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lunedì 30 settembre 2013

Dentista con Groupon

Sono costipata, mal di gola e raffreddore. Solo io riesco ad ammalarmi in ferie. Uffa!!! Grazie a dio zerinol non sono a letto anche perchè in questa settimana sono la babysitter ufficiale del figlio di mio fratello, che ha solo 3 anni...  e per la cronaca mi stà massacrando... he he - non sono più abituata a bambini così piccoli -
In questo momento mi trovo in biblioteca, sala mediateca del Casale adibito a Biblioteca comunale nel mio quartiere. Fichissimo. Ci sono 10 postazioni internet e siamo solo in quattro, forse sarà l'orario. Al piano di sopra, sulla balconata aperta ci sono gli studenti che stanno studiando. Quindi tutti in religioso silenzio.
Mi piace la luce del sole che entra dai finestroni, casa mia non è così solare, eppoi non ho più internet a casa e quindi  approfitto del mio abbonamento annuale della bibliocard che praticamente non uso mai.
Volevo raccontarvi la mia esperienza con Groupon dentista. Esatto niente terme o ristoranti, ma una semplice pulizia denti. Zona  san giovanni, o meglio stradine vicine. 
Una gentile e zelante assistente mi viene ad aprire e mi fa accomodare. Sono in anticipo sull'appuntamento ma non importa. Odore di vecchio e di disinfettante. Abituata agli apparecchi dell'ospedale Fate bene fratelli all'isola tiberina, che praticamente sono delle ferrari con tanto di incartamento igienizzante, l'apparecchio che mi accingo a guardare è praticamente dell'anteguerra. Vabbè dai Elisa, non fare la stronza. Iniziamo. Dopo un po' mi rendo conto che lo spruzzino del canalizzatore mi stà lavando il viso. Essendo una giornata particolarmente calda non è poi così male. Ogni tanto il pedale sotto la postazione fa cilecca, ma insomma siamo nella parte. Se penso che pago 70 euro in ospedale e loro solo 15 euro, mi tremano le gambe. Ah già, le gambe. Vabbè che fa caldo ma ad un certo  punto realizzo che dal macchinario scende acqua e grossi goccioloni mi stanno bagnando i pantaloni. Era tutto troppo e davvero esilerante. Comincio a ridere cercando di trattenermi. Ho pensato davvero di stare in una candidcamera. Forse l'igienita mentale avrà pensato che ero contenta del lavoro che stava facendo. Comunque finita la doccia, pardon, volevo dire la pulizia dei denti mi fa accomodare dal dentista vero che purtroppo assomigliava in modo inquietante a Berlusconi, dentiera finta compresa. Volevo uscire, volevo scappare, volevo urlare. Vi prego basta. Tutto ok, non ho carie. Bene, benissimo, grazie di tutto e a mai più. Però mi hanno fatto anche tenerezza. NOn sono così bastarda... 

