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martedì 16 febbraio 2016

Tra il dire e il fare...

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 6,7-15.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole.
Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi;
ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.» 


Ecco io ho un certo problema con il perdonare agli altri. Ci devo lavorare su. Mi rendo conto che non è molto cristiano ma a volte è maledettamente difficile...soprattutto se ferisce

10 commenti:

  1. Concordo, è difficile perdonare chi ti fa del male, infatti io cancello dalla mia vita il soggetto in causa, cerco di non pensarci più. Davanti a tanti brutti fatti di cronaca dove si sentono persone colpite nei loro affetti più cari parlare di perdono resto basita, e non per questo mi sento meno cristiana!!!
    Baci

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  2. Mi sono accorta che per me è impossibile farlo. Fingo di perdonare ma dentro di me so che non è vero fino in fondo.

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  3. Io ho un concetto diverso. Lo Yoga dice che esistono tre tipi di ire: l'ira di acqua, che passa poco dopo essere venuta, l'ira di sabbia, che ci mette più tempo ma passa anche essa, e l'ira di pietra, che resta per sempre. La mia è una ira di sabbia, dura un po' ma poi passa sempre. Capisco quanto deboli e fragili siamo tutti, e anche quanto siamo ignoranti. Quindi non ho bisogno di perdonare, comprendo. Ma... non avere bisogno di perdonare non significa mettere in condizione chi ti ha fatto del male una volta di potertelo rifare. Questo vorrebbe piuttosto dire essere idioti :-) Dunque la mia è la politica del "passi lunghi e ben distesi", senza rancore, ma per semplice ragione.
    D'altronde è come se un assassino uccidesse il figlio di una persona. Questa, in un grande sforzo di comprensione, potrebbe perfino, un giorno, riuscire a perdonarlo. Significa forse che l'assassino può uscire dal carcere? No. L'assassino è in carcere affinché non possa più nuocere, ancora prima che come meccanismo di punizione.
    www.wolfghost.com

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  4. E' un post molto bello perché ci mette davanti a soluzioni diverse, a seconda della fede o dei propri intimi convincimenti.
    Un caro saluto.

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  5. Perdonare non sempre. Se fa male, se non dimentico,non posso perdonare. E poi il perdono va pure chiesto. Chiedo troppo, ve'?

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    1. in che senso il perdono va chiesto?

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    2. Nel senso che devo vedere il pentimento o quantomeno il cambiamento. Parlo laicamente, essendo agnostica.

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  6. non ho nulla da perdonare. ciao

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  7. nel perdonale agli altri abbiamo lo stesso problema...

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  8. Ciao, tutto bene???!!! Da me, Mestre, una giornata da dimenticare....pioggia, pioggia e ancora pioggia e anche vento....un grigiore infinito che mi fa desiderare quanto mai la bella stagione...ahh dimenticavo anche tanto freddo!!!
    Baci

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