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lunedì 8 aprile 2013

Sotterranei

Guidando su via delle terme di Caracalla, per anni ci sono passata davanti senza sapere il maestoso colosso celato dietro quelle centinaia di metri di ruderi che da fuori non danno minimamente idea della grandiosità dell'impianto interno. Ci sono andata per la prima volta 2 anni fa e ci sono tornata sabato scorso con visita guidata, perchè da poco hanno aperto i Sotterranei. 6 kilometri di gallerie di cui soLo 2 km sono stati parzialmente scavati per la difficoltà del percorso, i crolli e i soldi che mancano.

L'apparato sotterraneo delle Terme di Caracalla era il luogo dove gli schiavi lavoravano ininterrottamente per permettere il funzionamento dell’imponente struttura termale, seconda solo a quella successiva di Diocleziano. 

Sono aperti al pubblico per la prima volta gli ampi corridoi ipogetici alti e larghi sei metri per permettere il transito di legname e materiali con i carri. Nelle gallerie a volta avevano sede il magazzino, un mulino ad acqua, l’impianto idrico e di riscaldamento, ma anche il più grande mitreo a noi pervenuto. Vi erano dunque tre livelli sotterranei che si snodavano in modo labirintico.


È ora possibile passeggiare per i complessi sotterranei delle magnifiche terme, che mantengono ancora oggi il proprio fascino in mattoni rossi sia sotto la luce del Sole che illuminate durante la notte. Questeterme, un tempo ricche di tinte vivaci e mosaici variopinti come quasi tutte le altre strutture templari e monumentali del passato, ospitavano fino ad 8000 persone al giorno ed erano luogo d’incontro sociale, culturale e sportivo. Qui avevano sede dal 216 al 537 palestre, biblioteche, spogliatoi, sale da bagno turco (calidarium), piscine (natatio, frigidarium, tepidarium), spazi per passeggiate. I suoi visitatori potevano infatti dedicarsi all’esercizio fisico, della mente o alla semplice relax.
Erano sviluppate su due livelli e noi possiamo solo immagginare oggi la loro grande maestosità. I vetri erano spessi e facendo passare i raggi del sole creavano giochi di colori bellissimi. Purtroppo le volte sono crollate da secoli e il pavimento rimasto a noi, a mosaico, è ormai concavo ma bellissimo. Sono vari i giochi di disegni e colori.

I Farnese verso il 1.500 sono diventati padroni di tutto quello che era rimasto dal medioevo quando l'impianto era stato reso inattivo dai barbari che avevano tagliato l'accesso dell'acqua agli acquedotti. 
A proposito ovviamente il maestoso acquedotto delle terme era la famosa acqua marcia.
Comunque i Farnese hanno trafugato, scavato e rubato tutto il possibile per la loro residenza a Campo dei Fiori. Varie vasche ora sono dislocate per esempio a piazza farnese (fontane) e tante delle colonne con relativi capitelli sono dentro la basilica di Santa Maria MAGGIORE a Roma. Le pregievoli statue sono state vendute nei secoli a musei stranieri, per fortuna una parte essendo andata in dote ad una Farnese che nel 1.700 andò in sposa ad un Borbone, è oggi conservato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, tipo il toro e l'Ercole. L'altro Ercole che era alle terme ma meno imponente è alla Reggia di Caserta. Insomma come il Colosseo, le terme di Caracalla hanno fatto abbellire chiese e case per vari secoli dopo il declino dell'epoca romana, con i loro marmi, le colonne, le statue e i bellissimi mosaici. 
Questo posto è emozionante come pochi, giuro.

4 commenti:

  1. Ci siamo ripromessi di andarci, con un amico architetto che darà alla visita un bel "valore aggiunto".

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  2. Se vengo a Roma non mancherò!

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  3. sono stato un paio di volte alle terme (una volta ci ho anche visto la Carmen durante una stagione estiva del Teatro dell'Opera ... ambientazione favolosa anche se acusticamente non ottimale), e anche al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. I Farnese hanno almeno il pregio di aver salvaguardato delle opere che forse il tempo e l'incuria avrebbero distrutto.

    Certo il complesso delle Terme di Caracalla, nonostante tutti i danni subiti, è notevole. Avevo letto di questa nuova area aperta, prima o poi ci torno

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