Inizio e fine di un'esperienza medica lowcost

venerdì 20 settembre 2013

Dichiarazione



Perché scrivere?
Essenzialmente per sfogarsi e mettere in fila le parole. Parole di rabbia, di delusione, di passione, d’amore o d’odio. Parole.
La penna scivola sulla carta come balsamo sulle ferite aperte. Ci sono anche i file e il computer ma non è proprio la stessa cosa e nemmeno la stessa sensazione.
Ho un peso sul cuore, ma non so dire se sia leggero o pesante, perché è una pena d’amore. “Non innamorarti di me, ti prego” mi ha detto. Il problema è che io ero già innamorata di lui, prima che ci incontrassimo per la prima volta. Non lo sapevo, ma quando ho, anzi, abbiamo fatto sesso, ho capito. Ho capito che io avevo fatto l’amore anche se pensavo fosse solo fantastico sesso. Le cose sono venute così. Prima i suoi occhi, poi il suo sorriso e ancor prima il suono della sua voce. E a letto, mio Dio, fantastico. Un vero uomo. Rude, deciso e quel leggermente violento, anzi maschio, direi, che ho cercato in tanti uomini, senza mai trovarlo. L’attrazione chimica tra di noi è fortissima, scintille, fuoco e fiamme. Basta guardarci anche da lontano per prendere fuoco. Non posso pensare di essere stata così fortunata per diversi motivi. Intanto è una splendida persona, caratterialmente parlando, anche se malgrado sia generoso e altruista con gli altri, ha chiuso il suo cuore dentro uno scrigno di ghiaccio e indifferenza. Sono perfettamente consapevole che per lui è solo sesso. Non importa. Lui mi fa stare bene. Sono felice come non lo ero da troppo tempo. Ad onor del vero lui mi ha salvata. Mi ha salvata dal sonno in cui ero caduta. Mi ha dato una motivazione per mettermi a dieta e sentirmi donna, femmina. Andare in palestra. Mi  ha dato il piacere della carne e dei sensi,  di cui avevo un bisogno antico. Mi ha fatto dimenticare il bastardo che mi aveva trascinato dentro il suo inferno. La Polizia e quello che mi ha fatto passare sul posto di lavoro. Vergogna, imbarazzo e umiliazione. Oltre alla rovinosa situazione psicologica in cui ero caduta. Mi ha salvato dal mostro, quello vero, quello nero, quello delle leggende e delle favole, però reale e pericoloso. Ho cancellato tutto. Ed è come se fossi rinata. Una persona nuova. Che non sarei, senza averlo avuto sulla mia strada. Lui non sa che gli devo tutto questo. E forse non lo saprà mai. Credo che non glielo dirò.
Già è troppo sapere di essere amato e non poter ricambiare. Questo sentimento che provo per lui è un peso troppo grande per le sue spalle, sta a me, solo a me, alleggerirlo. Con simpatia, leggerezza e pazienza. Di questa c’è ne vuole un vagone. Dote che tra l’altro io non possiedo. Vorrei solo diventare la sua isola. Questo solo mi basterebbe. Essere e creare il posto in cui entrambi possiamo veramente essere noi stessi, senza maschere, paletti, tabù o altro. Veri, nudi e limpidi. Una piccola oasi di vita, lontano dal menage di tutti i giorni, dai problemi, da tutto e da tutti.
Io ho solo tanta voglia di toccarlo ancora, di respirare il suo odore, di sentire le sue labbra e il suo corpo su di me. E’ desiderio, è amore. Non lo so. Solo una cosa so. Non voglio che finisca. Non voglio che esca dalla mia vita, in cui bene o male è entrato. Non voglio rinunciare al piacere dei sensi che mi trasformano in un’altra persona, lontana da come sono o appaio. Lui è adrenalina pura. La febbre del mio desiderio per lui, non è paragonabile a niente che conosco e voglio solo alimentarlo, per far bruciare entrambi di una passione che forse un giorno avrà le sue ceneri.
