresche e magari anche il ciambellone. Ricordo il padre che impastava la pasta fatta in casa e distribuiva le fettuccine su tutti i piani di appoggio per farle asciugare. Ricordo il papà di quando ero bambina perchè era il mio eroe e mi sembrava un uomo giusto, senza macchia e senza paura. Eppoi sono cresciuta ...
Anche questa festa è per i bambini ... da grandi non ha più tanto senso.

lunedì 12 marzo 2012

A proposito di classici...



Ho letto solo adesso, a 45 anni, Cime Tempestose. E’ stato il regalo di compleanno di una mia collega. 
E' di questi ultimi giorni la polemica letteraria che si è accesa a proposito dei troppi libri che si pubblicano attualmente e non di qualità. In molti quindi stanno riscoprendo il sapore dei classici per leggere veramente dei bei libri o capolavori o semplicemente libri con dei contenuti interessanti. Sembra che il livello culturale dei lettori sia sceso e di molto e quindi non è tutto oro quello che gira in questo momento nelle librerie. Comunque anche se ancora ne devo leggere tanti, io amo leggere i classici e quindi ero curiosissima.
Che dire!! Non mi è piaciuto per niente. Questa storia di odio (e non di amore) è stata un incubo fino alla fine. Tutto questo dolore e questa sofferenza, che palle!! Eppoi queste figure di donne viziate e infantili che giocano con i sentimenti degli altri ma troppo egoiste ed egocentriche per capirne la portata vera delle conseguenze.
Penso che l’amore vero sia altro e non questa tortura e questa vendetta e questo odio viscerale che nasce da un amore non vissuto.
Pensavo di innamorarmi di Heardclife e invece non l’ho sopportato. All’inizio della trama mi aveva preso nel suo dramma di ragazzo ma poi è sfuggito al controllo della vita e dei sentimenti. Soprattutto non si è fatto scrupolo di usare una donna innocente per la propria vendetta. Questo libro è stato davvero brutto e pensavo meglio dopo aver visto l’ultima trasposizione cinematografica (tra l'altro molto diversa dal libro... forse per questo mi era piaciuta!! he he). Peccato
Mi aggingerò a leggere altri libri delle sorelle Bronte... magari Emma.


giovedì 8 marzo 2012

Festa di cosa e di chi?

Non faccio auguri oggi
solo un pensiero a tutte le donne che ci hanno permesso di avere oggi la libertà di essere donne e cittadine
ma ancora molte sono prigioniere del potere ottuso degli uomini e della loro violenza 
sta a noi oggi migliorare quello che abbiamo e lasciare sempre qualcosa di meglio per le donne del futuro
sicuramente donna oggi è non essere più pari ad un uomo che si è dimostrato inadeguato a gestire il pubblico, ingordo di egoismi che non ci appartengono
è per questo che il futuro è donna - solo per questo dobbiamo lottare


custodire e consegnare una società migliore e un uomo migliore



martedì 6 marzo 2012

La parola ...Amore

Di che cosa è fatto un cuore
E di che colore è?
Cosa c'entra con l'amore
Cosa a che fare lui con me
Che non mi nascondo neanche dietro a un dito
Né ho mai acceso un cero dietro te
Tu cuore
Ma quante volte mi hai tradito
A quale gioco giochiamo io e te
Puoi sentirmi, puoi capirmi,
puoi scordarti di me?
Io stasera faccio a meno anche di te
Tu non hai niente più da dirmi
Né io niente da dire a te
Ma poi tu mi svegli la mattina
E mi fai pensare che
Forse cè una scorciatoia
Per tenerti ancora qui con me
Mi capisci?
Ho bisogno che ti fidi
E se sbaglio, quando sbaglio stai con me
È così che stanno insieme due amici...

lunedì 5 marzo 2012

Non ho resistito...

Stamattina passo da mio padre prima di andare in ufficio ... dovevo lasciargli un paio di stivali da portare dal calzolaio e siccome ieri ha fatto i gnocchi e io ero ancora convalescente, mi aveva appena scolato un po' di gnocchi caldi con il sugo di spuntatura da portare a pranzo, dentro un contenitore. Ahòòò... che vè devo dì!! Non ho resistito... mè li sò magnati pè colazione!! Boniiiii
Certo che così non avrò fame fino a pranzo... he he