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martedì 21 febbraio 2012

In barella...

Tutto il clamore degli ultimi giorni sulle attese in barella ai pronto soccorso ospedalieri di Roma e non posso fare a meno di vedere lo guardo di mia madre, negli ultimi ricoveri, quando rassegnata diceva di non fare casino e stare calmi tanto non cambiava niente e tutti gli ospedali erano così. Addirittura aveva paura di ritorsioni, che la trattassero male se facevamo troppo i rompicoglioni e così stava zitta e rassegnata in attesa di... un miracolo. Ha fatto anche 3 notti in barella prima di essere ricoverata e questo già due anni fa. E così mi sono accorta, vedendo i servizi in tv, che ormai ci eravamo così abituati da ritenerlo normale. Così normale che pensavo di sapesse e si tollerasse. Poi qualcuno si indigna un po' di più e manda "Striscia la notizia"...e allora le cose si muovono. Dormire su una barella è una cosa massacrante quando si stà male e non avere un attimo di privacy e soprattutto nessuno vicino. Perchè noi non eravamo autorizzati e non potevamo stare. E si lasciano le persone da sole in un momento psicologico in cui sono più fragili e magari pensano di morire. Tutto questo non è civile e non è umano. Mia mamma l'hanno ammazzata loro. Nessun ospedale della capitale aveva capito nei ricoveri di mesi che il suo problema non era lo stomaco (anche se l'hanno massacrata di analisi e gastroscopie) ma il sangue. Stenosi delle vene. Ci sono arrivati ormai tardi e al Gemelli. Quando ormai gli erano collassati tutti gli organi. L'ultimo giorno, quando poi la notte è morta, il primario mi ha cacciato via dalla stanza al mattino perchè loro dovevano fare il giro delle visite e mentre mia madre vomitava nero e volevo starle vicino, mi hanno trattata come una delinquente. Sono andata via piena di rabbia e di anche di vergogna per essere stata trattata così e non avermi permesso di rimanere. Mia madre stava morendo e non lo sapevo. Mia madre stava morendo e loro hanno guardato l'orario di visita. Nel pomeriggio mia sorella e mio padre gli sono stati vicini ma io ho lavorato e sarei andata il giorno dopo. Volevo passare la sera dopo l'ufficio, per un attimo l'ho pensato e volevo farlo. Invece non l'ho fatto. E lei la notte è morta... La dignità della morte è anche avere vicino i tuoi cari e magari mandarti a casa. Ma la cosa più terribile è il non trattamento del dolore. La morfina ormai non gli faceva più effetto e lei chiedeva aiuto e pietà. I medici hanno detto che era matta, perchè urlava disperata e voleva morire, ma di più chiedeva di essere ascoltata e aiutata e non stava zitta e rassegnata come le altre. Alla fine hanno chiamato la psicologa che l'ha sedata e tramutata in uno zombie. Dietro quello sguardo vuoto non c'era più mia madre. E' pure caduta dal letto nel sonno. Non abbiamo denunciato nessuno, ma alla fine era solo da andare lì con un fucile. Ricordo ancora le infermiere scocciate che entravano quando chiamava. E' così strano provare dolore con la morfina in corpo?!! Spero che un giorno capiti anche a loro!!

7 commenti:

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  2. Ormai è chiaro che c'è una sanità per i ricchi e una per chi non lo è: grazie a una buona assicurazione sanitaria il consorte ha avuto un ottimo trattamento, per due diversi interventi, in due cliniche note della Capitale, dove sei trattato non come un paziente ma come un ospite. Con i tagli alla sanità invece gli ospedali sono al collasso e quando i medici sono sottoposti a doppi o tripli turni e magari sono anche precari è facile che l'umanità e il rispetto vengano meno.
    Questo è quello che ha voluto il Governo precedente, riducendo i fondi per la sanità pubblica all'osso e con la crisi che c'è non penso che la situaione possa migliroare a breve.

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  3. E' esatto. Se paghi sei trattato come una persona e hanno riguardi per te e gentilezze, altrimenti sei un numero, una cosa e basta.
    I soldi fanno la felicità... altrochè

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  4. Elisa...ma tua mamma è morta nel sonno. E tranquilla, per quanto potesse essere tranquilla una malata a quello stadio.
    Ma io c'ero io quando hai parlato con la vicina di letto, che ti ha assicurato che è morta senza accorgersene, senza dolore... Penso che oggi tu veda troppo nero. Sicuramente sono successe tutte queste cose, ma non così terribili come dici. Sicuramente ha sofferto tanto, prima che riconoscessero la malattia vera. Sicuramente avete penato ed ha sofferto per i tanti ricoveri che avete dovuto fare e che sono stati un calvario...Ma ti ricordi nell'atrio della clinica, il giorno dopo che lei morì, tu parlasti con la signora che stava in stanza con lei, è scesa e ci hai parlato. C'ero anche io e lei ti ha rassicurato e tranquillizzato. Disse che si era addormentata senza dolore, la sera. E che la mattina non si era svegliata.. Pensi che l'abbia fatto apposta per non farti soffrire ? eppure ti giurò che era andata così come te la raccontava lei...Oggi vedi davvero tutto troppo nero. Non ti dannare per soffrire ancora di più.

    Un abbraccio.

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  5. ma no ele non vedo nero, è la verità che quando sei in attesa al pronto soccorso i parenti sono tenuti fuori come se fossero degli appestati ed è vero che mia mamma si è fatta tanti ricoveri solo per far incassare soldi e non per amore di diagnosi. Certo Roma è una città grande e ci sono tanti ospedali, ma il dramma è che non si parlano tra loro e in ogni sede ricominciano tutto da capo. Dico questo e dico che visto come è andata, anche se è morta nel sonno, ha sofferto tantissimo e lo sai e se è vero che era terminale, avrebbero dovuto dircelo e permetterci di portarla a casa invece di farci sperare per niente!!!

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  6. ti capisco molto bene e ti abbraccio.

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  7. Quando perdiamo qualcuno ci sentiamo in colpa per non esser riusciti ad aiutarlo di più di quanto abbiamo fatto.Ho perso mia madre a 18 anni, posso capirti!

    Perdonati, perdona ai medici, alle infermiere : l'amarezza ed il dolore avvelenano la tua vita, non la loro! Salvati l'anima! Tua madre ti vorrebbe serena!

    Un abbraccio!Renata

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