Il silenzio uccide, l’indifferenza anche. “So cosa significa aspettare un sms o una telefonata che non arriva” mi ha detto. Si. Adesso lo so anche io. Lui è stato sincero e onesto fin dall’inizio. Aveva visto e previsto tutto. Credo onestamente che ci abbia provato veramente a fermare tutto questo. Fin dall’inizio. Sapeva che mi sarei innamorata di lui. Sapeva che avrei anche sofferto un po’. Sapeva che questa cosa nata così per caso sarebbe diventata più grande di noi e poco gestibile. La paura, ne sono certa, ha serpeggiato nelle sue vene. Una sensazione. Una premonizione. O forse solo l’esperienza di un passato non ancora dimenticato. Forse anche io sapevo. Ma volevo con tutto il mio sangue e il mio corpo e la mia anima, vivere tutto questo. Perché la verità e che quest’uomo non lo desidero solo, vorrei conoscerlo meglio, vorrei che diventasse anche mio amico. Praticamente siamo due estranei. Non ci conosciamo ancora. Praticamente abbiamo scopato prima di sapere qualcosa di noi. Ma poi sono arrivate anche le parole e piccoli pezzi di vita. Sono passati solo 3 mesi da quel primo giorno e mi rendo conto che adesso, più di prima, ho fame di lui. Vorrei conoscerlo di più, parlarci di più, vederlo di più. Vorrei toccarlo e vorrei respirarlo. Non attimi rubati, come adesso, ma momenti per noi. Lo so che devo aspettare, lo so che devo calmarmi e centellinare con gratitudine ogni secondo, ogni minuto che mi divide dal nostro prossimo incontro. E intanto, vivere la mia vita, senza pensare a lui. Come un chiodo fisso, come un pensiero che non vuole andar via. Perché lui non è nella mia vita ma solo  nei miei pensieri. Questo gioco lo sta conducendo lui. E’lui il Capitano della nave e deciderà lui se abbandonarla o tenerla a galla. I miei desideri e pensieri sono troppo per una storia così, una storia di sesso, in cui io ci ho messo il cuore. E allora? – Che strano. Riesco solo a pensare che è una cosa bella quando si ama e si viene amati da qualcuno. Io non voglio il suo amore. Non gli chiederei mai qualcosa che non vuole e non può darmi. Credo che le cose debbano arrivare con naturalezza. Se arrivano, arrivano. Altrimenti non era destino. Gli ho scritto molti sms, forse l’ho massacrato un po’. E’ tempo di ritirarmi e lasciarlo un po’ in pace. Troverà lui i tempi e i modi per contattarci. Mi mancherà da morire, ma sopravviverò. La curiosità di conoscere è solo mia, non sua. Sono io che voglio scrivere e comunicare. Lui è così riservato, coriaceo e timido. So anche che vuole proteggere tutto questo dal mondo esterno e teme un mio colpo di testa. Io sono il suo segreto, il suo eros più nascosto. Io sono la sua parentesi dal mondo e quindi sono relegata in un piccolo spazio, che nessuno deve vedere, conoscere o sapere. Temo che sarà una lunga battaglia. Vorrei tanto sciogliere tutto il ghiaccio che è intorno alla sua scorza, per far uscire l’uomo sensibile, sensuale e passionale che io conosco e che ho visto, anche se solo per poco. Lui si è incatenato volontariamente, e quelle catene non le vuole sciogliere. Sono la sua difesa, la sua protezione da questo mondo. La sua rigidità lo aiuta a non perdersi nelle passioni e nei sentimenti che non sa e non vuole più gestire. Per paura. Per scelta.
“Non guardarmi così”. Così come? “Come se volessi scoparmi”.
Se sapessi che non sono qui per caso, ma con una scusa, solo per vederti un minuto. Solo per starti vicino un secondo. Solo per guardarti. Solo per parlarti. Perché mi manchi.
“Lo sai che vederti mi fa un certo effetto, malgrado tu pensi il contrario”. Si. E’ reciproco. E allora perché mi fai aspettare così tanto?!!

