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giovedì 9 novembre 2017

Un posto unico a Roma ...

Il Comune di Roma sfratta la ‘Casa delle donne’: a rischio 30 anni di attività sociale


ROMA – Via la Casa internazionale delle donne. Sfrattata. Il Comune di Roma, infatti, lunedì ha inviato l’avviso alla struttura di via della Lungara. La Capitale rischia quindi di dare l’addio a un’altra realtà sociale molto importante per il territorio e la città, che opera qui da 30 anni.
Nel 1987 il Movimento femminista romano aveva occupato parte del complesso del Buon Pastore (fin dal ‘600 adibito a reclusorio femminile), rivendicando la prevista destinazione dell’edificio per finalità sociali, con particolare riguardo alle donne. E’ iniziata una lunga trattativa con il Comune per il restauro e la consegna dell’edificio all’associazionismo femminile.

Nel 1992 il Progetto Casa internazionale delle donne è stato elencato tra le opere di Roma Capitale e approvato dal Comune. La Casa ha deciso di sobbarcarsi tutte le spese ordinarie e straordinarie, dalla ristrutturazione e messa in sicurezza alle bollette. Pagando poi l’affitto al Comune. C’era comunque un debito pregresso che la Casa si è accollata (si dice intorno ai 150 mila euro), che non è mai riuscita a saldare.
Durante l’amministrazione guidata da Ignazio Marino, con il Comune era stato quasi raggiunto un accordo per la ‘cancellazione’ del debito, in cambio di servizi gratuiti offerti alla comunità, in particolare ovviamente nel sociale. E così la Casa ha fatto, con prestazioni socio-sanitarie, psicologiche, legali, di accoglienza e orientamento al lavoro. Un punto di riferimento passato, presente e futuro per il Municipio I, ma una realtà conosciuta, apprezzata e indicata alle donne (e non solo) in difficoltà in tutta Roma.
Con la vittoria del M5s e l’arrivo in Campidoglio di Virginia Raggi e Laura Baldassarre, assessore alla Persona e alla Comunità solidale, dopo un iniziale dialogo, scambio di documenti e confronto su come portare a termine la vicenda, la parte burocratica si è bloccata di colpo. Niente più formalizzazione degli accordi e lettera di sfratto.
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Questo è l'articolo di oggi ed è con dolore che in nome della legalità si uccidono posti che funzionano senza cercare alternative e dialogo. Con la tessera annuale di 10 euro in questo posto puoi fare tante cose gratis. Io per esempio ho la mia ginecologa e ho fatto anche un corso BLSD pediatrico.

Questa città già fa schifo è una cloaca a cielo aperto, le strade e i marciapiedi sono sporchi e di uno squallore unico, traffico e parchi ormai infrequentabili. Chiudere i luoghi di aggregazione e che oltretutto difendono i deboli e fanno informazioni è solo da talebani mentali.

4 commenti:

  1. Mi dispiace tantissimo, mi auguro veramente che si riesca a trovare una soluzione a questa dolorosa faccenda. In nome di una falsa integrità stanno massacrando anche le realtà importanti.

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  2. Che tristezza!Stiamo andando veramente a rotoli...

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  3. Non mi meraviglia il comportamento di persone del partito creato da Beppe Grillo. Forse rivenderanno l'immobile a qualche imprenditore locale. Ciao ed informaci se la cosa si dovesse sistemare.

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    1. In nome della legalità si fa tabula rasa. Io non dico che non siano in torto visto che hanno tanto di affitto arretrato ma è anche vero che quel posto è gestito da volontarie, si fa una tessera annuale di 10 euro e si possono fare tantissime cose gratuitamente oltre ad essere un polo culturale a difesa delle donne. Ma come si fa...

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