Nella prima parte del libro mi è stata confermata la versione scolastica che ricordavo, e cioè che i generali non sono stati in grado di comunicare con gli avanposti e quindi con i reggimenti, causando una tragedia.
Ricordo vagamente che nei libri di storia ci sono per lo più le date delle battaglie e non certo le lettere che i soldati scrivevano a casa e sono rimasti testimoni di quel periodo. Forse per questo la storia nella versione Barbero dovrebbe essere insegnata ed entrare nelle scuole, forse ci sarebbe più curiosità.
Ricordo Cadorna, Badoglio e poco più.
In questo libro si evince senza ombra di dubbio la distanza sociale tra i soldati e gli ufficiali, per lo più nobili che spesso e volentieri disprezzavano i ragazzi arruolati, contadini o operai, creando una spaccatura di comunicazione e rancori che hanno poi prodotto il grande numero di soldati che si sono arresi al nemico senza combattere. Un esercito in cui nessuno voleva prendersi le responsabilità di decisione e si aspettava il comando dall'alto. Punto
Di fronte all'attacco del 24 ottobre 1917 nessuna iniziativa personale ha causato la disfatta. Di fronte ad assenza di ordini per interruzione di comunicazioni, non si apri' il fuoco contro il nemico. Non sapevo che i tedeschi usarono i gas in questa battaglia, causando centinaia di morti.
Una Italia in cui i generali facevano circolari per esortare i soldati a morire, e non venivano filati di pezza, come si dice, perchè alla fine questa guerra i soldati semplice non la volevano più combattere. Decimati dal freddo, dalla fame, dalle malattie, volevano solo tornare a casa. Le lettere pubblicate scritte alle madri sono di una semplicità disarmante e ingenua, ragazzi giovanissimi che volevano solo tornare a casa.
Nei miei libri scolastici non mi ricordo di nessuna ritirata di prigionieri che vagavano per il Friuli e quindi sono letteralmente rimasta traumatizzata dalla lettura del resoconto di Barbero.
Paesi e città saccheggiate per fame, veniva tutto distrutto e bruciato. L'ordine di fare terra bruciata al nemico, ha dato adito ad azioni vergognose, come bruciare intere mandrie vive pur di non lasciarle al nemico. Interi magazzini con divise, intimo, scatolame e cibo distrutti.
Non sto a citare qui quello che è stato fatto alla popolazione, italiani contro italiani.
Forse a 13 o 16 anni certe cose non si possono sapere, ma studiare la storia solo con cifre, date, battaglie e nomi non funziona.
Molti soldati sono stati fucilati dai comandanti per motivi anche futili, come se davvero la vita non avesse nessun valore... la guerra è finita, pensavano in molti. Arrendersi ed essere prigionieri fecero esultare di gioia moltissimi uomini che pensavano di salvarsi da quell'incubo, e che invece li farà morire di fame nei campi di prigionia nemici.
L'abrutimento delle persone allo sbando è stato lo spettacolo più indegno e squallido che si testimonia nei resoconti dei comandanti e delle persone civili.
Digerire questo libro non è stato facile e ha cambiato completamente il mio approccio alle guerre.
Elisa

Nessun commento:
Posta un commento