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E questo se vogliamo è l'inizio - da leggere - ma non per tutti.
Vi potete fermare alle prime righe. E' troppo Hot credo.
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La cena 
Sono agitata, anzi agitatissima. Mi ha detto che arriverà verso le 9 e mezza e non riesco a smettere di essere in tachicardia. Sono due anni che gli sto appresso e ormai avevo perso ogni speranza di averlo o anche solo di parlargli. Provo una forte attrazione fisica per lui, nata chissà come e chissà perché. Diciamo che voglio viverla così. Un’avventura di una sera e basta. E’ sposato, porca troia. Sposatissimo. Penso al
Decimo comandamento… non desiderare l’uomo di un’altra donna. Brucerò all’inferno, sicuro!! Ok sono una peccatrice… e stì cazzi.
Ho apparecchiato la tavola e messo la pila per la pasta. Ho preparato il sughetto di pomodorini freschi con basilico, speriamo gli piaccia. Possiamo fare due spaghetti e poi ho comprato due bistecche di scottona e insalata. Ho messo il vino bianco in fresco, Grego di Tufo. Non ho avuto tempo per il dolce. Vabbè, ci sono io… he he
Mi telefona per avvisarmi che c’è un po’ di traffico, forse ritarda un po’. Cambio la mia mise un’altra volta. Non ho pace. Camicetta marrone trasparente in cui si intravede il reggiseno e le culotte cortissime. Infradito, voglio stare comoda, anche se lui è molto alto, insomma più di me. Quando citofona mi si spezza il respiro. Aria, aria, ho bisogno di aria. Calmati, cazzo, calmati. “III piano…” Gli apro la porta e noto subito che ha una mano nascosta dietro in cui c’è un bellissimo mazzo di fiori. Mi sorride timido ed entra mostrandomi i fiori. Sono piacevolmente commossa. Mai nessun uomo mi ha regalato fiori e quando glielo dico ringraziandolo, mi risponde stupito della cosa. E’ davvero carino. Si è messo una camicia con sopra una giacca aperta e jeans. L’ho sempre visto in divisa e da civile è proprio uno schianto, ci stà benissimo. Un leggero bacetto sulla guancia ci fa sfiorare una pelle che nessuno dei due ha mai sfiorato o toccato. Sento un piccolo brivido di piacere e lo faccio entrare facendogli vedere la casa. “molto carina, dice… piccola ma graziosa”… “cosa prepari per cena?”.. “mmm… spaghetti pomodorini e basilico”…”oppure…”…  “oppure cacio e pepe o burro e parmigiano”…
“Ahhh… allora pomodoro e basilico va bene”… Mi avvicino al tavolo e di spalle comincio a tirare fuori il pane per il secondo. Lo sento venire dietro di me e sfiorare le mie natiche. E’ come se una scossa elettrica quasi un tuono attraversasse i miei sensi. Mi giro e lo bacio, anzi ci baciamo divorandoci. In pochissimo tempo siamo nudi praticamente in cucina e ci baciamo. Spengo la pila dell’acqua e lo faccio dirigere in camera da letto. Non so nemmeno quello che faccio. So solo che lo desidero da morire. Apro le gambe e lui mi entra subito dentro, toccandomi con le dita. Porca miseria, è fantastico. Per un momento ho pensato che sarei morta sotto le sue spinte. Devo abituarmi alle sue dimensioni. Non avrei mai immaginato che fosse così ben dotato. Non sono solo bagnata, sono bagnatissima. Lo sento gemere dal piacere. Gli piace tantissimo e anche a me. E’ come se mille orgasmi mi investissero insieme e la soglia del piacere è così’ alta che temo di svenire. E’ assolutamente e indiscutibilmente fantastico. Quando mi unisce le gambe messe a 90 gradi lo sento da morire e lo prego di salvarmi da quella posizione che mi sta letteralmente sventrando e forse segretamente gli piace da morire che sia proprio così. Mi sta uccidendo davvero. Si toglie ancora e mi gira. Ma quante cavolo di posizioni conosce?!!!
Voglio di più, voglio averlo, voglio sentirlo venire. E’ un orgasmo potente, lo sento, ma è silenzioso. Avrei gradito e preferito che urlasse o palesasse di più il suo piacere e invece mi sembra molto frenato quasi controllato nell’esternazione. Porca puttana, questa è stata una vera maratona del sesso. Mi ha distrutto ed è durato tantissimo. Ora siamo vicini e lo accarezzo mentre parliamo. Piccoli baci dissemino sulla sua gola in verità ho ancora tanta voglia di lui. Non ricordo bene come abbiamo finito per rifarlo e venire una seconda volta, sono cosciente solo che ci siamo divorati e sono due ore e mezzo che facciamo sesso. “Se non mi fai una flebo di pasta, giuro che ti collasso sul letto… ho 50 anni e non ho più l’età per fare queste cose…”…”esagerato… ok dai, andiamo a mangiare qualcosa.”
Riaccendo la pila della pasta e mentre cucino parliamo un po’ di tutto.
“Spero tu sia consapevole che questa è una serata unica a cui non ci sarà seguito"...
“Tranquillo, volevo solo scoparti, non voglio una relazione. E’ stato fantastico e non mi faccio illusioni”
“Ti rendi conto che quello che abbiamo fatto noi stasera è stata una olimpiade del sesso?!!”
E che ti devo dire. Sei sposato e non puoi tornare… penso. Certo che mi sono resa conto che scopi da Dio, porca puttana. A saperlo non aspettavo così tanto per farti capire che ti volevo nel mio letto. Tutto sommato è stato bello anche cenare insieme e sentirti parlare. Noi non siamo nemmeno amici. Due estranei praticamente. Ma abbiamo davvero tanto da raccontare e fino alle 3 di notte parliamo entrambi del passato delle nostre vite. Mi piace la tua voce. E’ così sensuale. Non vorrei davvero che andassi via ma è molto tardi. E così ti saluto con un bacio e un sorriso. Uomo di una notte. Non lo avevo mai fatto. Che strana sensazione dentro. Di perdita senza aver avuto davvero. Solo un prestito. Solo per una notte. Grazie davvero. E’ stato bellissimo. Praticamente svengo sul letto e non leggo il tuo sms.
Quando al mattino vedo il tuo numero di cellulare sul display che vibra e rispondo al telefono non posso credere che mi stai chiamando per ringraziarmi ancora per la bellissima serata e forse non escludi di tornare a breve.
Sorrido e non solo con le labbra. Il mio cuore sta volando e già pregusto le sensazioni della nuova serata che verrà. Guardo la mia amica Manu, che mi aveva invitata per un caffè e i dettagli piccanti della serata. “ha detto che torna!!!!”... " non ci posso credere. Ma farà sul serio?!!”…. “aspetta e vedrai cara. Tornerà”.
Oh mio Dio! 
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per chi si scandalizza posso sempre dire che è un esercizio di scrittura creativa- By
(ovviamente il racconto è stato censurato in molti passaggi che non ho potuto proprio pubblicare)

