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mercoledì 15 luglio 2026

Lago di Bolsena



Le vacanze al lago sono mille volte meglio del mare...

Ho trovato la mia dimensione tra ombra, alberi e prato inglese... bellissimo

Una scoperta il pesce di lago, luccio buonissimo, corregone un po' meno (sembra carpa).

Ho scoperto una dimensione che mi permette di leggere senza sentirmi in colpa, e soprattutto con tanto silenzio, che al mare te lo sogni.

Inoltre sono riuscita a portare Candy.

Era pieno di cani senza i divieti del mare.

Certo lei ha cercato l'ombra, scavando bellissime buche al fresco, ma ha resistito quasi tutto il giorno. 

Mi dispiace averlo scoperto tardi... 

Elisa











 

10 commenti:

  1. Che bel posto !! Io non conosco il lago di Bolsena ma deve essere davvero piacevole passare del tempo lì , tra alberi, prato e acqua . Molto rilassante !! Saluti cari.

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    1. da Roma sono 2 ore di macchina circa... anche io non ero mai stata. A saperlo prima di avere un posto così bello vicino casa
      Vabbe'

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  2. Ne abbiamo di posti così belli come quelli da te pubblicati,e poi la meraviglia di scoprirli anche in vicinanza.Beh..anche Candy si sentiva a casa:)

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  3. Mi scuso per la non attinenza al post ,ma leggendo con attenzione il dibattito sul gioiellerie condannato emerge una dinamica paradossale. Mentre alcuni lettori cercano di mantenere la discussione sulla drammatica condizione umana del commerciante (le 7 rapine subite, i traumi familiari), l'autore rifiuta il dialogo su quel piano, liquidando quelle argomentazioni come "ininfluenti". Al tempo stesso, però, l'astuzia della linea editoriale vacilla quando si decide di dare corda a interventi viscerali che, morsi dalla rabbia contraria, generalizzano pesantemente su milioni di elettori di una certa parte politica, scivolando in insulti gratuiti.In questo modo, il baricentro del discorso si sposta su una difesa quasi dogmatica della norma scritta che serve solo a coprire una virata prettamente ideologica, arrivando a evocare "progetti conclamati di destabilizzazione istituzionale".È l'ago della bilancia che dimostra come sia difficile rimanere neutrali: l'autore stesso, nel tentativo di condannare la polarizzazione e la "pancia", vi è caduto dentro in modo speculare, alimentando
    e legittimando proprio quel clima di tifoserie contrapposte che a parole voleva combattere, ahimè.
    E se ne scrive qui non è per alimentare a propria volta questa polarizzazione, ma per prenderne semplicemente atto: l'ennesima dimostrazione di come la complessità, oggi, fatichi a trovare casa online.
    Un saluto

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    1. non credo che sia solo un problema social, perchè aiuta a far vedere tante sfaccettature. Il fatto è che si politicizza tutto ormai e diventa solo una guerra di odio e di nemici. Invece la giustizia non può e non deve esimersi nel considerare il fattore umano, quello che ti fa reagire e che ti schianta nel dolore.

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    2. Intanto grazie infinite per l'ascolto.
      Si,concordo: non è solo un problema social ma il riflesso e la cassa di risonanza di una deriva culturale ed etica che ingoia quel fattore umano. Il problema enorme è proprio questo: quando l'ideologia fagocita tutto, il "fattore umano" e la sofferenza reale vengono cancellati per fare spazio alla creazione del nemico di turno. In quello spazio si vede chiaramente: l'autore sorvola del tutto sui commenti che cercano di non politicizzare i sentimenti umani, ma allo stesso tempo dà ampio adito alla corrente opposta, quella viscerale di certi(soliti) commentatori. È proprio questo che alimenta la guerra d'odio. E chi si siede in cattedra per difendere il diritto finisce per usare le stesse armi ideologiche di chi accusa, distruggendo ogni briciolo di complessità e comprensione del dolore.Non siamo diventati stupidi all’improvviso. Questa non è solo una crisi culturale: è un addestramento sistematico che premia l’idiozia ed esalta l’ignoranza. Io vengo da un tempo in cui le parole pesavano. Prima di parlare si ascoltava, prima di giudicare si cercava di capire. Negli ultimi decenni invece ho assistito a un progressivo imbarbarimento non dirò della cultura, ma proprio dell’essere umano.I social media ne sono l’esempio perfetto: dietro quegli schermi ci sono esseri umani che stanno progressivamente fondendosi con la freddezza algoritmica delle macchine, perdendo la capacità di provare reale empatia. Queste piattaforme non informano, eccitano. Non spiegano, semplificano. Non creano il dialogo, mettono gli uni contro gli altri. Sono lo specchio di una società che ha reso ridicola la critica, sospetto il dubbio, noiosa la competenza. Ci vuole una resistenza quasi eroica per sottrarsi a tutto questo. In un mondo che ti vuole stupido e anestetizzato, pensare resta l’ultima e più alta forma di disobbedienza.I tuoi commenti e quelli di altri su quella stessa pagina lasciano ben sperare che non tutto sia perduto.

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    3. Il problema è ben più grave.
      Si è politicizzato il sistema.
      Sei colpevole a prescindere prima di poter dimostrare che sei innocente.
      Se poi non si considerano le motivazioni emozionali allora è finita.
      Perchè ti firmi anonimo?

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    4. Già ,il problema è ben più grave proprio perché ha superato i confini dei social per infettare il sistema stesso, dove ormai si è colpevoli a prescindere.

      In un clima del genere, se metti il tuo nome e cognome, la rete non cerca di capire il tuo pensiero: cerca solo di capire da che parte stai per poterti catalogare come ''amico'' o ''nemico''.Firmarsi ''Anonimo'' diventa allora una necessità: costringe il lettore a concentrarsi esclusivamente sulla forza degli argomenti e dei ragionamenti, anziché giudicare la persona, il suo lavoro o la sua presunta appartenenza politica. In questo imbarbarimento digitale, il silenzio del proprio nome è forse l'ultimo spazio di libertà rimasto per proteggere il pensiero e i valori in cui si crede, per evitare che vengano strumentalizzati dall'ennesima tifoseria. Un caro saluto

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  4. "leggere senza sentirmi in colpa" :)
    lieto giorno

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  5. Buona fine di questo caldissimo agosto e grazie di essere passata ! Ciaooo

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