Corso di strozzapreti casalingo

Questa estate mi hanno insegnato a fare la pasta acqua e farina, gli strozzapreti. 
La fidanzata di mio papà è di Subiago ed essendo donna di casa li ha sempre fatti.
Certo la sua manualità non è pari alla mia alle prime armi, ma già il fatto di aver fatto sotto la sua guida esperta, mi ha riempita di gioia.
Lo sò che a volte sembro una bambina, ma queste cose mi entusiasmano tantissimo.
Anche perchè io da buona sagittario sono assolutamente negata di impastare qualsiasi cosa.
Voglio imparare e lo voglio fare a mano.
Niente macchine che alterano il sapore dei cibi e della cose con cui vengono a contatto.


E un bel sughetto pomodoro fresco, aglio e basilico.
 

giovedì 19 settembre 2013

Non commento solo verità e silenzio

Buongiorno
19/09/2013

Non video più

Massimo Gramellini
 
La prima volta che lo sentii gridare Forza Italia al riparo di una siepe di finti libri rilegati in pelle, ero preoccupato ma incuriosito. Ancora non sapevo che il set era stato montato in un cantiere: se la telecamera avesse allargato l’inquadratura, avremmo scoperto che la scrivania si affacciava su un cumulo profetico di macerie. Quell’uomo d’affari uscito da un telefilm degli Anni Ottanta rappresentava la novità, la sorpresa, per molti la speranza. Ma quando di lì a qualche mese lo rividi arringare il popolo da una videocassetta, lo stupore aveva già ceduto alla delusione. Il terzo filmato produsse sconforto, il quarto fastidio. Non ricordo quando il fastidio si sia trasformato in noia. Io e i suoi video siamo invecchiati insieme: a me cadevano i capelli che crescevano a lui, nella mia libreria i volumi cambiavano mentre nella sua erano sempre gli stessi, miracolosamente intonsi. Logore, invece, le parole: promesse e minacce, sempre più vaghe. Sempre meno riusciva a farmi sorridere e spaventare, alternando la maschera tragica con quella comica sullo sfondo di arredamenti barocchi e bandieroni pomposi.  

Ora è tornato a Forza Italia, ma i suoi proclami mi rimbalzano addosso come palline di pongo scagliate da una fionda sfibrata. Vedo le rughe infittirsi, le labbra spezzarsi al pari della voce. Sento parole d’amore che sprizzano livore. Dovrebbe farmi paura e invece non mi fa neanche pena. Solo tanta tristezza: per lui, per me, per noi che da vent’anni scandiamo il tempo delle nostre vite con i videomessaggi di un tizio che ha sostituito la politica con l’epica dei fatti suoi. 
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martedì 17 settembre 2013

Credo di non essere più comunista...



«È che tu sei comunista dentro - le dice Sofia -. Voi siete come i cattolici, vi fate un culo così perché credete nel futuro. Io voglio essere felice adesso»


Parto da questa frase copiata da un blog di libri ( http://scarabocchidipensieri.blogspot.it/2013) per inserire una riflessione... Credo di non essere più comunista.
Perchè appena ho letto questa frase ho visualizzato le feste dell'Unità di quartiere di quando ero ragazza, le speranze, il lavoro comunitario al gazebo della cucina dove si dava una mano come si poteva, e ricordo benissimo i sorrisi e la felicità di tante persone grandi che ancora ci credevano, nel futuro intendo. Un futuro per i figli, con i figli. E invece  non è andata così e adesso i figli partono per l'estero e si vedono su Skype e sapete che vi dico, non ho più voglia di fare sacrifici, anzi MI SONO ROTTA IL CAZZO!!! (Si, è Oxford)

Io voglio essere felice adesso
al futuro non ci voglio più pensare 
tanto sarà quel che sarà e siccome sarà sicuramente peggio non voglio starci male prima

P.S.: ... e stasera coda alla vaccinara in famiglia!!!!! he he

martedì 10 settembre 2013

50 sfumature di grigio

Ero davvero curiosa di leggere questo libro osannato da pubblico e critica e ovviamente è una ciofeca assoluta.
Un libro bruttissimo, scritto male e con una trama se possibile assurda. Non si tratta di eros ma di uno squallido modo di scrivere per vendere libri facendo finta che la trama sia fica. Poteva piacere solo agli americani.
Il classico miliardario che elargisce soldi a palate per l'amante giovane e bellissima e ovviamente vergine. Che si sottomette subito e con entusiasmo a fare la troia. Ma per favoreeeeeee...
e per farmi del male avevo comprato anche il seguito... 50 sfumature di nero.
Per fortuna li ho pagati 5 euro in offerta altrimenti sai che incazzatura.
Mettiamola così. Se questo libro ha avuto super fortuna allora quasi quasi lo scrivo io un libro erotico, sarei molto più brava senza ombra di dubbio. Senza miliardario, senza vergine, senza qualunquismo ad ogni angolo... solo eros e passione. 

lunedì 9 settembre 2013

Trinidad Moruga Scorpion

Sabato sera ad una sagra bio vicino Roma in un borgo contadino, mio figlio ha trovato con grande meraviglia, il trinidad Scorpion che mi accingo a spiegare subito, è un peperoncino.
Ma un peperoncino molto raro che non si trova sul mercato. Forse alla Sagra del peperoncino che si tiene a Rieti i primi di settembre e che lui aveva perso.
Felicissimo ne ha fatto scorta per amici e parenti... e io sperando di non assaggiarlo mai!!!
È stato giudicato il più piccante del pianeta da un comitato di esperti del New Mexico State University's Chile Pepper Institute. Il re dei peperoncini è originario dell'isola di Trinidad (Caraibi) e si è aggiudicato il primato facendo registrare il punteggio record di 1.4 milioni sulla scala di Scoville.
Questa scala misura la piccantezza dei peperoncini in base alla quantità di capsacinoidi — l'elemento che dà la sensazione di piccante - presenti in un'unità di prodotto.
Per avere un'idea della forza devastante di un Trinidad Moruga Scorpion basti pensare che il peperoncino medio, quello normalmente utilizzato in cucina, ha una forza di 5000 Scoville. 

 A misurare la piccantezza è la Scala di Scoville, dal cognome del farmacista americano Wilbur Scoville, che la sviluppò nel 1912. La scala determina l’attività della capsaicina – la sostanza responsabile del piccante – sui recettori del calore della lingua. I valori vanno da 0 (per un normale peperone), a 16 milioni (per la capsaicina pura).
Basandosi su questa unità di misura, il Trinidad Moruga Scorpion raggiunge 1.463.700 Shu (Scoville heat unit). Fra gli italiani, il peperoncino calabrese raggiunge i 15 mila Shu, mentre altri peperoncini non superano le 5 mila unità.


venerdì 6 settembre 2013

Elysium

Potrei dire che è un film di fantascienza... e invece non lo è. E' il nostro futuro, il nostro possibile futuro.




Dove esistono solo i poveri e i ricchi (la famosa classe media finalmente tolta dalle palle per non fare confusione sui ruoli di classe) ma non solo. I poveri sul un pianeta Terra ormai distrutto e i ricchi in una felice oasi in orbita sopra al pianeta. Possono guarire da ogni malattia mentre i poveri lavorano e muoiono a grappoli come tanti insetti comandati e controllati da robot.
Una Jodie Foster veramente stronza e cattiva che più stronza non si può, credetemi. Ma in fondo si sà che il potere rende e vende l'anima al diavolo.
Si diventa egoisti e duri e non si vede più il popolo come persone ma come cose da fagocitare e distruggere. 






Di una cosa sono sicura.
Ci saranno sempre ricchi e poveri e in questo caso il lieto fine è davvero di fantascienza, ma sicuramente i robot non potranno sostituirci mai, per un semplice ed elementare problema. Loro non ascquistano.
NOn hanno bisogno di nulla e fermerebbero la produzione su cui si fonda il mercato globale.
Sono perfetti. Sono macchine. E quindi non possono avere i nostri difetti, nemmeno se li programmano.

Pufff... meno male! Per un attimo avevo pensato ad un possibile futuro come indicato in questo film... ma figuriamoci se i ricchi smettono di pensare di poter guadagnare sempre di più.


Tanto ormai lo avete capito che sono andata in fissa con Gramellini...

06/09/2013

Se il Giaguaro mangia il Caimano


Fra i tentativi di scongiurare la crisi di governo va segnalato il severo monito di Madre Natura. Nella regione brasiliana del Pantanal un caimano giunto alla sesta replica del film di Nanni Moretti si appisola a bordo acqua senza avvedersi che alle sue spalle, in libera uscita dalla tintoria di Bersani, è in agguato il giaguaro meno smacchiato della storia. Le primarie tra i due predatori producono un verdetto incontestabile: il giaguaro toglie l’agibilità politica al caimano, pappandoselo in un boccone.  

L’assenza di pitonesse urlanti ci impedisce di trascinare la metafora alle estreme conseguenze, ma il messaggio appare ugualmente chiaro. Anche qui siamo immersi in un Pantanal. E il giaguaro che inghiotte il caimano è il politico che ingloba l’imprenditore, dando vita alla bestia mitologica del conflitto di interessi. Se fa cadere il governo, si vendica dei suoi nemici ma precipita la savana in una crisi che può mandare a rotoli le sue aziende. Per placare la fame di vendetta, finisce per divorare se stesso. Meglio non appisolarsi (almeno noi). 

mercoledì 4 settembre 2013

Bellissimo...

GRAMELLINI
04/09/2013

Domanda di grazia


Berlusconi, fidanzata e cane (da Oggi)
massimo gramellini
E così vorreste condannarlo ai domiciliari. Costringerlo a trascorrere un anno sul divano della trisnonna, intrappolato fra pareti color salmone, al lume fioco di una lampada a forma di fungo atomico, tra le braccia di una giovane donna che lo soffoca con promesse di amore eterno, quando lui chiede soltanto libertà.

Fanatici senza cuore, ma non vi tormenta il destino di quest’essere incolpevole che una serie inaudita di coincidenze ha trascinato negli abissi domestici documentati dalla foto? Abbiate il coraggio di guardarlo, tremate davanti al suo smarrimento, date sfogo all’imbarazzo e al rimorso che vi suscita il suo atteggiamento di resa. Dove sono l’antica fierezza, la passione per gli ambienti promiscui e la spregiudicatezza che gli consentiva di oltrepassare ogni porta socchiusa, infischiandosene di regole e divieti?
Neanche un mostro merita di finire così. E lui non è un mostro. Chiunque abbia lo sguardo puro di un Bondi lo troverà bellissimo. È solo troppo orgoglioso per chiedere la grazia. E allora la chiediamo noi: libertà per il cagnolino Dudù.